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La presentazione e le recensioni di American tabloid, opera di James Ellroy edita da Mondadori. "L'America non è mai stata innocente". Queste le prime parole del romanzo con cui James Ellroy è passato dagli ambienti di Los Angeles a una prospettiva più ampia. La vicenda di John Fitzgerald Kennedy, della sua ascesa al potere e della sua morte viene raccontata dall'interno, in modo spietato, senza compromessi. Un romanzo che è anche la storia americana fra il 1958 e il 1963: gli anni di Kennedy.

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American tabloid 2012-01-18 14:36:07 marroncelli
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marroncelli Opinione inserita da marroncelli    18 Gennaio, 2012
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l'america non è mai stata innocente

la prima frase di Ellroy "L'america non è mai stata innocente" rappresenta una sintesi perfetta del contenuto del libro: attraverso gli occhi di diversi personaggi chiave che si conoscono sin dalle prime pagine, si rappresentano le trame non note ai più della storia dell'ascesa di JFK alla presidenza USA. Il libro, con lo stile di suspence dei gialli, ci racconta, non solo i risvolti più o meno noti di JFK e della sua famiglia, ma ci offre anche una lettura assolutamente inaspettata, ma credibile, di eventi cruciali per la storia americana e mondiale come la baia dei porci, della figura di Hoover, capo dell'FBI, del ku klux Klan. consigliato a chi intende avere lumi sulle tinte fosche della storia americana.

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American tabloid 2012-01-09 08:18:39 dmcgianluca
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dmcgianluca Opinione inserita da dmcgianluca    09 Gennaio, 2012
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poco romanzo, molto sangue

Lo stile molto scarno, quasi da rapporto poliziesco, rende il libro una sterile serie di avvenimenti collegati da un filo molto intrecciato. Personalmente non ho gradito questo tipo di scrittura in quanto essa non permette spazio alla benché minima immaginazione. I personaggi non sono delineati a sufficienza e molte delle loro azioni rimangono inspiegate. D'altro canto, la sequenza telegrafica delle frasi permette, in seicentosessanta pagine, di racchiudere una considerevole quantità di eventi; molti contenuti quindi, ma poco "raccontati".
Nel complesso il libro si è lasciato leggere con facilità e mi è discretamente piaciuto, se non altro perché tratta argomenti storicamente molto interessanti e con una voce decisamente fuori dal coro, "politically INcorrect". Nel libro si scava (non so quanto frutto della fantasia e quanto realtà) nelle oscure pieghe della storia scritta e diretta da uomini pubblicamente irreprensibili, ma sporchi dentro, e da uomini molto sporchi fuori e cattivi fino all'osso dentro. E' la storia di un America che ha affondato il proprio sogno nelle bassezze del cinismo, del ricatto, del delitto e del crimine organizzato (molto bene peraltro).
Buona lettura.

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