Il sangue del Sud Il sangue del Sud

Il sangue del Sud

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La presentazione e le recensioni di Il sangue del Sud, saggio di Giordano Bruno Guerri edito da Mondadori. Il 150° anniversario dell'Unità d'Italia è un'occasione per sfatare alcuni luoghi comuni che da sempre orientano il giudizio dell'opinione pubblica. Giordano Bruno Guerri si chiede allora provocatoriamente se il Risorgimento, invece che un movimento di massa voluto dal popolo, non fu piuttosto una campagna di conquista del Regno sabaudo. Per combattere la ribellione delle popolazioni meridionali all'annessione forzata, l'esercito del neonato Regno d'Italia applicò una spietata e violenta repressione, causando almeno cento mila morti e crudeltà feroci da entrambe le parti. In questa documentata "antistoria d'Italia" - nelle cui pagine Cavour non mette mai piede a Roma, e Massimo d'Azeglio, dopo aver affermato pubblicamente "fatta l'Italia bisogna fare gli italiani", confessa in privato che "unirsi con i napoletani è come giacere con un lebbroso" - Guerri fornisce un contributo rigoroso e stimolante che aiuta a capire perché "la prima guerra civile italiana", pur lontana nel tempo, rende tuttora complicato il percorso di rinnovamento politico e civile della nazione.

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Il sangue del Sud 2011-08-31 17:08:13 ant
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ant Opinione inserita da ant    31 Agosto, 2011
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I Briganti...come non si erano mai letti

Già il titolo la dice tutta(Antistoria..)
poi scritto da un personaggio anti...conformista come Guerri fa sì che il libro sia una bella analisi di un determinato e importante periodo storico
visto in una prospettiva nuova e stimolante.
Sarebbe facile per me prendere posizioni(ideologiche) nette
ma non lo faccio
così come non lo feci per il libro Terroni di P. Aprile(si può constatare qualche post più indietro)
quello che m'interessa è esternare sensazioni condivisibii o no
e soprattutto punti di vista.
La cosa che mi ha più colpito di questo bel saggio storico
che ripercorre nomi, luoghi e situazioni del nostro Risorgimento
è l'analisi psicologica e comportamentale di esponenti di spicco di quell'epoca
quasi sempre ai più sottaciuti o celati , per dirla francamente spesso e volentieri non se n'è mai parlato
se non in termini più che dispregiativi
sto parlando dei..."briganti".
Bravo Guerri ad entrare nell'animo e poi succesivamente nella gesta di queste persone,
descrivendo i perché e i percome tanti si davano alla macchia e conducevano stili di vita pari solo alle bestie pur di non sottostare o sottomettersi ai nuovi padroni(i Savoia).
Non mancano naturalmente in questo testo le decrizioni di personaggi che bene o male chi più chi meno conosce direi benissimo(i Garibaldi, i Cavour, i Mazzini etc)
ma queste pagine su di me non è che abbiano suscitato chissà quali interessi o emozioni.
Bel testo
da promuovere senz'altro

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testi che parlano di quelle storie spesso sottaciute e non proprio facili da esternare
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Il sangue del Sud 2011-07-22 09:35:32 libreriasemola
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libreriasemola Opinione inserita da libreriasemola    22 Luglio, 2011
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Storia della prima guerra civile italiana

Un libro che ripercorre gli eventi nel Meridione dei primi anni dell’Unità d’Italia.
Riportando numerosi documenti e fonti d’archivio, l’autore toscano ricostruisce con tono giornalistico e imparziale un periodo decisamente poco felice per il Sud italiano, periodo cui ci si riferisce (specie nei libri scolastici) con toni trionfalistici.
Una lettura consigliata per capire e conoscere meglio il nostro passato.
Mondadori, euro 20

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A tutti! Quella del brigantaggio e della sua feroce repressione è una pagina di storia che ignoriamo, di cui non si parla, e che fa bene leggere, dal Trentino alla Sicilia.
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Il sangue del Sud 2011-07-13 08:10:38 Giovanni Baldaccini
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Giovanni Baldaccini Opinione inserita da Giovanni Baldaccini    13 Luglio, 2011
Ultimo aggiornamento: 13 Luglio, 2011
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L'elogio della bestialità


Guardando la ragazzina armata raffigurata nella copertina del libro, non si può evitare di rammaricarsi di un inganno, che la finta ferocia degli occhi esprime; di una mancanza, per quell'intensità perduta. Difficile rimanere insensibili nel corso della lettura; il libro infatti ci immette in una delle pagine più turpi, disgustose e prive di senso, tra le tante di cui l'esercito piemontese si è reso protagonista.
L'Italia è unificata e il Regno delle due Sicilie non esiste più. Esiste però un popolo che si ribella, che non accetta la fredda insensibilità degli invasori, la loro totale incapacità di cogliere la realtà dei luoghi occupati e dell'anima delle popolazioni che li abitano. Solo noncuranza, sfruttamento, regole ferree ed estranee; pretese senza concessioni, spesso rapina: questo ciò che offre il nuovo padrone. Quelle popolazioni reagiranno e si comporteranno come di fronte a un esercito invasore, organizzando una disperata resistenza nel tentativo di ricostruire l'ordine perduto. Non volevano rubare: volevano il loro re. Quel moto spontaneo fu però etichettato come brigantaggio e in tal modo svilito a livello di delinquenza comune: ladri, tagliagole, bestie selvagge da abbattere senza pietà. E certamente da queste pagine la pietà è assente, se guardiamo quei corpi straziati, violentati, massacrati e poi esposti a monito perenne. Questa la fine di molte figure straordinarie che il libro abitano. Tra queste, molte figure femminili, difficili in ogni caso da dimenticare. Se ne potrà dare il giudizio che si vuole perché nessuno può negare che alla violenza si sia risposto spesso con la violenza. Quali le bestie? A mio avviso quelle in divisa erano davvero tali; quelle braccate lo diventarono per necessità. Nessuno ne esce bene: nemmeno il lettore.

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