Ho tolto i chiodi dalle mie ali Ho tolto i chiodi dalle mie ali

Ho tolto i chiodi dalle mie ali

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La presentazione e le recensioni di "Ho tolto i chiodi dalle mie ali", opera di Natascia Berardinucci pubblicata da Nuovi Autori. Ho tolto i chiodi dalle mie ali è la testimonianza dolorosa e sofferta di una vita spezzata, sopraffatta da una malattia inesorabile e da un destino che ha posto sulla strada della protagonista cattiveria, ottusità delle istituzioni e cieca indifferenza per le sue condizioni di salute. Fiera e combattiva questa donna sfida la sua patologia con una forza di volontà senza pari e raggiunge obiettivi importanti nello studio e nella carriera. Generosa e altruista, incontra un uomo che sarà causa di profonde ferite dell’anima. Una storia avvincente e sofferta, che accende nel lettore sensibile sentimenti di solidarietà e di profonda partecipazione. Prefazione dell’Onorevole Rita Bernardini.

Natascia Berardinucci è nata a Pescara nel 1974. Si è laureata in Scienze Infermieristiche presso l’Università “G. D’Annun zio“ di Chieti nel 1996. Nel dicembre 2007 ha conseguito il master di primo livello in “Management e coordinamento infermieristico” presso l’Università dell’Aquila e nel 2008 ha conseguito presso l’Università di Brescia il diploma seguendo il corso di perfezionamento in “Medicina Tro picale e Salute internazionale”. Attualmente lavora come infermiere presso la ASL di Chieti. Svolge attività di volontariato in Italia e nei paesi in via di sviluppo, con una missione già espletata nella comunità di Chaaria in Kenya. Il suo tempo libero lo divide tra gli amici, la musica, la cucina.

Recensione della Redazione QLibri

 
Ho tolto i chiodi dalle mie ali 2011-12-13 22:38:22 Michele75
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Contenuti 
 
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Michele75 Opinione inserita da Michele75    14 Dicembre, 2011
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Diario di denuncia e testimonianza

Natascia Berardinucci è un’infermiera abruzzese, si è laureata in Scienze Infermieristiche, ha conseguito un master e un corso di perfezionamento in “Medicina Tropicale e Salute internazionale”.
"Ho tolto i chiodi dalle mie ali" è il suo primo libro, titolo che evoca dolore, forza e determinazione ovvero gli elementi che caratterizzano la vicenda umana di Natascia: "Il mio è un dolore silenzioso di chi conosce perfettamente e fino in fondo l’identità del proprio nemico, da combattere, con tutte le forze, le mie e da sola. Quel dolore non mi abbandona mai, indosso una maschera e fingo che tutto vada bene ogni giorno. Convive con i miei sorrisi, con le mie lacrime, con i miei cambiamenti d’umore, repentini, la mia vita,col mio lavoro: è dentro di me. Quanto avrei voluto urlarlo quel dolore, ma non si può, perché le persone più vicine hanno paura più di me e portano ancora impressi i segni vivi addosso lasciati da quei cinque anni, passati a scoprirlo.”
Mentre i problemi fisici compromettono la sua vita, i dottori non riescono a inquadrare facilmente la malattia. Poi la diagnosi: "Parkinsonismo giovanile a esordio precoce", parente stretto del celebre morbo di Parkinson.
Passano alcuni anni, la donna è impegnata a studiare per il master in "Management e coordinamento infermieristico" e incontra un uomo che dichiara: "^Ti prometto non ti farò mai del male^. Me le sento ancora nelle orecchie quelle parole! Avremmo dovuto crescere insieme nell’amore di Dio! Ha giocato con la mia vita ed è una cosa che non mi dà pace. Non ha avuto rispetto per me né per la mia famiglia né la mia professione, per la mia malattia e neppure per i mie sogni, li ha distrutti tutti inesorabilmente. Come ho potuto permettergli tutto questo? L’amore è un sentimento che ti fa star bene, sorridere, gioire, battere forte il cuore nel petto. Sono stata denunciata da colui che amavo nella maniera più vigliacca possibile: ^L’ha premeditato^."
Natascia viene condotta prima in prigione per l’accusa ignobile di stalking con la clausola giuridica di pericolosità sociale, poi in clinica per disabili intellettivi, in ospedale psichiatrico e infine agli arresti domiciliari. Sconvolta dalle incredibili disavventure ma fiera e combattiva, Natascia Berardinucci scrive un libro di denuncia e di testimonianza usando la sua voce anche "per chi voce per urlare non aveva più".

"Finalmente ho tolto i chiodi dalle mie ali. Inizio a sbatterle piano, adesso so che funzionano. Proverò a sbatterle più forte così da prendere quota e volare finalmente."

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
"Era d’estate. Io e il signor Parkinson" (Daniela Zampirollo), "Miss Parkinson. Storia di una donna che non si è mai arresa" (Michela Cancelliere) e libri che narrano esperienze autobiografiche di chi ha dovuto affrontare una malattia oppure una carcerazione ingiusta.
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