Lepanto
Saggistica
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storiografia
Più che un libro di storia questo è un resoconto storiografico. Un testo scritto per chi conosce già la storia e vuole un approfondimento; lo dimostra il fatto che già alla ventesima pagina l'autore svela il finale. Come in molti altri libri di storiografia, l'autore spesso non segue l'ordine cronologico degli eventi e, per spiegare certi episodi, li mette a confronto con altri successivi. Barbero è, grazie al cielo, uno dei massimi esperti di storia medioevale che abbiamo in Italia, una vera istituzione vivente; arricchire la propria cultura con un suo testo è certamente un atto di grande pregio, ma, ahimè, lo stile di scrittura è a dir poco soporifero. Fa impressione la sequela di cifre: si elencano le armi, gli equipaggiamenti, i soldati raggruppati nei vari corpi, le misure degli scafi, le tecniche di arruolamento eccetera.
Un libro indicato per chi studia storia e per chi è veramente appassionato, perditempo astenersi.
Indicazioni utili
Semplicemente geniale.
Credevo che questo meraviglioso volume fosse stato recensito già da altri. Mi sbagliavo, e ne sono quasi contento perché, a ben osservare, scrivere di questo magnifico connubio fra saggio e letteratura è un autentico privilegio.
L'ho letto durante le feste invernali e mi ha molto colpito.
Barbero descrive secondo un canone accademico britannico Lepanto, il "grande spartiacque".
Eppure non lo fa nella solita veste letteraria paludata tipica di molti storici italiani, anzi, prende spunto dalla nota impronta inglese del saggio romanzato per arrivare molto, molto lontano.
In Italia il termine "divulgare" acquisisce spesso, per molti, una valenza negativa o, almeno, di basso profilo.
Gli anglosassoni per quanto concerne le materie umanistiche concepiscono un livello di divulgazione molto diverso, per dire, da quello populista della Angela gang.
Per Lepanto Barbero sceglie intenzionalmente di descrivere gli episodi più importanti che "precedono il turbine": Cipro e Famagosta,l'impostazione del bipolarismo metaculturale, lo scontro della fede utilizzata al protocolonialismo.
Nonostante il prezzo piuttosto alto, Laterza non perdona,mi sento di consigliarlo caldamente.
Unica nota negativa: la fascetta della seconda edizione riportante una frase di Saviano che invita alla lettura.
Domanda: Saviano è diventato uno storico? Mah...










Opinione inserita da Jan 12 Febbraio, 2011