Il mercante di zucchero
Letteratura italiana
Editore
Adriana Assini vive e lavora a Roma. Acquerellista di fama internazionale, aggiunge alla passione per l’arte quella per la scrittura in prevalenza di romanzi storici. Diverse le pubblicazioni all’attivo. Tra i suoi romanzi più recenti Le rose di Cordova (2007 ) Un sorso di arsenico (2009) Sogni divini (racconto, 2011) tutte per Scrittura & Scritture.
Recensione della Redazione QLibri
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Lettura piacevole, ma....
Questo libro l'ho selezionato dal catalogo di QLibri e prontamente mi è stato mandato. La scelta è stata dettata da due motivi: sono di Palermo e amo i romanzi storici, quindi la scelta è stata obbligata. La storia di GianLuca Squarcialupo è quella di un mercante che esasperato dai potenti e dalle loro tassazioni si mette alla guida del popolino per capovolgere il governo spagnolo. Il tutto condito dall'incrociarsi di una storia d'amore(a dire il vero molto marginale) e di una setta(i Beati Paoli) che tramano nel sottosuolo palermitano. Queste le premesse positive di un racconto di poco più di 200 pagine. Tuttavia, quello che non mi ha convinto, è proprio il fattore storico del romanzo. L'autrice non è riuscita a trasmettermi la Palermo cinquecentesca e me la fa immaginare come la città caotica odierna. Posso vedere lo Squarcialupo camminare su un marciapiede, attraversare evitando le macchine e cosi via!!! Mancanza quindi di descrizioni a contorno per far immedesimare il lettore nel contesto in cui si svolge l'azione. Lo stesso Gianluca è un molto snaturato dal periodo storico e dalla sua situzione sociale. Nel parlare infatti Gianluca spessissimo utilizza metafore raffinate, ha un parlare alla folla e ai suoi fedeli(ricordo mercanti), come se fosse un dotto dell'epoca che si rivolge ai propri pari. Insomma, non credo che un mercante del '500 di rivolga con termini raffinati e ricercati(mai una parola in dialetto) mentre è alla guida di altri disperati e affamati. Gianluca per quanto carismatico e anche affascinante, quindi non convince. Molto più riusciti i personaggi di Cristoforo e Vincenzo Di Benedetto, rispettivamente amico e traditore del capopopolo. Anche la setta dei Beati Paoli, per quanto marginale, ma fondamentale per come si svolgerà la narrazione, è ben descritta nelle sue azioni. In poche parole, brava la Assini per questa che è una piacevole lettura, ma che peccato che non vi siano più particolari descrittivi per renderlo effettivamente un bel romanzo storico.
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Opinioni inserite: 1
La Nuova Tribuna Letteraria n 104 recensione a cu
Adriana Assini ritorna al romanzo storico di ampio respiro-dopo
la parentesi favolistica del precedente lavoro il gustoso racconto Sogni diVini-e lo fa con grande piglio narrativo, immergendo la sua penna in una ben congegnata vicenda di cronaca, che vede protagonista la Palermo del 1516. Siamo in piena dominazione spagnola, la cui prepotenza viene contrastata dalla ribellione dei mercanti locali, vessati da continue tasse e ingiustizie . A capo della rivolta, che diventa presto popolare,
sale il mercante di “cannamele” Gian Luca Squarcialupo, appoggiato dal fido Critoforo Di Benedetto e da alcuni baroni, scontenti del governo del vicerè Ugo Moncada. Il sanguigno ma generoso capopolo deve inoltre vedersela con la “riconquista” dell’amata Francesca Campo e con il sotterraneo (in tutti i sensi) complotto ordito da una misteriosa confraternita, guidata da un altrettanto enigmatico, quanto spietato ecclesiastico, legato al nuovo vicerè Pignatelli, osteggiato dalle masse
quanto l’odiato Moncada. Qui la storia si complica, dunque e si ramifica tra rapimenti, tradimenti e conciliaboli segreti, che indirizzano la narrazione verso un climax ricco di azioni scenografiche e colpi di scena, ino alla restaurazione finale. In questa già coinvolgente trama, spicca lo stile elegantemente asciutto dell’autrice, che sa amalgamare i diversi temi della vicenda-ribellione, ambizione, potere, amore, amicizia, tradimento-in un risultato narrativo scorrevole e convincente. Leggendo le pagine di questo libro, sembra infatti di percorrere gli stessi vicoli e di avvertire le stesse atmosfere della Palermo del tempo, e questo senso di coinvolgimento, per nulla scontato in una narrazione storica, è facilitato da una conoscenza necessariamente ben documentata dei luoghi e dei tempi narrati. Conoscenza che qui include anche la misteriosa leggenda (non si sa quanto “leggendaria”) dei “Beati Paoli”, sorta di setta giustizialista magistralmente riportata da Luigi Natoli nei suoi famosi romanzi popolari. Non so quanto Adriana Assini conosca personalmente la Palermo cinquecentesca, ma certamente nei capitoli del suo libro ho ritrovato echi inequivocabili della mia città natale, con le sue lussureggianti attrattive e le sue dolenti contraddizioni. Come anche quella reiterata e invincibile tentazione alla rassegnazione che la Assini riporta in una frase dello Squarcialupo, “Tutto cambia, niente cambia” che fa balzare in mente l’analoga e famosa sentenza “gattopardesca” di Tomasi di Lampedusa. Insomma, Adriana Assini continua a deliziarci e a stupirci con la sua sempreverde maestria narrativa, che meriterebbe più spazio e più risalto nel nostro panorama letterario, troppo spesso gonfiato da ruffiane macchinazioni pubblicitarie, gravide di bestsellers così roboanti nei titolo e nelle fascette editoriali, ma poi così sciatti e noiosi alla prova della lettura. Qui invece si apprezza ancora la bella scrittura, e il piacere di leggere. Scusate se è poco…
Daniela Monreale
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