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Non avevo capito niente
 

Irritante

Voto medio: 
 
2.3
Stile:
 
4.0
Contenuto:
 
1.0
Piacevolezza:
 
2.0
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Opinione inserita da carturco
19 Aprile, 2010
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5 persone su 8 hanno trovato questa recensione utile

Ero stato indotto alla lettura di questo romanzo dalla recensione entusiasta di una nota firma del supplemento domenicale di Il Sole-24 Ore che, tra l'altro, magnificava la novità del cambiamento di stile e registri di De Silva.
Non c'è ombra di dubbio sul fatto che, nella panoramica contemporanea italiana, l'A. sappia scrivere bene. Ma al di là di questo ho trovato il romanzo irritante per la vacuità dei personaggi e della storia.
A mio parere riflette fedelmente la vacuità di certa filmografia "giovane" e "giovanilista", incentrata su personaggi che non crescono mai, e che pensano di autoassolversi per il solo fatto di esserne consapevoli: il problema, però, è che ne sono anche compiaciuti! Questo autocompiacimento, per il modo in cui trasuda da tutta la narrazione, finisce per coinvolgere la visione di un autore che non appare mai prendere le distanze.
Si aggiunga poi a tutto questo una rappresentazione di personaggi, fenomeni e atteggiamenti camorristici come se si trattasse di bozzetti di costume, di folclore - in tempi di "Gomorra"!! - e, francamente, l'irritazione mi è sembrata una reazione del tutto appropriata.
Alla fine non ho potuto evitare ri pensare che il titolo, in un certo senso, risulta paradossalmente appropriato.

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