Amore mio, uccidi Garibaldi
Letteratura italiana
Editore
Isabella Bossi Fedrigotti, nata a Rovereto da madre austriaca, è giornalista al Corriere della Sera. Con il romanzo Casa di guerra (1983) è stata finalista al Premio Strega e al Campiello. Il successo al Premio Campiello è arrivato nel 1991 con il terzo romanzo, il bestseller Di buona famiglia. Altri titoli sono Il catalogo delle amiche (Rizzoli, 1998), Cari saluti (Rizzoli, 2001), La valigia del signor Budischowsky (Rizzoli, 2003) e Il primo figlio (Rizzoli, 2008).
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 2
Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 2012
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Nelle terre del Mercatino di Natale, 150 anni fa
Un romanzo epistolare atipico rispetto a quelli letti finora, che si caratterizzavano per la corrispondenza del tipo ti scrivo-mi rispondi.
Qui le lettere sono suddivise in blocchi di invii da parte di una stessa persona verso un'altra, e viceversa, senza avere "risposte" immediate tra i due. Si intuiscono le risposte mancanti tra le righe delle nuove lettere di chi scrive.
Il romanzo è suddiviso in due parti: prima della guerra e durante la stessa. Cambiano quindi i toni e i caratteri dei protagonisti, che vengono molto segnati da questo evento.
Nella prima parte abbiamo la protagonista, Leopoldina, che principalmente narra alla madre una serie di fatti quotidiani, nella seconda abbiamo il distacco del marito Fedrigo dalla moglie Leopoldina, e la corrispondenza tra i due.
Tutti i protagonisti, anche quelli marginali, sono ben delineati, la scrittura è molto semplice e chiara, le lettere (direi "missive", visto il periodo) sono cariche di vita di tutti i giorni come anche di eventi eccezionali.
Lo stile è "antico" quanto basta per non risultare difficile da leggere oggi, ma attendibile per quei tempi.
Interessante il personaggio di Fedrigo, che va in guerra senza fare mai la guerra, volendo farla ma sperando vivamente di non farla. Un approccio del tipo: vorrei-non vorrei. D'altra parte lui non è un combattente di professione e quindi vive questa esperienza con gli occhi di chi, nella vita di tutti i giorni, fa il nobile senza soldi e si occupa della famiglia come impegno principale.
Una frase su tutte che indica il suo carattere: "Non ho avuto il coraggio di sparargli. Come si fa ad ammazzare uno che ha prurito sotto il collo?".
Stupendo!! :))
Nel libro sono anche presenti parti non epistolari che spiegano i fatti storici che avvengono, senza quindi che questi subiscano il filtro dei protagonisti. Queste parti sono ben inserite, utili al contesto, ma mai pesanti. Forniscono una quantità di informazioni che comunque a ben leggere possono soddisfare un lettore molto più attento alla parte storica che non a quella romanzata.
Mi ha fatto stranissimo leggere di posti che conosco molto bene, vicino casa, che vedo regolarmente, e immaginarmeli immersi nella vita di quel tempo.
Alcune note: gli Schutzen, in tutto l'Alto Adige, esistono ancora, e.... a quei tempi la posta funzionava meglio di oggi!!!
Per chi volesse vedere il Bloshof (ora abbazia), la foto al link:
http://eppan.travel/en/highlights/sights/churches/abbey-church-mariengarten/
Indicazioni utili
Ultimo aggiornamento: 02 Febbraio, 2012
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Fedrigo Bossi-Fedrigotti Leopoldina Von Lobkowitz
Questo libro era stato pubblicato circa trent’anni fa.
In onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia, nel 2011, è stato ripubblicato.
Il racconto è incentrato nell’assiduo scambio di lettere di una coppia di sposi vissuti in un momento fondamentale: sia per la storia europea, sia per la storia italiana.
È un romanzo storico con al suo interno una storia d’amore vissuta attraverso le parole vergate sulla carta dai due personaggi principali.
Leopoldina Von Lobkowitz, una principessina boema la quale descrive come passa le sue giornate e Fedrigo Bossi-Fedrigotti, un modesto nobile, il quale si occuperà delle descrizioni dei conflitti armati.
Il tema su cui è incentrata la storia è “l’Italia Unita” ed il pensiero degli italiani di quell’epoca, molti di questi infatti non erano per niente contenti di questa nuova situazione.
È un libro breve, pieno di dettagli accurati che aiutano il lettore a ricostruire le ambientazioni di quel periodo. Inoltre è molto piacevole, scorrevole e di veloce lettura, sono poco più di 120 pagine.
Siamo nel 1866, in Trentino, precisamente a Rovereto e sta per scoppiare un conflitto tra l’esercito austriaco e quello prussiano.
Fedrigo decide di andare a combattere al fronte e la vicenda verrà narrata attraverso le lettere scambiate con l’amata Leopoldina ed ogni tanto dai commenti della pronipote e scrittrice Isabella.
Le lettere risultano avvicenti e Fedrigo è un buon analista dei fatti politici che accadono intorno a lui.
I commenti dell’autrice rendono la storia più ricca ed intensa, inoltre in questo modo il racconto ha un maggiore senso di continuità che forse le lettere da sole non sarebbero riuscite a farglielo avere.
Come dicevo prima è un romanzo breve, ma ricco di dettagli che porteranno il lettore a voler leggere il prima possibile tutte le lettere per sapere cosa accadrà ai due coniugi.
Che aggiungere, buona lettura!









