L'isola del giorno prima L'isola del giorno prima

L'isola del giorno prima

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di L'isola del giorno prima, romanzo di Umberto Eco edito da Bompiani. Nell'estate del 1643 un giovane piemontese naufraga, nei mari del sud, su di una nave deserta. Di fronte a lui un'Isola che non può raggiungere. Intorno a lui un ambiente apparentemente accogliente. Solo, su un mare sconosciuto, Roberto de la Grive vede per la prima volta in vita sua cieli, acque, uccelli, piante, pesci e coralli che non sa come nominare. Scrive lettere d'amore, attraverso le quali si indovina la sua storia: una lenta e traumatica iniziazione al mondo secentesco della nuova scienza, della ragion di stato, di un cosmo in cui la terra non è più al centro dell'universo. Roberto vive la sua vicenda tutta giocata sulla memoria e sull'attesa di approdare a un'Isola che non è lontana solo nello spazio, ma anche nel tempo.

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L'isola del giorno prima 2012-01-18 17:43:21 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    18 Gennaio, 2012
Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 2012
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Sfoggio di cultura fine a se stesso

Miracolosamente scampato al naufragio dell’ Amarilli, il fluyt olandese su cui viaggiava, Roberto de la Grive si ritrova naufrago sulla Daphne, una nave deserta ancorata a largo di un’ isola. La terraferma si rivelerà irraggiungibile per il protagonista per niente avvezzo al nuoto e privo di una scialuppa e di qualsiasi altro tipo di imbarcazione. Ma dov’ è l’ equipaggio? Perché la nave è abbandonata? Come mai a bordo ci sono ancora un sacco di viveri e una quantità infinita di piante e uccelli esotici? Nell’ attesa di trovare delle risposte e di conoscere il suo destino Roberto si adegua a vivere in solitudine sulla sua nuova dimora galleggiante trascorrendo il tempo a scrivere lettere per la sua “Signora” in cui mischia ricordi, speranze e riflessioni di carattere filosofico, scientifico e religioso. Ma ben presto si accorgerà di non essere solo a bordo. Attraverso le vicissitudini del protagonista, accompagnato da singolari personaggi come il coraggioso ed eretico Signore di Saint-Savin e l’ esplosivo e bizzarro padre Caspar, Eco racconta una storia che in realtà è un viaggio alla ricerca della conoscenza scientifica. Un’ idea nobile e interessante, ma lo scrittore sembra fermarsi alle belle intenzioni: il risultato infatti è un lento e pesante polpettone che và perdendo interesse man mano che si và avanti nella lettura terminando poi in un finale deludente. Il linguaggio è ostico e la prosa per niente lineare e poco invitante. Più che un romanzo questo libro sembra uno sfoggio fine se stesso che l’ autore fa della sua cultura.

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L'isola del giorno prima 2011-08-17 15:43:13 Alex
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Opinione inserita da Alex    17 Agosto, 2011

Geniale

Chi legge Eco non deve aspettarsi la lettura sciolta da romanzo estivo, da leggere sotto l'ombrellone. Eco è sinonimo d'erudizione, il che implica digressioni non facili da seguire, pensieri intrisi di filosofia, capitoli che riassumono secoli di avvenimenti storici e di concetti ideologici, e anche quando scrive un romanzo, l'idea non è mai banale, anzi, è SEMPRE geniale, di qualuque cosa scriva; ma lo fa nel suo stile colto a livelli esponenziali, pertanto non leggero. E proprio in virtù della genialità (che porta all'originalità sempre più rara) della storia, e (per quello che mi riguarda) di questo stile unico, a mio parere va letto.

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