Dio ha misurato il tuo regno Dio ha misurato il tuo regno

Dio ha misurato il tuo regno

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La presentazione e le recensioni di Dio ha misurato il tuo regno, opera di Miklos Banffy edita da Einaudi. Pubblicata con grande successo negli anni Trenta e caduta in disgrazia nel Secondo dopoguerra, la trilogia di Miklós Bánffy è uno straordinario affresco di una regione, di un popolo, di un'intera epoca. Nell'Ungheria di inizio Novecento le crisi politiche si succedono, l'instabilità mina le fondamenta stesse del paese, ma l'aristocrazia, la classe che ancora regge i destini dello Stato, continua a dedicarsi ai suoi passatempi preferiti, dimostrando così tutta la sua inettitudine: organizza grandi battute di caccia e corse a cavallo, partecipa a balli sontuosi e ricchi banchetti, si sfida a duello, dilapida fortune al tavolo da gioco, si perde in fatue e distruttive passioni d'amore. È in questa cornice che si muovono il conte Bálint Abády, che ha appena abbandonato la carriera diplomatica per tornare a curare le terre avite in Transilvania e dedicarsi alla politica, suo cugino László Gyeroffy, un musicista dotato ma debole di carattere e incline a una condotta di vita irregolare, e Adrienne, una giovane donna costretta in un matrimonio infelice. Davanti agli occhi distratti e incuranti di questi tre giovani, si dipanano gli avvenimenti politici e sociali che porteranno alla Grande guerra e quindi alla dissoluzione dell'Impero austroungarico. Scritto negli anni Trenta e prima parte di una trilogia, Dio ha misurato il tuo regno è pervaso da un profondo e diffuso senso di smarrimento e di perdita che accomuna i protagonisti, tutti a loro modo «senza qualità», ma al tempo stesso insoddisfatti della propria esistenza; l'Ungheria nel suo complesso, che anche per proprie colpe si sta ormai lasciando alle spalle i decenni di maggiore ricchezza e felicità per avviarsi verso una lunga fase di decadenza; e la Transilvania in particolare che dovrà fare i conti con gli imprevedibili e crudeli sviluppi della politica.

Oltre che scrittore e scenografo, Miklós Bánffy (Kolozsvár 1873 - Budapest 1950) fu deputato, sovrintendente dei teatri di stato e, nel Primo dopoguerra, ministro degli Esteri ungherese. Nel 1926 optò per la cittadinanza romena e divenne così, anche per i suoi vasti possedimenti, il maggior esponente del magiarismo in Transilvania. Dio ha misurato il tuo regno (Einaudi, 2010) - prima parte di una trilogia - segna il suo esordio in Italia.

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Dio ha misurato il tuo regno 2011-04-05 23:44:42 Gigliola
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Opinione inserita da Gigliola    06 Aprile, 2011

Dio ha misurato il tuo regno

E' un libro degno della migliore letteratura europea, l'ho comprato quasi per caso, anzi mi aveva talmente affascinato la storia che ho preso tutta la trilogia. Ha una capacità narrativa sapiente senza dimenticare le sue pagine descrittive, ha ragione chi ha commentato prima di me quando parla di "architettura sorvegliatissima e di un'efficacia straordinaria". Insomma è stata una scoperta piacevolissima, da leggere assolutamente

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Dio ha misurato il tuo regno 2010-06-10 08:49:03 Vittorio Mascherpa
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Opinione inserita da Vittorio Mascherpa    10 Giugno, 2010

Un capolavoro, e una speranza

In tre giorni e mezzo ne ho divorato oltre cinquecento pagine, pur leggendolo solo alla sera e al risveglio.

Un impressione enorme, come non provavo dalla lettura di Balzac o di 'uerra e pace'; un'archittetura sorvegliatissima e d'un'efficacia straordinaria, come nel 'Trovatore' e nella 'Sesta' 'o nella 'Nona' di Mahler; una capacità davvero verdiana o mahleriana d'imprimere nella memoria del lettore motivi e figure (e sí che, necessariamente, lo leggo in traduzione, seppure ottima). Purtroppo mi domina anche l'idea di rivivere la stessa epoca (eleganza a parte...): per la totale inettitudine che vediamo intorno a noi nell'affrontare i problemi reali, per la sensazione di danza sul vulcano che romba.

Come sovrintendente dei Teatri di Stato ungheresi dal 1913 al 1918, si devono alla determinazione dell'Autore le prime esecuzioni dei bartokiani 'Principe intagliato nel legno' e 'Castello di Barbablú'. L'approfondita conoscenza che l'Autore ha della musica traspare non solo dall'architettura dell'insieme.

La speranza: che l'Editore realizzi sollecitamente anche la traduzione delle due parti successive di questa 'Storia transilvana'.

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