Le danze del tempo Le danze del tempo

Le danze del tempo

Letteratura italiana

Editore



La presentazione e le recensioni di Le danze del tempo, opera di Martino Ciano edita da Arduino Sacco Editore. Auschwitz autunno 1944. Il tenente Karl Von Kliest si occupa del trasferimento degli ebrei in salute verso Bergen – Belsen. La Germania è in pericolo. Gli anglo – americani da una parte e i russi dall’altra stringono nella morsa il Reich. Qui però, il giovane tenente uccide due ebrei. Jacob e Ismael, padre e figlio. Il primo è accusato di aver assassinato una sentinella, il secondo ha solo cercato di difendere ingenuamente il proprio padre. Un tenente delle SS che uccide due ebrei ad Auschwitz. Un fatto normale, quasi banale, ma che scatena rimorsi, sogni, eterni ritorni. Colonia 1962. Karl è un industriale. Ha una moglie, una figlia, un’amante e il suo passato che improvvisamente resuscita. Sogno, realtà, rimorso, dannazione, esoterismo. Una scrittura violenta, cinica, aulica. Le maggiori ispirazioni dell’autore sono Bernard, Sartre e Heidegger. Lettura e filosofia al servizio della fantasia.

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Le danze del tempo 2011-11-22 20:48:56 alexmai
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alexmai Opinione inserita da alexmai    22 Novembre, 2011
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Un inferno per nazisti con l'anima...

Il romanzo di Martino Ciano è un viaggio negli inferni dell'anima. Prende le mosse alla fine della seconda guerra mondiale, in un campo di concentramento. Un ufficiale nazista, uno di quelli che ancora credono di poter vincere, uccide con un colpo in testa due ebrei. Ne hanno uccisi milioni, ma lui per quei due si pianta nel cuore una spina, che inizia a camminare. Nella Berlino ridotta a brandelli del 1945 incontra una donna e un ufficiale di quelli che non ci credono più. Ma lui continua a credere... poi si passa a Colonia, 1962. L'ex nazista ha fatto i soldi, ha una moglie e una figlia, e un'amante. E una collezione di demoni che lo trascinano in incubi di rara vividezza. La narrazione volutamente ondivaga di Ciano ci porta a spasso per questi incubi, nell'anima dilaniata del criminale nazista. Quasi uno spettacolo teatrale, che con l'allestimento giusto avrebbe un che di shakespeareiano... oppure un film per palati fini, di quelli che i cinema a caccia di blockbuster fuggono come la peste... a tratti il romanzo ricorda il Canto di Natale di Dickens, ma alla fine queste Danze del tempo poggiano sui loro piedi, che lasciano impronte indelebili sul fango di un secolo maledetto...

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