I ponti della delizia I ponti della delizia

I ponti della delizia

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di I ponti della delizia, romanzo di Guido Cervo edito da Piemme. Nel cuore della notte, sul fronte di Caporetto si abbatte terribile l'offensiva austro-ungarica. Il nemico che gli italiani avevano creduto sfiancato, si è ripreso e ora, complice pioggia e nebbia, cala su truppe infreddolite, demotivate e stanche. Impreparate a tanta potenza di fuoco. C'è una babele di dialetti nelle trincee, uomini che maledicono, danno ordini, pregano, e spesso neanche si capiscono tra loro. Per prendere Trento e Trieste hanno mandato a morire molta più gente di quanta ne viva là, osserva il soldato Santini, il socialista della brigata. E poi, avranno voglia quelli di essere liberati? Ma non importa, i generali hanno deciso così, e ormai è lì, immerso nel fango, con le bombe che gli esplodono tutt'intorno, la vita in bilico, legata alla traiettoria di una pallottola. In poche ore lui e i suoi compagni si trovano in fuga, non si parla più di sconfitta ma di disfatta. I "tugnit" avanzano. I soldati allo sbando invadono città e paesi ormai quasi deserti, razziano, devastano, dei civili chi può si da alla borsa nera, gli altri se ne vanno, lasciando tutto. Per sfuggire ai carabinieri, che nel caos tiranneggiano e si lasciano anche andare alla ferocia, Santini e il sergente Tarcisio, intervenuto a difenderlo, si arruolano negli arditi, quelli che si rifiutano di dare le spalle al nemico e gli vanno invece incontro a testa alta.

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I ponti della delizia 2010-12-12 11:47:44 Jan
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Jan Opinione inserita da Jan    12 Dicembre, 2010
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4 novembre 1918.

Ho voluto titolare così, con questa data che molti hanno dimenticato, lo spessore di questo libro spettacolare.
Ma guarda che roba...io, che sono discendente di chi avete combattuto per colpa di un pirla di re, vi devo ricordare questa data...
E' che proprio riguardando alcune foto degli alpini con gli sci a tracolla, mi viene spontaneo accostarli a tanti uomini che salgono sulla neve con la croce sulle spalle.
Avevo al ginnasio una professoressa molto simpatica.
Contava sul fatto che non padroneggiavo bene la lingua.
Non come ora, intendo.
E mi chiedeva apposta : i tuoi avi, diceva così, i tuoi avi per chi combattevano?
E io pronto: "Per Sua Maestà l'imperator d'Astrungària", dicevo proprio così.
E i compagni ridevano, e io pure.
Che bella cosa la pace.
Vi abbraccio tutti, amici italiani.
Onorate col ricordo i vostri Cristi con la croce a tracolla.
Sono morti perché erano poveri. Solo i poveri combattono le guerre.

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Un anno sull'altipiano, di Emilio Lussu.
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I ponti della delizia 2010-11-30 10:14:34 Giuse
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Giuse Opinione inserita da Giuse    30 Novembre, 2010
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una nuova avventura...

Quando ho visto in libreria questo romanzo sono rimasta perplessa. Eppure, l'ho acquistato comunque curiosa di vedere come l'autore se la sarebbe cavata con un periodo storico e con tematiche completamente differenti da quelle del mondo romano a cui mi ero abituata. Mano a mano che procedevo nella lettura, però mi sono ricreduta. Credo sia una delle opere più belle di Guido Cervo non solo per il modo in cui viene affrontata la disfatta di Caporetto ma anche anche per lo stile e il paziente lavoro di ricerca che si intravede nel romanzo. La grande storia fa da sfondo alle piccole storie di Erminia, di Tarcisio, della piccola Anita e di tutti gli altri uomini e donne disperati in fuga verso i ponti della Delizia.
Anche lo stile è particolare: la scelta di far parlare i persoanggi nel loro dialetto d'origine tradisce la volontà di rendere più chiaro cosa siginificasse la difficoltà di comprensione tra italiani stessi. Con questo tocco di verismo, l'utore spinge a riflettere sulla "necessità" di una guerra non voluta dalla popolazione, ma subìta e di cui l'Italia finge di non accorgersene fino alla tragedia di Caporetto.
Da leggere assolutamente.

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