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Memoria delle mie puttane tristi
 
Memoria delle mie puttane tristi 2008-02-04 01:48:15 Maristella
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Opinione inserita da Maristella    04 Febbraio, 2008

Ancora un dono di scrittura palpitante

Puo’ un libro essere una poesia,puo’ essere una piccola favola delicata, puo’ essere un gioiello prezioso che viene mostrato con discrezione e riserbo,senza perdere finezza,leggiadria e sensibilità?



Si puo’ parlare di solitudine e vecchiaia,di un riappropriarsi dei propri sentimenti nonostante l’impossibilità di non finire per essere come gli altri credono che uno sia? Marquez ci conferma ancora una volta,di essere capace di comprendere, in un piccolo libro,quasi un racconto,il compendio di un’intera vita e l’infinito bisogno,ad ogni età,di ritrovare un punto di origine per continuare il cammino,senza privarsi della saggezza dell’esperienza e del vissuto,trasformando le intemperanze giovanili in momenti di struggente dolcezza e tranquilla amabilità,ricordando con una frase di Cicerone che “ Non c’è vecchio che dimentichi dove ha nascosto il suo tesoro”. E il tesoro nascosto è infatti ben visibile e si tratta di amore, il quale ,si ferma delicatamente ai bordi dell’amore vitale e in una sorta di placida contemplazione imbeve l’anima di consapevole epilogo,elevando lo scrittore stesso,ad una intensa visibilità della sua voglia di vivere e di regalarci ancora la sua palpitante scrittura.

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