La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori

La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di "La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori", romanzo di Andrea Frediani edito da Newton Compton. 30 a.C. Il giovane Ottaviano, reduce dalla vittoria di Azio, si macchia di un atroce delitto contro il suo stesso sangue, attirando su di sé una maledizione che segnerà il destino dell’intera stirpe dei Giulio-Claudi. Né lui, né i suoi eredi avranno mai pace, travolti dalla brama di potere e decimati nel tempo da malattie, congiure e lotte intestine. Con il passare degli anni, quella che era sembrata solo una vaga minaccia assume infatti i contorni di una terribile profezia: la sorte si accanisce contro la dinastia fondata da Ottaviano, divenuto nel frattempo imperatore con il nome di Augusto, e ogni erede prescelto a succedergli muore in circostanze misteriose. Alla sua corte si susseguono scandali e intrighi per stabilire quale ramo della famiglia prenderà il sopravvento: quello giulio dell’imperatore o quello claudio di sua moglie Livia? Una faida senza fine, che continua ad avvelenare anche il regno di Tiberio, figliastro di Augusto, portando altre morti, cospirazioni e omicidi. Il successore, Caligola, si rivela ben presto inadeguato al grande compito: i suoi eccessi seminano malcontento e terrore. Quando subentra il debole Claudio, vittima delle trame di potenti liberti e di donne ambiziose, né i senatori, né i pretoriani sono in grado di fermare Agrippina: anche lei, come Livia a suo tempo, riesce a imporre sul trono il figlio Nerone, con cui si estingue la casata imperiale. Tra scandali sessuali, tradimenti e complotti, Andrea Frediani racconta tutti i retroscena più oscuri e perversi della dinastia che ha creato l’impero romano e che, nell’arco di un secolo e in un crescendo di follia e abiezione, ha conosciuto una rapida ascesa e un bruciante declino.

Andrea Frediani è nato a Roma nel 1963. Laureato in Storia medievale, ha collaborato con numerose riviste specializzate, tra cui «Storia e Dossier», «Medioevo» e «Focus Storia». Attualmente è consulente scientifico della rivista «Focus Wars». Con la Newton Compton ha pubblicato, tra gli altri, i saggi Gli assedi di Roma, vincitore nel 1998 del premio Orient Express quale miglior opera di Romanistica; Le grandi battaglie di Roma antica; I grandi generali di Roma antica; Le grandi battaglie del Medioevo; I grandi condottieri che hanno cambiato la storia; Guerre, battaglie e rivolte nel mondo arabo e L’ultima battaglia dell’impero romano. Ha scritto inoltre i libri 101 segreti che hanno fatto grande l’impero romano e 101 battaglie che hanno fatto l’Italia unita, e i romanzi storici 300 guerrieri; Jerusalem; Un eroe per l’impero romano; la trilogia Dictator (L’ombra di Cesare, Il nemico di Cesare e Il trionfo di Cesare, quest’ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011), Marathon e La dinastia. I suoi romanzi sono tradotti in cinque Paesi.

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La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori 2012-11-03 15:29:59 rondinella
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rondinella Opinione inserita da rondinella    03 Novembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 03 Novembre, 2012
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Roma caput mundi... e vizi e virtù

Rieccomi a una nuova conclusione con Frediani, un'altra delle sue lunghissime (e ben riuscite) storie su Roma.
Questa volta l'autore ci riporta indietro fino all'età di Augusto, dal fraticidio di Cesarione e da lì si prosegue con tutta la narrazione delle vicende della dinastia giulio-claudia, maledetta dal delitto, teatro di scandali, intrighi, guerre, vizi e glorie.

Un altro tomo molto gradevole, pieno di aneddoti, un romanzo (e sottolineo: un romanzo) che non ha la pretesa di essere un saggio e quindi adatto ad ogni tipo di lettore interessato alla storia di Roma -e possibilmente dotato di tanta pazienza.

Lo stile di scrittura è relativamente scorrevole, infatti sono presenti anche termini specifici che però sono facilmente comprensibili nel contesto, il lessico è ricco ma non troppo vario. Ciò che rende tediosa la lettura -lo ammetto sebbene per me non sia un problema- è la notevole quantità di descrizioni prolisse che induce agli sbadigli, soprattutto se non si è pratici di romanzi storici. Comunque, superato questo scoglio -chi ci riesce- la lettura si fa interessante.
Frediani ci accompagna per mano nella gloriosa Roma antica, centro di un grande Impero corrotto da invidie, superbia e ambizioni.

Il volume è formato di capitoli che delineano particolari vicende e quindi rendono più facile la divisione degli eventi, sebbene a mio parere non c'è un buon equilibrio di descrizioni, alcune cose sono tralasciate, altre rimarcate fino allo sfinimento, alcune non proprio utilissime alla narrazione (vedere le performance tra le lenzuola... qui devo dire che il nostro storico non ci sa proprio fare con certe descrizioni, e per fortuna dopo un po' pare averlo capito anche lui perché sono state sintetizzate). Sempre su questa scia, alcuni eventi sono messi molto più in risalto (vedere le campagne di Druso, Germanico o il governo di Augusto), altri hanno meritato solo poche pagine (il periodo di terrore sotto Tiberio o il regno di Claudio). Ma forse sono io che avendo solo una conoscenza scolastica dei fatti accaduti non so quali siano davvero i più importanti.
La panoramica finale, tuttavia, è molto soddisfacente (se non di hanno pretese storiche), in un modo o nell'altro vengono trattati tutti i momenti salienti.
C'è da dire che l'autore si sofferma molto sulla personalità dei personaggi più importanti, creando spesso noiose e lunghe elucubrazioni mentali (decisamente più intime ed umane), mentre accenna poco a quella delle figure in secondo piano. In questo modo si ha una visione vivida degli imperatori che in un modo o nell'altro hanno segnato la storia di Roma (con i folli e/o immorali pensieri e con le discutibili opere, ma in fondo i protagonisti sono loro...), ma anche di altre comparse (senatori, capitani etc...) che aiutano ad avere un quadro più ampio dei vizi e delle virtù dell'antica città eterna e della società del tempo.
Molto interessante anche il rilievo che l'autore ha dato ai personaggi femminili (tanto da far chiedere se forse non siano state loro a governare per davvero), delineandone la grande importanza avuta, i tratti più caratteristici, azioni e giochi di potere, peccati e gioie.
Stessa cosa per i personaggi inventati (pochini direi), perfettamente integrati con la Storia e mai fini a se stessi.
A fine libro, inoltre, la lista (lunghissima) di tutti i nomi presenti (veri e non) che aiuta a districarsi tra un marea di appellativi simili. E' presente anche una breve postfazione in cui Frediani ci dice ciò che c'è di vero e ciò che ha inventato.

In definitiva un'altra opera che ho molto apprezzato, anche se si poteva fare di meglio (forse Frediani arrivato a metà si era stufato e ha cercato di terminare in quattro e quattr'otto? Chi lo sa...), un affresco storico molto vivace e gradevole, pesantuccio sotto vari aspetti ma che si può leggere con tranquillità e calma. Alcune immagini descritte colpiscono davvero, emozionando o facendo indignare, e si riesce anche ad avvicinarsi agli 'eroi' antichi, scoprendo più il lato umano che quello freddo e distaccato riportato nei testi di Storia, fornendo così nuove prospettive.

Consigliato se amate i romanzi storici dove preferite le persone alle personalità.

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Frediani, romanzi storici
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