Candido Candido

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Letteratura straniera

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La presentazione e le recensioni di Candido, opera di Voltaire. Come definire il "Candido"? Qual è il senso delle farsesche disavventure che vedono il giovane idealista scacciato dal castello dove è cresciuto, arruolato a forza, fustigato dall'Inquisizione, uccidere i due amanti della sua amata Cunegonda e inseguirla per mezzo mondo fino a ritrovarla avvizzita e invecchiata e sposarla più per onore che per amore? Una critica beffarda dell'ottimismo paternalista della religione scardinato dalla casualità del male e dalla sopraffazione come regola unica del mondo? Di certo, le domande che pone "Candido" attraversano intatte i secoli e il mutare delle società. Come e dove cercare la felicità? Se la filosofia non ci aiuta, se la vanità dell'arte e del bello nemmeno, se la fiducia nel bene supremo è violata da tutte le sciagure del mondo, come trovare la salvezza? Forse nel lavoro, perché "allontana da noi tre mali: la noia, il vizio e il bisogno". In fondo, dopo aver conosciuto tutti i mali della vita, l'unica certezza, come conclude Candido, è "che bisogna coltivare il proprio giardino".

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Candido 2012-05-07 15:08:46 Marghe Cri
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Marghe Cri Opinione inserita da Marghe Cri    07 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 07 Mag, 2012
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Candido e L'Ingenuo

Temo che parlare di Voltaire faccia venire in mente ai più qualche noiosissima ora di letteratura e lingua straniera o magari di filosofia, soprattutto se aggiungo anche il nome di Leibniz con le sue monadi e l'universo ad armonia prestabilita e se insisto tirando in ballo anche Jean-Jacques Rousseau con il suo Emile.
Ok, avete già smesso di leggere? C'è ancora qualcuno? Uno?
Bene, allora lasciami dire, tu che mi leggi, che con Voltaire si ride, si sogghigna, ci si diverte, insomma.
Il libro in mio possesso contiene due romanzi brevi: Candido e L'Ingenuo.
Nel primo si assiste ad un susseguirsi caleidoscopico di situazioni paradossali che capitano al buon Candido, cresciuto alla scuola del maestro Pangloss, seguace della filosofia di Leibniz che afferma, in soldoni, che il mondo in cui viviamo è il migliore dei mondi possibili e la vita che ci tocca in sorte è la migliore delle vite possibili per noi.
Pertanto, se questo assunto è vero, perché impegnarsi a costruire o modificare la propria vita e la società? Lasciamoci trasportare dalla zattera del destino e accontentiamoci di quel che la vita ci offre (il racconto nasconde un fine morale ed educativo? Va bene, ok, ma non fa mica male, no?).
Ciò che tocca in sorte al povero Candido è un continuo peregrinare in giro per il mondo alla ricerca della sua donna e della felicità.
Il ritmo è incalzante e serrato: una girandola di situazioni tragiche, comiche, fantastiche - aderenti alla realtà sociale dell'epoca ma non tanto lontane dall'attuale - battaglie, fughe, incontri, separazioni, amore, odio, amicizia, fedeltà, tradimenti.
In ogni capitolo la situazione viene ribaltata e conduce Candido a verificare che l'insegnamento del suo maestro filosofo non è aderente alla realtà della vita, la quale purtroppo non si aggiusta da sola, non consente di lasciarsi semplicemente trasportare, ma richiede l'impegno anche minimo di coltivare le persone e le occasioni che ci capiteranno in sorte.
Finalmente troverà la sua pace quando si accosterà ad una donna dalla filosofia di vita solida e semplice che gli farà comprendere che molto possiamo fare per influenzare il nostro destino e costruire la nostra felicità.

L'Ingenuo invece, si aggancia alla teoria filosofica di Rousseau, che afferma nell'Emile che la migliore educazione possibile per un bambino e un adolescente consiste nel crescere inserito nella natura e lontano dalla società organizzata.
L'Ingenuo arriva dalle lontane Americhe: è praticamente un selvaggio, ma molto intelligente e capace di adeguarsi in fretta ai modi e ai costumi della società “civile”.
Arriva in Francia a bordo di un bastimento Inglese e vi si ferma, incontrando incredibilmente alcuni lontani parenti.
Il suo animo puro e non corrotto mal si concilia con l'ipocrisia imperante e la lettura della Bibbia, alla quale lo costringono per convertirlo, fa risaltare ai suoi occhi come la parola di Dio venga volutamente fraintesa ed aggirata in una società che si dichiara civile, mentre si trova in perfetta aderenza con i modi di vivere “selvaggi”.
Anche per l'Ingenuo si profilano battaglie, fughe e prigionie ed anche per lui il fine ultimo è raggiungere la felicità attraverso l'amore.

Entrambi i testi sono di semplice e veloce lettura e non soffrono del passare del tempo (oltre due secoli e mezzo) perché affrontano con leggerezza temi universali.

[…]
- Ma a qual fine questo mondo è stato dunque formato? - ripiglia Candido.
- Per farci arrabbiare, risponde Martino.
- Credete voi, dice Candido, che gli uomini si siano sempre vicendevolmente straziati, come lo fanno al presente? ch'essi siano sempre stati bugiardi, furbi, perfidi, ingrati, assassini, pieni di debolezze, ladri, vili, invidiosi, ingordi, ubriaconi, avari, ambiziosi, sanguinari, calunniatori, discoli, fanatici, ipocriti e pazzi?
- Credete voi, dice Martino, che gli sparvieri abbian sempre mangiato degli uccelli quando ne han trovati?
- Sì, senza dubbio, dice Candido.
- Ebbene, soggiunge Martino, se gli sparvieri han sempre avuto il medesimo carattere, perché volete voi che gli uomini abbian cambiato il loro?
[...]

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a chi ama leggere i classici o ci si vuole avvicinare con il sorriso
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Candido 2012-03-11 10:05:12 Impressioni di Settembre
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Impressioni di Settembre Opinione inserita da Impressioni di Settembre    11 Marzo, 2012
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Candido

Ho letto questo libro perché spinta dalla mia professoressa di Italiano (4° superiore) e devo dire che è stata una lettura piacevole, in alcuni casi anche divertente (per l'ironia di fondo che c'è nel libro). E' un libro corto e non si fa fatica ad arrivare alla fine, ma lo consiglierei solo a chi conosce un po' il periodo storico, Voltaire e il motivo per cui viene scritto.

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A chi ha studiato Voltaire e il suo periodo storico ..
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Candido 2011-01-03 11:39:56 darkala92
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darkala92 Opinione inserita da darkala92    03 Gennaio, 2011
Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 2011
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Il faut cultiver notre jardin

Una "conte philosophique" è quella di Voltaire, ovvero, detto in parole povere: unire l'utile al dilettevole.

Unire utile al dilettevole significa principalmente insegnare, divertendo. Questo è infatti quello che ha fatto Voltaire.
"Il faut cultiver notre jardin" : morale della favola - accontentarsi di ciò che uno ha.

Ho letto questo libro in francese, ma chissà perchè, tutti i libri, o la maggior parte dei libri che mi vengono imposti, diventato una tortura durante la lettura!
Ciò non vuol dire che Voltaire non abbia scritto "contes" degne di nota, ma di tutte quelle che ho letto credo che "Micromega" sia la migliore.

Candide riceve una spinta dal destino, è lui infatti che lo conduce nei vari luoghi, strani e bizzarri. Candide però filtra questi luoghi con l'ottimismo (seguendo la filosofia leibniziana che sottolinea che il mondo in cui si vive è sempre il migliore, il mondo per eccellenza). Candide però si ritroverà a scoprire, durante i suoi viaggi, segnati da numerose peripezie, che la vita non è esattamente quella che il suo precettore gli aveva insegnato. Una lezione che comprenderà attraverso la sua stessa pelle.

IL FAUT CULTIVER NOTRE JARDIN!

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Micromega, Zadig ou la destiné
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