Fango
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Opinioni inserite: 7
Nel suo genere decisamente un capolavoro
Credo che lo stile di Ammaniti non sia minimamente in discussione. Questo libro contiene nel racconto "L'ultimo capodanno dell'umanità" (che occupa l'80% del libro) decisamente un capolavoro del genere, inventato, "pulp-demenziale". Una tipologia di lettura che non lascia spazio alle mezze misure: o piace, e allora leggere Fango rappresenta una deliziosa esperienza, oppure non piace e questo libro può perfino inorridire. La costruzione del racconto, fatta di episodi separati che lentamente si compenetrano è, in se, una piccola chicca.
Del libro è stato fatto un film, diretto se non ricordo male da Rosi, che è ricordato solo per il nudo integrale della Monica Bellucci.
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una pulp romanesca!
Di questo libro di racconti di Ammanniti il clou è "L'ultimo capodanno" (di cui successivamnte Mondadori ha fatto anche una edizione af hoc).
Ad una lettura superficiale può sembrare un testo di puro divertimento, tanto è paradossale e inverosimile. In realtà, i personaggi e le ambientazioni sono magistralmente calate nella quotidianità di Roma. Una città sopravvissuta al tempo, la città eterna... perchè sa come si fa!
La storia inizia e si conclude la notte di un capodanno, in uno di quei comprensori - palazzi all'interno di un recinto di verde che fanno tanto vippume - che circondano Roma, specie sulla Cassia. Ne sono protagonisti diversi personaggi con storie che si intrecciano le une alle altre. E' rappresentata una umanità varia: dal gigolò nostrano alla vecchia nobile ninfomane, al borghese adultero e masochista, ai due tossici fuori di testa, alla bella Giulia che si vendica del tradimento del marito mettendogli il lassativo nel bicchiere, alla famiglia "normale" con bambino e nonno che tanto normale non è, e la banda dei nolani...
Basta un imprevisto e si scatena il caos e succede di tutto. Fino al botto finale che sommergerà tutto.
Ammaniti riesce a cogliere dietro il grottesco l'anima nera che c'è in tutti noi. Pronta ad emergere appena l'ambiente o le circostanze provocano l'abbassamento delle barriere del conformismo.
E' un racconto che si legge d'un fiato. E che lascia un po' storditi.
Marco Risi ne ha tratto un film, un paio d'anni dopo. Però, come al solito, suggerisco di leggere prima il libro. Anche perchè è molto più stupefacente, paradossale e sorprendente. Colpisce direttamente l'anima.
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Un altro bel libro
Senza dubbio un altro fra i capolavori di Niccolò Ammaniti. E'un libro che mi è piaciuto veramente moltissimo, reale, duro e crudo, perfettamente uguale al mondo che ci circonda (un perfetto esempio si trova nei racconti "Rispetto", "Fango" e "L'ultimo capodanno dell'umanità"): un messaggio che si può intuire in tutti i suoi romanzi. Non mancano elementi comici (basti pensare al racconto "Lo zoologo"), ma la realtà si mischia a volte a una fantasia non troppo lontana (si pensi a "Carta", "Ferro", "Ti sogno con terrore" e sempre a "Lo zoologo"). In parole povere: Ammaniti deve essere assolutamente letto.
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Forzatamente cattivo
Quando ho letto l'ultima pagina di questo libro e mi sono chiesto se effettivamente mi era piaciuto, non mi sono riuscito a dare una risposta ben precisa. Lo stile di Ammaniti mi esalta in generale, e ci riesce pure in questo libro di racconti, tuttavia rispetto ad altri libri perde in quanto sembra che narri di circostanze crude e violente per il puro gusto di farlo piuttosto che per denunciare la società contemporanea. Nel complesso è comunque un libro che si legge volentieri, soprattutto se si ama lo stile di questo autore.
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Fango
Per chi conosce l’autore in questo libro parliamo del classico puro stile Ammaniti; quattro storie tragicomiche ai limiti del grottesco dalla scrittura scorrevole, nel complesso gradevoli e divertenti, che si fanno leggere.
Il più coinvolgente ed esilarante è il famoso “l’ultimo capodanno dell’umanità” da cui è stato tratto anche un film.
Per chi non conosce l’autore ed invece dovrebbe, in questo libro si imbatterà in una galleria di personaggi assurdi e bislacchi ma quanto mai reali! La storia si svolge sfiorando a volte i limiti dell’assurdo e del paradosso.
Lo stile dell’autore è sicuramente crudo, reale, diretto, forse non è adatto a tutti ma credo che almeno un libro di Ammaniti debba essere letto.
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fango
adoro ammaniti e anche in questo caso il libro e' piacevole. è composto da quattro capitoli ,dei quali il migliore è senza dubbio "il capodanno". ammaniti ci fa conoscere una variegata fauna di personaggi, dai piu "tranquilli" ai reietti e disadattati, altri con problemi di dipendenza dalla droga e cosi via. alcuni passaggi sono un po crudi e duri, ma questo è ammaniti.
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Picccoli frammenti di follia
il romanzo si divide in quattro racconti nel puro stile Ammaniti.
Per chi conosce l'autore,nulla di nuovo:il caos e la follia del Quotidiano si svelano in 4 racconti al cardiopalma,dove troviamo un capodanno che finsce in grottesca tragedia, una banda di giovani sbandati e drogati, una donna con segreto oscuro e una ciber prostituta.Il più degno di nota è sicuramente il racconto del Capodanno,un racconto che ha sicuramente ispirato il romanzo "Che la festa cominci": personaggi stereotipati ma veri,macchiette della società moderna che schzzano come palline impazzite di un flipper fino a scontrarsi in un fragoroso boato finale. Lettura forte, non per tuuti gli stomaci, ma cmq consigliabile.









