Gli angeli di Lucifero Gli angeli di Lucifero

Gli angeli di Lucifero

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Gli angeli di Lucifero, opera di Fabrizio Carcano edita da Mursia. Milano, giugno 2009. Mentre l’afa imperversa in città, nel periferico cimitero di Chiaravalle è profanata una tomba seicentesca e sono trafugate le spoglie del marchese Ludovico Acerbi, passato alla storia come il «Diavolo di Porta Romana». Intanto si verificano in rapida successione tre misteriosi omicidi, compiuti e rivendicati dalla stessa mano, le cui vittime portano tutte cognomi di casate che, nella Milano del ‘600, ebbero rivalità con quella del marchese Acerbi. A cercare di far luce sulla vicenda sono il commissario Bruno Ardigò, freddo e taciturno, e l’amico giornalista Federico Malerba, solare ed espansivo. Diversi, come il giorno e la notte, ma uniti dalla stessa voglia di arrivare alla verità, protagonisti di un’indagine parallela che li porterà nel cuore della Milano esoterica, dove nulla è come appare.

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Gli angeli di Lucifero 2012-03-13 23:12:57 Fonta
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Fonta Opinione inserita da Fonta    14 Marzo, 2012
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La fitta nebbia brianzola del commissario Ardigo e

Bruno Ardigò è il giovane commissario della sezioni Omicidi della polizia di Milano, 36 anni, un carattere ombroso e scontroso. Sempre dedito al lavoro, il suo pane quotidiano sono i crimini, il caffè e le sigarette.

Federico Malerba è il giornalista di punta de "La Voce Lombarda", sa far diventare le piccole notizie degli scoop sensazionali e dei grandi eventi ha l'abilitàdi trovarne le sfacettature più interessanti ed accattivanti per i lettori. 36 anni, laureato in giurisprudenza dove ha conosciuto l'amico Ardigò, è single da poco, ha fascino e le sue giornate si snodano tra redazione, corsa ed il gatto Ottone.

Questi due personaggi, legati apparentemente dal solo percorso di studi, hanno la peculiarità di essere entrambi dediti al lavoro notte e tempo, un duo strampalato ma ben congeniato che si ritrova a dover indagare parallelamente su un serial killer cheha violato la tomba di Ludovico Acerbi, personaggio del'600 milanese molto controverso, che vestiva esclusivamente di nero e che voleva tale monocromia pure nel suo seguito di corte e nei destrieri, denominato dal popolo "Diavolo di Porta Romana".
Questo killer uccide poi tre persone apparentemente molto diverse tra loro: un pubblicitario, un immobiliarista ed un medico, legate solo da dei cognomi che corrispondono a delle casate in conflitto con l'Acerbi.

Un noir made in Italy che mi ha affascinato moltissimo.
La penna di carcano non è velocissima ed il lettore viene continuamente aggiornato sulle indagini da minuziose ricostruzioni delle vicende appena svolte, a volte lo scrittore si perde in descrizoni architettoniche/paesaggistiche che i non milanesi forse colgono come esagerate ma, credo che dalle pagine di questo libro trasudi un amore del giornalista scrittore Carcano per la sua terra e per le bellezze di Milano che sia paragonabile solo con la sua abilità di creare una storia intricata ma congeniata benissimo!
L'assassino non è impossibile da individuare ma, la rincorsa al movente e le trame oscure che si dipanano, si legano alla nebbia brianzola che Carcano fa scendere fino al bellissimo finale in cui emerge il sole a svelarci i misteri de "Gli Angeli di Lucifero".

Non il più bel giallo che abbia letto ma, mi sento di dare il massimo dei voti ad un autore italiano che ha avuto il pregio di mettere nero su bianco una bellissima idea, di ambientarla nella sua terra e di descriverne le sue meraviglie passando attraverso il lato oscuro dei movimenti satanistici ed esoterici, un mix direi geniale ed accattivante!

I due personaggi principali poi, sono descritti splendidamente e le lero emozioni coinvolgono il lettore!
Speriamo di rileggere ancora all'opera il bizzarro duo Ardigò-Malerba!

Bravo Carcano!
Consiglaitissimo!
Buona lettura! =)

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Gli angeli di Lucifero 2011-12-27 19:42:25 Lorenzo Roberto Quaglia
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Lorenzo Roberto Quaglia Opinione inserita da Lorenzo Roberto Quaglia    27 Dicembre, 2011
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Una nuova coppia di sbirri

In queste sere d’inverno ho terminato di leggere Gli Angeli di Lucifero, opera prima di Fabrizio Carcano.
Il topos del romanzo è la Milano di oggi che l’autore dimostra di conoscere molto bene e che descrive con sapienza e particolarità nei suoi aspetti architettonici tanto da indurre il milanese doc a fare un sopraluogo nella tal via o nella tal piazza perché proprio quel particolare non l’aveva mai notato! Ma non solo: nel romanzo si respira anche la Milano frenetica che pensa come prima cosa al lavoro, attraverso le professioni delle prime tre vittime, un pubblicitario, un immobiliarista trafficone ed un medico e si apre uno squarcio su tre diversi mondi milanesi che vengono descritti ciascuno con i propri chiaroscuri e i propri rituali.
Giorno dopo giorno, dal 7 giugno all’8 luglio 2009, l’autore racconta la storia di un’indagine molto complessa e senza un apparente movente, condotta dal Vice Questore e Capo della Mobile di Milano, Bruno Ardigò. I tre iniziali efferati omicidi sono ricondotti nell’ambito delle sette esoteriche e sataniche e grazie anche al secondo eroe che appare da subito nella storia, il giornalista amico di Ardigò, Federico Malerba, le indagini proseguono tra mille difficoltà e arrivano alla fine a far luce non solo sugli omicidi di oggi, che nel frattempo sono diventati cinque, ma anche a svelare i retroscena, i mandanti e i colpevoli di casi di omicidi rimasti irrisolti negli anni settanta e novanta.
La lettura del romanzo, composto da 718 pagine, scorre rapida e veloce. Il lettore è avvolto e precipitato sempre più nella trama che ha come sfondo il mondo delle sette sataniche. Il tema del satanismo tuttavia non disturba la lettura ed è sempre trattato unicamente in funzione allo sviluppo dell’intreccio e all’utilità delle indagini.
Il Capo della Mobile Ardigò e il giornalista Malerba formano una coppia ben riuscita di investigatori, ciascuno con il proprio carattere e temperamento e ciascuno nel rispetto del proprio ruolo istituzionale, contribuiscono allo sviluppo nitido e pulito della storia, ricca di colpi di scena.
I due uomini sotto certi aspetti ricordano un’altra coppia di investigatori resi celebri da una serie di telefilm, Ellery Queen: un ispettore di polizia, Richard Queen, e suo figlio, scrittore, collaborando in via non ufficiale risolvevano casi di omicidi nella New York degli anni trenta e quaranta.
Ci piacerebbe che l’autore di questo romanzo pensasse ad un seguito, ad una nuova avventura: il Capo della Mobile Ardigò, aiutato dal compagno di studi Malerba, ancora una volta impegnati in una difficile indagine milanese.

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