Dopo lunga e penosa malattia
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Ultimo aggiornamento: 12 Mag, 2012
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"Dopo lunga e penosa malattia" di A. Vitali
In questa vicenda, scritta con l’inchiostro giallo, un medico curioso e interessato, tal Carlo Lonati – un medico, immancabile protagonista nelle storie di Andrea Vitali: che sia una sorta di transfert per il medico-scrittore bellenase? - viene chiamato per un’urgente visita notturna dai familiari dell’amico di sempre, il notaio Luciano Galimberti. Ma il dottore non può far altro che acclarare la morte del suo ex compagno di avventure, indicando “morte naturale” come causa del decesso. Tuttavia, il Lonati si convince che la morte del compianto notaio è stata causata dall’intervento umano.
In particolare, la convinzione nasce da un necrologio inappropriato che viene pubblicato per l’occasione: che senso ha, per un infarto, parlare di morte sopraggiunta “dopo lunga e penosa malattia”?
Ne segue una girandola di eventi, in mezzo ai quali il medico-segugio fiuta l’odore dell’omicidio. Con determinazione, l’improvvisato investigatore si impegna a smascherare l’assassino attraverso un’indagine condotta sulle fantastiche sponde del lago di Como, durante un’ottava dell’estate di San Martino (i fatti sono descritti in un diario che si sviluppa dal quattro al dodici novembre).
Un classico di Andrea Vitali, che questa volta si misura in un’interpretazione del tutto personale del genere “giallo”. Con il suo stile così distintivo, che lo caratterizza in modo inequivocabile nel panorama narrativo italiano.
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Ultimo aggiornamento: 01 Giugno, 2009
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Un pugno di mosche...
Un medico viene chiamato d'urgenza al capezzale dell'amico notaio, l'uomo è già morto, subito sulla scena apparentemente normale il dottore coglie delle stranezze.
Con il passare dei giorni aumenta in lui l'inquietudine perchè quei leggeri sospetti trovano conferme e nuovi dubbi appaiono all'orizzonte.
E' un giallo diverso dal solito, infatti il finale ...lascia molto in sospeso e poco spiegato.
Forse Vitali voleva renderlo ancora più realistico perchè nella vita vera spesso le vicende come queste non si riesce a spiegarle fino in fondo ma...
con quel finale si resta con il famoso "pugno di mosche" in mano!
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- no
un vitali....un po' diverso!
sono d'accordo con chi dice che il finale è un po' troppo brusco ci sono interrogativi non risolti che potevano essere svelati con poche pagine in più invece è tutto un po' sospeso quasi arrivi alla fine e non te ne sei accorto giri la pagina per leggere il seguito e invece è finito.comunque sempre una lettura piacevole che si può tranquillamente consigliare
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Ultima opera
Vitali disegna un noir godibile nel quale personaggi (pochi in verità) e tempo atmosferico la fanno da padrone.
Peccato quel finale buttato lì e quella sensazione che ti lasciano i gialli quando non vengono rispettate le Sacre Regole.
Rimane un grande Vitali nella scrittura e nell'ambientazione, pur se il meglio lo dà nelle sue storielle di paese semiserie.
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Opinione inserita da Mara 14 Dicembre, 2008
Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre, 2008
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Dopo lunga e penosa malattia
Il dottor Carlo Lonati viene chiamato in piena notte per un'urgenza: il paziente lo conosce bene, è il notaio Luciano Galimberti. Può solo constatarne la morte per infarto. Ma c'è qualcosa che non lo convince. Il dottore non può fare a meno di indagare: vuole sapere se il suo vecchio amico è davvero morto per cause naturali. L'indagine è concentrata in una settimana, tra le esitazioni dell'improvvisato detective e il moltiplicarsi di tracce e confidenze, fino al colpo di scena finale.
Vitali è magistrale per come sa ordire le situazioni e descrivere la provincia, ma questo giallo non convince. La limpidezza della scrittura brilla sempre, ma stavolta non basta a tenere alto il morale.
La figura del medico è riuscitissima, come quella del notaio, solo che l'attacco cardiaco e la continuazione del libro, non hanno coerenza narrativa.
Il farmacista gioca in un ruolo che vuole essere detonante, ma invece è slegato dalla funzione che l'autore gli ritaglia addosso.
Non c'è un filo che leghi saldamente i pezzi della trama.
Vitali è un grandissimo scrittore, capace di grandi sguardi, soprattutto in direzione delle latebre del cuore umano. Come giallista, però, non arriva a dare al lettore quel senso di completezza a cui ci ha abituato.
Il finale è frettoloso e incompiuto.
Buona lettura:)
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Quel cuore di Vitali
Il noir è notevole. Mi ha turbato. E, se un giallo turba, allora è un capolavoro. Un Vitali nuovo. Grandioso.









