Arrivederci amore, ciao Arrivederci amore, ciao

Arrivederci amore, ciao

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di "Arrivederci amore, ciao", romanzo di Massimo Carlotto. In questo romanzo che racconta il cuore nero del Nordest e, più in generale, dell'Italia patinata ed "emergente", Carlotto "mette a frutto" le pessime conoscenze che ha fatto in carcere, nel mondo criminale e anche tra i personaggi delle istituzioni e ci dà uno sconvolgente ritratto dell'Italia nera dei nostri anni. Il giovane e bel protagonista del romanzo ha un solo scopo: lasciarsi alle spalle una storia politica in cui non ha mai creduto veramente e che gli ha procurato solo guai ed entrare nel mondo dei vincenti. Per farlo, si darà una sola regola: prevaricare a ogni costo, con ogni mezzo.

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Opinioni inserite: 6

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Arrivederci amore, ciao 2012-01-18 19:53:23 antonelladimartino
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antonelladimartino Opinione inserita da antonelladimartino    18 Gennaio, 2012
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Un mostro banale e intelligente

Giorgio Pellegrini è il personaggio principale e la voce narrante del romanzo: un cinico senza sentimenti, senza spessore, volitivo, intelligente e determinato. Mi è capitato spesso di leggere commenti negativi (scritti da critici non qualificati) su questo bel libro di Carlotto, basate proprio sulla negatività di questo personaggio. Sono commenti che sorprendono e fanno riflettere. Certo, il personaggio è odioso, uno dei più odiosi che io abbia mai incontrato tra le pagine dei libri, ma sono dettati solamente dall’emozione, e se non “ci azzeccano” con la qualità del romanzo, possono testimoniare sulla bravura dell’autore, che ha costruito un vero mostro banale nella sua malvagità.

L’ambiente in cui vive il protagonista non è migliore di lui, che non è nato così bastardo: in gioventù è stato un cazzone e ha commesso un grave errore, ma poi ha imparato dall’esperienza ed è diventato un delinquente completo e un assassino efficiente, riuscendo infine a riabilitarsi.

Questa fiaba nera si svolge nel Nord Est italiano, ma secondo me potrebbe svolgersi con minime differenze anche in altre regioni della nostra Italia: da Palermo ed Aosta, Giorgio Pellegrini riuscirebbe comunque a raggiungere il suo lieto fine.

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Noir o narrativa sociale.
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Arrivederci amore, ciao 2011-10-13 19:08:59 lella gritti
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lella gritti Opinione inserita da lella gritti    13 Ottobre, 2011
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Il nord est di Carlotto

Anche questo libro ha avuto un seguito cinematografico. Fortunatamente ho fatto in tempo a leggerlo prima di sapere di interpreti, trama, trailer, ecc. Così non mi sono fatta influenzare nella mia prefigurazione di ambienti e personaggi.

Il romanzo è incentrato su un personaggio principale che è quanto di più abbietto, amorale e cinico possa aver prodotto la nostra società attraverso il mito del denaro. Insomma, un vero bastardo. Un individuo che non possiede emozioni e che può dare la morte come fumare una sigaretta. L'importante è raggiungere il suo obiettivo, cioè rifarsi una verginità. Nel concreto, deve costruirsi l'immagine e la posizione sociale, dopo un passato da delinquente terrorista, latitante e galeotto.
Personalmente trovo che Carlotto sia bravissimo nel descrivere, con stile asciutto e distaccato, le atmosfere cupe del nostro nord-est dove tutto viene immolato al dio denaro. Sotto la parvenza di persone per bene. Questa è la differenza rispetto ad altri ambienti criminali nostrani. Nel Veneto si vuol apparire brave persone, ma dentro si è marci, novelli Jekyll-Hyde.
Una volta si giocava con leggerezza su questa doppiezza e ipocrisia di quella società veneta, come nel film di Germi "Signore e signori". Oggi si arriva al delitto.

Il film "Arrivederci amore ciao" (che ho visto dopo la lettura del libro) regge la storia, ma meno le emozioni che dà il libro. Il film (quasi tutti i film) mi imbrigliano la fantasia. Alessio Boni ha un po' sempre la stessa faccia...

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libri sul nord-est italiano e/o noir (italiani, francesi)
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Arrivederci amore, ciao 2011-08-31 11:14:21 Marghe Cri
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Marghe Cri Opinione inserita da Marghe Cri    31 Agosto, 2011
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Un noir senza speranza

Leggendo qua e là trovo qualcuno che paragona la scrittura di Carlotto a quella di Scerbanenco. È una provocazione! Devo leggerlo.
Allora fra tutti i libri disponibili scelgo questo, perché scopro che è il primo in cui appare un personaggio che Carlotto farà vivere in occasioni successive e, mi dico, se mi dovesse piacere meglio cominciare dall’inizio.
Non sono un’amante del genere “noir”, preferisco semmai il “poliziesco” che consente di seguire la logica investigativa, non tanto per lasciarmi consolare dal pensiero che il bene trionfa, quanto perché mi consente di partecipare razionalmente all’azione ed allo svolgersi degli eventi.
Questo è invece il tipo di racconto in cui la mia partecipazione è pari a zero: non c’è una storia su cui investigare, i personaggi sono tutti negativi, marci, corrotti. Non ce n’è uno che s’accenda di un lampo di umanità. Non si cerca il “cattivo” perché lo sono tutti.
Preso atto del passato di Carlotto, si potrebbe forse leggerlo come un libro denuncia della corruzione e del malaffare a tutti i livelli in cui affonda il nostro paese, ma non credo fosse l’intenzione dell’autore che non affronta con decisione l’argomento da questo punto di vista.
È, alla fine, la cronaca di una vita mal spesa, che si giustifica moralmente mediante l’accostamento ad altre vite ugualmente marce.
Persino Roberta, l’unico personaggio che potrebbe riscattare con la sua “innocenza” una lunga processione di personalità malate ha tratti di “rigidità” e grettezza che finiscono con l’uniformarla a tutti gli altri.
Carlotto ha una buona penna, per gli amanti del genere potrebbe diventare (è diventato?) una nuova realtà interessante.
Personalmente amo una prosa che scavi in profondità piuttosto di una che scivoli liscia sulla superficie degli eventi.
Per concludere da dove ho iniziato: Scerbanenco è stato un grande autore di polizieschi e di romanzi, capace di calarsi con maestria nella psicologia dei personaggi fino a renderli reali, interessanti per se stessi oltre che per il loro ruolo nella vicenda, mentre quelle che ho visto muoversi in “Arrivederci amore, ciao” mi sembrano più figure piane, ad una sola dimensione, che scorrono, ben lubrificate, verso un finale prevedibile.

[...]
Mi si leggeva in faccia che ero un marginale. Cercai lavoro ma mi resi conto che entrare in quell’ottica mi avrebbe fottuto per l’eternità. Sarei rimasto un miserabile. Nei miei piani per il futuro c’era ben altro che osservare la realtà dal retro di un fast food con i capelli puzzolenti di grasso. Soldi. Avevo bisogno di soldi per rialzarmi dal letamaio in cui ero finito.
[…]
La sua domanda però mi fece riflettere. Aveva ragione, ero uno schifoso, o meglio una carogna, come aveva detto il prete. Non provavo vergogna per questo. Ne ero cosciente, ma in realtà esercitare potere su donne deboli mi aiutava a campare. A stare meglio. A sopravvivere.
[...]

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consigliato sì... consigliato no... posso dire che non lo rileggerei, ma c'è a chi questo stile piace...
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Arrivederci amore, ciao 2011-08-02 16:02:24 joshua65
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joshua65 Opinione inserita da joshua65    02 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 02 Agosto, 2011
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Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu

Il più bel romanzo di Carlotto? Probabilmente la sua vita. Militante di Lotta Continua, poi vittima di un incredibile caso giudiziario (basta cercare “il caso Carlotto” su Internet), poi latitante in Sudamerica, poi l’arresto da parte dalla polizia messicana, quindi otto anni di carcere in Italia, infine, nel 1993, la grazia ricevuta dal Presidente Scalfaro.

Giorgio Pellegrini, invece, è il protagonista di Arrivederci amore, ciao. Passato da terrorista, coinvolto in un omicidio di un metronotte e fuggito all’estero, decide di rientrare in Italia e di ripercorrere in senso inverso la scala sociale, puntando con ogni mezzo e senza esclusione di colpi alla ricostruzione di una posizione nella società che conta. Del resto Giorgio Pellegrini, giovane e dal fascino irresistibile, sa fare bene una cosa sola: uccidere.

Scritto con stile rapido e incalzante, la storia scorre veloce quasi come una raccolta di articoli della “nera”, descrivendo la rapida ascesa del protagonista, da guerrigliero nel Centro America a proprietario di La Nena, raffinato ed esclusivo ristorante in una non precisata e opulenta città del Nord Est.

In mezzo un’incredibile serie di losers: terroristi dissociati, poliziotti corrotti, mafiosi pugliesi, albanesi, kosovari, anarchici spagnoli, cecchini croati, avvocati senza scrupoli e ovviamente pronti ad entrare nella politica che vince. Inutile provare a schierarsi con qualcuno e tentarne l’assoluzione, tutti hanno bisogno di tutti.

E poi tante donne (Flora, Francisca, Luana, Roberta) che scandiscono come un metronomo impazzito la vita del protagonista, marchiando a fuoco con i loro nomi i capitoli del libro ed inviando al loro apparire nuovi e macabri presagi di sventura.

Arrivederci amore, ciao. Noir bello, crudo, essenziale.

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Carlotto, Ellroy, Hard Boiled
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Arrivederci amore, ciao 2010-06-14 11:28:57 ladislao
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ladislao Opinione inserita da ladislao    14 Giugno, 2010
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Per me esistono solo l'Alligatore e Rossini!

Bellissimo noir, poi è ambientato in veneto,.. non è facile leggere di posti come Jesolo, Bibione, Padova e Treviso. E' di facile lettura,.. scorre,.. veloce e scritto bene. Piacevolissimo. Altro fattore... è che ti fa innamorare anche dei "Deliquenti". Questi "Banditi" hanno un codice, una morale,... rispetto per le "Loro" regole. Se ci fossero delinquenti così per le ns strade, forse ci sentiremo più sicuri! Io mi sono innamorato del "Rossini", pensate voi. Bravo Carlotto. Buona Lettura.

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A chi ama il personaggio dell'Alligatore.
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Arrivederci amore, ciao 2010-06-05 07:59:41 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    05 Giugno, 2010
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"..le tenerezze che non ho,la comprensione che non

Caterina Caselli canta dell'amore finito nella sua canzone "arrivederci amore ciao"...

Insieme a te non ci stò più,
guardo le nuvole lassù...
e quando andrò-ò-ò...
devi sorridermi se puoi...

Carlotto parla d'amore solo nel titolo e poi basta. Il protagonista è un farabutto screanzato senza cuore, senza amore, neanche per la patria, anche se da ragazzo è stato un rivoluzionario, ma è stato più delinquente che idealista.
non mancano di certo i momenti di riflessione che ti fanno amare questo libro:

"La solitudine di quella donna era agghiacciante, e la solitudine era l'unico lato dell'esistenza che mi faceva paura."

"I cinesi copiano tutto. Sono precisi e meticolosi, se non ci fossero gli ideogrami la prenderesti per una autentica...Perfetta nell'aspetto ma debole dentro....Esattamente come il socialismo cinese."


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Noir italiani
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