La bella estate La bella estate

La bella estate

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di La bella estate, opera di Cesare Pavese edita da Einaudi. Scritto nella primavera del 1940 e pubblicato nel 1949 insieme a Il diavolo sulle colline e Tra donne sole, La bella estate e, come affermo lo stesso Pavese, la "storia di una verginita che si difende", il racconto dell'inevitabile perdita dell'innocenza. Sullo sfondo di una Torino grigia e crepuscolare, si dipana la dolorosa maturazione di una ingenua adolescente: nell'ambiente corrotto e sregolato della boheme artistica torinese, Ginia si innamora di un giovane pittore di cui, dopo resistenze interiori e rimorsi malcelati, si lascera sedurre.E l'inizio di un amore disperante, carico di attese e vane illusioni, destinato a consumarsi nel breve attimo di una stagione.Un romanzo intenso e delicato che narra l'iniziazione alla vita, nella fase che segna, con la scoperta dei sensi e della tentazione, il passaggio dall'adolescenza alla maturita e la consapevolezza del proprio inevitabile destino.

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La bella estate 2013-03-25 18:12:45 antares8710
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antares8710 Opinione inserita da antares8710    25 Marzo, 2013
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"La storia di una verginità che si difende"

"La storia di una verginità che si difende". Questa è la frase con la quale Cesare Pavese ha cercato di riassumere e spiegare la sua opera, uscita nel 1949 sempre con Einaudi. La frase ci fa capire come l'intero romanzo ruoti attorno all'idea del passaggio dall'infanzia all'adolescenza, dalla stagione dei sogni e delle illusioni, a quella di una più matura consapevolezza. Il mito della festa, sempre presente nella narrativa pavesiana, qui si palesa con tutta la sua forza, lasciando negli occhi del lettore un velo di malinconia e nostalgia, come quando finisce una festa...
La protagonista del racconto è una giovane ragazza Ginia, piena di vita e di allegria, che stringe amicizia con un'amica di qualche anno più grande che ogni tanto posa nuda per pittori e scultori. Grazie a questa amicizia Ginia entrerà nel mondo artistico di Torino e conoscerà un pittore di cui si innamorerà perdutamente, Guido. La storia tra Ginia e Guido, sarà travagliata e passionale, devastante e totalizzante, fino a quando Ginia deciderà di concludere quella storia fantastica, quel sogno di una "bella estate"...
Anche in questo romanzo, Pavese insiste con grande precisione nel racconto della borghesia torinese e della sua irreversibile crisi di valori morali e civili. La Torino di Pavese, è una città fatta più di ombre che di luci, rappresentata da una atmosfera cupa e malinconica...
Consiglio di leggerlo.

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La bella estate 2012-03-15 12:51:35 Efix
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Efix Opinione inserita da Efix    15 Marzo, 2012
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Diario degli avvenimenti di altri

" La bella Estate" è un opera di Cesare Pavese composta da tre romanzi brevi : "La bella Estate" , "Il diavolo sulla collina" e "Tra donne sole". Con questa raccolta lo scrittore vinse nel 1950 il Premio Strega. La tormentata interiorità di Pavese si riversa nelle storie dei giovani protagonisti della raccolta , storie semplici e comuni come quella di Ginia che inizia a scoprire l'amore , il sesso e la paura. Gli avvenimenti galleggiano nella nebbiosa atmosfera del dopoguerra fra caffè , strade e colline. Con pochi tratti Pavese dipinge i desideri , le speranze e le incertezze dei giovani che vagano in una cupa Torno ma che corrono verso la felicità e verso l'estate. Sono pagine piene d'amore che ci lasciano il profumo del dopoguerra , dei sogni , delle sigarette e dei caffè .

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Vittorini , Fenoglio , Pratolini , Carlo Levi .
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La bella estate 2011-12-17 19:10:55 taxan
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taxan Opinione inserita da taxan    17 Dicembre, 2011
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Intenso

Pavese è un grande scrittore, ma uomo dalla vita difficile, che infatti si è tolta. La bella estate è una delle sue cose migliori. Non è un racconto pessimista, ma è tutto un desiderio di tempi e di cose migliori. Che però non sono venute.

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Romanzi del Novecento
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La bella estate 2011-12-16 12:19:12 charicla
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charicla Opinione inserita da charicla    16 Dicembre, 2011
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La più alta scrittura di Pavese

Quest’opera di Pavese, è composta da tre racconti indipendenti, tutti ambientati nella cupa Torino del dopoguerra. Il filo conduttore è rappresentato dallo squallore e dal degrado dei personaggi, intenti a prendere coscienza della propria condizione: cercando di sradicarsi dal proprio passato per reinserirsi in qualcosa di nuovo, disperdendo i veri valori della vita e dedicandosi esclusivamente al lavoro, inteso come unica salvezza in grado di ridare un senso all’uomo. Gli altri temi trattati nell’opera sono: la disperazione, l’ira, l’ozio e la vita intesa come continua lotta alla sopravvivenza, in cui il prossimo è l’unico antagonista dell’altro.
Nonostante le numerose critiche contrastanti piovute immediatamente dopo la sua pubblicazione e nonostante la monotonia e lo strano senso di depressione e di oppressione che aleggia dentro le vite e le vicende dei protagonisti, quest’opera è contraddistinta da una scrittura di rara qualità e difficilmente raggiungibile e una certa vena autobiografia che lega i racconti: tutti i personaggi rappresentano infatti, le follie interiori dell’autore, durante la lettura emergono nettamente il complesso verso le donne, la paura del sesso e soprattutto la paura e il malessere di vivere.

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