Dopo lunga e penosa malattia Dopo lunga e penosa malattia

Dopo lunga e penosa malattia

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Dopo lunga e penosa malattia, romanzo di Andrea Vitali edito da Garzanti Libri. Sono le tre di notte del 4 novembre. Il dottor Carlo Lonati viene chiamato d'urgenza, sotto una pioggia micronizzata attraversa i cinquecento metri che lo separano dalla casa del notaio Luciano Galimberti, suo antico compagno di bagordi. Quando arriva può solo constatarne la morte per infarto. Ma c'è qualcosa che non lo convince. E nelle ore successive arrivano altri indizi, e i sospetti crescono. Il dottor Lonati non può fare a meno di indagare: vuole a tutti i costi sapere la verità sulla morte del suo vecchio amico. Per farlo, dovrà però conquistare la fiducia della moglie e della figlia di Lonati. E scoprire che la verità si trova forse sull'altra sponda del Lago di Como.

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Dopo lunga e penosa malattia 2012-05-12 06:11:06 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    12 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 12 Mag, 2012
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"Dopo lunga e penosa malattia" di A. Vitali

In questa vicenda, scritta con l’inchiostro giallo, un medico curioso e interessato, tal Carlo Lonati – un medico, immancabile protagonista nelle storie di Andrea Vitali: che sia una sorta di transfert per il medico-scrittore bellenase? - viene chiamato per un’urgente visita notturna dai familiari dell’amico di sempre, il notaio Luciano Galimberti. Ma il dottore non può far altro che acclarare la morte del suo ex compagno di avventure, indicando “morte naturale” come causa del decesso. Tuttavia, il Lonati si convince che la morte del compianto notaio è stata causata dall’intervento umano.
In particolare, la convinzione nasce da un necrologio inappropriato che viene pubblicato per l’occasione: che senso ha, per un infarto, parlare di morte sopraggiunta “dopo lunga e penosa malattia”?
Ne segue una girandola di eventi, in mezzo ai quali il medico-segugio fiuta l’odore dell’omicidio. Con determinazione, l’improvvisato investigatore si impegna a smascherare l’assassino attraverso un’indagine condotta sulle fantastiche sponde del lago di Como, durante un’ottava dell’estate di San Martino (i fatti sono descritti in un diario che si sviluppa dal quattro al dodici novembre).
Un classico di Andrea Vitali, che questa volta si misura in un’interpretazione del tutto personale del genere “giallo”. Con il suo stile così distintivo, che lo caratterizza in modo inequivocabile nel panorama narrativo italiano.

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A chi ama la commedia tinta di giallo.
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Dopo lunga e penosa malattia 2009-06-01 00:11:13 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    01 Giugno, 2009
Ultimo aggiornamento: 01 Giugno, 2009
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Un pugno di mosche...

Un medico viene chiamato d'urgenza al capezzale dell'amico notaio, l'uomo è già morto, subito sulla scena apparentemente normale il dottore coglie delle stranezze.

Con il passare dei giorni aumenta in lui l'inquietudine perchè quei leggeri sospetti trovano conferme e nuovi dubbi appaiono all'orizzonte.

E' un giallo diverso dal solito, infatti il finale ...lascia molto in sospeso e poco spiegato.

Forse Vitali voleva renderlo ancora più realistico perchè nella vita vera spesso le vicende come queste non si riesce a spiegarle fino in fondo ma...

con quel finale si resta con il famoso "pugno di mosche" in mano!

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Dopo lunga e penosa malattia 2008-12-29 10:19:42 teresa
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Opinione inserita da teresa    29 Dicembre, 2008

un vitali....un po' diverso!

sono d'accordo con chi dice che il finale è un po' troppo brusco ci sono interrogativi non risolti che potevano essere svelati con poche pagine in più invece è tutto un po' sospeso quasi arrivi alla fine e non te ne sei accorto giri la pagina per leggere il seguito e invece è finito.comunque sempre una lettura piacevole che si può tranquillamente consigliare

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tutti gli altri di vitali anche se qui si cimenta per la prima volta con il giallo
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Dopo lunga e penosa malattia 2008-12-29 00:20:22 maurizio
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Opinione inserita da maurizio    29 Dicembre, 2008

Ultima opera

Vitali disegna un noir godibile nel quale personaggi (pochi in verità) e tempo atmosferico la fanno da padrone.

Peccato quel finale buttato lì e quella sensazione che ti lasciano i gialli quando non vengono rispettate le Sacre Regole.

Rimane un grande Vitali nella scrittura e nell'ambientazione, pur se il meglio lo dà nelle sue storielle di paese semiserie.

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Dopo lunga e penosa malattia 2008-12-14 04:33:03 Mara
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Mara Opinione inserita da Mara    14 Dicembre, 2008
Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre, 2008
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Dopo lunga e penosa malattia

Il dottor Carlo Lonati viene chiamato in piena notte per un'urgenza: il paziente lo conosce bene, è il notaio Luciano Galimberti. Può solo constatarne la morte per infarto. Ma c'è qualcosa che non lo convince. Il dottore non può fare a meno di indagare: vuole sapere se il suo vecchio amico è davvero morto per cause naturali. L'indagine è concentrata in una settimana, tra le esitazioni dell'improvvisato detective e il moltiplicarsi di tracce e confidenze, fino al colpo di scena finale.

Vitali è magistrale per come sa ordire le situazioni e descrivere la provincia, ma questo giallo non convince. La limpidezza della scrittura brilla sempre, ma stavolta non basta a tenere alto il morale.

La figura del medico è riuscitissima, come quella del notaio, solo che l'attacco cardiaco e la continuazione del libro, non hanno coerenza narrativa.

Il farmacista gioca in un ruolo che vuole essere detonante, ma invece è slegato dalla funzione che l'autore gli ritaglia addosso.

Non c'è un filo che leghi saldamente i pezzi della trama.

Vitali è un grandissimo scrittore, capace di grandi sguardi, soprattutto in direzione delle latebre del cuore umano. Come giallista, però, non arriva a dare al lettore quel senso di completezza a cui ci ha abituato.

Il finale è frettoloso e incompiuto.

Buona lettura:)

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Dopo lunga e penosa malattia 2008-11-27 10:52:59 Laura*
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Opinione inserita da Laura*    27 Novembre, 2008

Quel cuore di Vitali

Il noir è notevole. Mi ha turbato. E, se un giallo turba, allora è un capolavoro. Un Vitali nuovo. Grandioso.

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I libri più noir e garbati della letteratura classica.
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