Narrativa straniera Classici La signora di Wildfell Hall
 

La signora di Wildfell Hall La signora di Wildfell Hall

La signora di Wildfell Hall

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice


L’arrivo della vedova Graham nell’isolata e cadente dimora di famiglia, sperduta nella campagna inglese, è un evento per la piccola comunità di Wildfell Hall. Avvenente e ritrosa, la donna ha deciso di mantenere il massimo riserbo sul proprio conto, dedicandosi solo alla pittura e alle cure del piccolo figlio Arthur. Il suo atteggiamento dimesso, però, altro non fa che dare la stura a pettegolezzi, e persino Gilbert Markahm, il giovane gentiluomo di provincia che dà la voce al romanzo, finisce per prestare credito alle malevole voci su di lei e rinuncia alla sua amicizia. Quali tremendi segreti nasconde Helen Graham? Direttamente dalle pagine del suo diario apprendiamo la sua torbida storia: una storia che fa di lei un esempio di coraggio, una vera e propria femminista ante litteram, un modello di forza d’animo, ancor più rivoluzionario nel 1848, anno in cui fu pubblicato il romanzo, ma ancora di grande attualità.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
3.0  (1)
Contenuto 
 
4.0  (1)
Piacevolezza 
 
4.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
La signora di Wildfell Hall 2016-10-13 14:09:05 lapis
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
lapis Opinione inserita da lapis    13 Ottobre, 2016
Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre, 2016
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Embrione di suffragetta

Nei romanzi dell’Ottocento inglese speranze giovanili, sospiri romantici o trame speculative ruotano sempre intorno a quel momento fatidico in cui il tanto anelato o detestato giovane, più o meno affascinante, intelligente o virtuoso, finalmente chiede la mano dell’eroina di turno. E dopo, che succede?

Anne Brontë decide di andare oltre il giorno del coronamento del sogno d’amore ed entrare, con grande realismo, nella quotidianità del matrimonio. Quando le ingenue illusioni, coltivate a suon di sguardi e sospiri durante il corteggiamento, lasciano spazio alla realtà. Quando cade la cortina di fascino esteriore e brillante simpatia, rivelando l’egoismo, il vizio, l’autoindulgenza. E una donna finisce per ritrovarsi imprigionata in una vita coniugale infelice, di sopportazione, se non umiliazione, senza possibilità di scampo.

Davvero moderna e sorprendente, in un romanzo del 1848, la scelta di raccontare la condizione di minorità della donna nella società vittoriana, in cui la rispettabilità sociale e una certa libertà individuale potevano essere garantite solo attraverso la protezione del matrimonio. Ma la protagonista in questo caso non è solo una donna vittima delle convenzioni sociali, è anche una donna che non si rassegna, che si aggrappa con coraggio ai propri valori e alla propria forza interiore per andare avanti e combattere per una vita diversa.

Particolarmente originale, inoltre, la soluzione narrativa composta dall’innesto di un diario, in cui la protagonista dà voce alla propria condizione e alla propria sofferenza, all’interno di un romanzo epistolare in cui un giovane gentiluomo racconta di questa figura femminile, affascinante e misteriosa, con lo sguardo esterno che permea i sospetti, i pettegolezzi e i pensieri della società.

Come nel precedente lavoro, “Agnes Grey”, anche in questo caso l’elemento a mio avviso meno efficace della narrazione è la mancanza della componente emotiva. Nella protagonista osserviamo una dignità austera e inflessibile, in cui le passioni e le sofferenze sono sempre filtrate attraverso la ragione e la religione, perdendo forse un po’ di quell’umanità che avrebbe maggiormente coinvolto il lettore. Ciononostante, non posso fare a meno di riconoscere la straordinaria capacità dimostrata dall’autrice nel descrivere, con occhio impietoso e a tratti crudo, i vincoli che imprigionano la donna, i vizi e la pigrizia di certi uomini, le maliziose e pettegole trame di una società corrotta, ricordandoci però allo stesso tempo che, oltre a tutto questo, vi sono le scelte individuali con cui ognuno, anche una donna, può diventare artefice del proprio destino.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

La musa
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Tre piani
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
La paura
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'amore addosso
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Nel guscio
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
4.0 (2)
Il cuore degli uomini
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La vendicatrice
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Tante piccole sedie rosse
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Le nostre anime di notte
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
4.5 (2)
La mia vita non proprio perfetta
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
A cantare fu il cane
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Commedia nera n.1
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri