Uva noir
Letteratura italiana
Editore
Gabriella Genisi è nata nel 1965 e abita vicino al mare, a pochi chilometri da Bari. Appassionata di arte, cucina e letteratura è organizzatrice della rassegna letteraria "Il libro possibile" a Polignano a mare (www.libropossibile.com). Ha scritto numerosi libri: Come quando fuori piove, Fino a quando le stelle, Il pesce rosso non abita più qui. Alcuni suoi racconti sono presenti in antologie. Con Sonzogno ha pubblicato La circonferenza delle arance (2010) e Giallo ciliegia (2011), le inchieste della commissaria Lolì che hanno ispirato le serie televisiva per la Rai scritta da Gabriella Genisi, sceneggiata da Ivan Cotroneo e interpretata da Micaela Ramazzotti.
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“Uva noir” di Gabriella Genisi – commento di Bruno
Terzo episodio del commissario “femmina” Lolita Lobosco, terzo frutto che la simpatica autrice, Gabriella Genisi, offre ai suoi lettori: dopo sferici agrumi (“La circonferenza delle arance”) e gustose amarene (“Giallo ciliegia”), entrambi oggetto di precedente commento su Qlibri, è il turno degli acini zuccherini di “Uva noir”: un giallo dalla struttura semplice, ma incisiva.
In questo nuovo capitolo della saga, il volitivo commissario con cromosoma xx targato Bari è impegnato a risolvere un orribile caso di infanticidio: il piccolo Morris è stato strangolato nel giardino di casa e i primi sospetti ricadono – come purtroppo la cronaca nera talvolta suggerisce – sulla madre. Una donna sensuale, capricciosa, che ha alle spalle un passato equivoco e un matrimonio d’interesse e che investe il suo presente in traffici loschi. Passato e presente sono valsi all’ambigua Lorena il soprannome di “Uva ‘gnura”, uva nera in dialetto pugliese.
Come nelle precedenti puntate (è proprio il caso di utilizzare questo termine, visto che presto il sexy commissario Lobosco sarà protagonista di una serie TV!), l’indagine è animata dalle vicende sentimentali di Lolita, dedita alla conquista del procuratore Giovanni Panebianco e impegnata nell’individuazione dell’autore di scritte ingiuriose contro di lei.
Sarà una telefonata di Montalbano (sì, proprio lui, quello di Camilleri!) a fornire all’intuito investigativo tutto femminile di Lolita uno spunto per risolvere il caso.
Anche questa terza avventura di Lolì riconferma che Gabriella Genisi, organizzatrice del recente evento letterario “Il libro possibile” giunto in Polignano a Mare alla sua undicesima edizione, è autrice sensibile, spiritosa e fantasiosa.
Un libro indicato a regalare anche piacevoli pause di intrattenimento sotto l’ombrellone, nell’opinione di …
… Bruno Elpis
Chi lo desidera, può leggere la mia intervista all’autrice sul mio sito personale a questo link:
http://www.brunoelpis.it/le-interviste/202-tutti-pazzi-per--lolita-intervista-a-gabriella-genisi
Indicazioni utili
Uva gnura
L'uva che ci offre Gabriella Genisi in questa terza indagine del commissario Lobosco,è aspra, non ubriaca ma stordisce quel poco che basta a darci coraggio è convincere noi e Lolitasua a guardare in un sacco nero, nero come l'anima di certi esseri umani, dove hanno seppellito un innocente, un bambino di nome Morris.
Ci vuole coraggio assai per indagare su un delitto tanto orribile e Lolita ci prova, all'inizio tentenna, sembra quasi mantenere un profilo basso, si fa distrarre dal bel magistrato, bisticcia con Danilosuo,la madre e la sorella, poi c'è quella strana faccenda delle scritte ingiuriose contro di lei nel parcheggio della Questura. Alla fine Lolita comincia a fare sul serio, interroga i vari testimoni,il padre dottor Lorenzo Milone,ricco farmacista, la madre Lory Depalma bella arrivista, la tata straniera, gli scagnozzi messi a guardia della villetta,perchè? E' una storia anche di mafia? Tutti giurano di aver voluto bene a quell'anima innocente,eppure c'è fra loro qualcuno che mente,quando muore un bambino, ucciso in quel modo,l'orco come nelle favole ha avuto la sua,vendetta? Toccherà a pollicina-Lolita, scoprire, cercare le mollichine che portano nell'antro dove si nasconde il mostro.
Un thriller originale e gustoso proprio come i piatti della cucina barese, si legge slow food,accompagnato con un Pardas Aspriu bianco,parola di Pepe Carvalho.
di Luigi De Rosa









