Fatherland
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Opinioni inserite: 4
Che bello!
Non mi è mai piaciuto il genere fantapolitico, ma Fatherland, comprato più per sentitop dire che per altro, è semplicemente un capolavoro. E' un libro che va letto una volta nella vita. L'autore riesce a descrivere perfettamente il grande Reich del 1964. Sembra di vederla la Berlino realizzata da Speer, di camminare e vedere quei corridoi e palazzi tetri. Attorno ad un giallo ben articolato, la trama è scorrevole e piacevole. Non vi è un punto debole nella narrazione, non un momento di stanca. Si tocca anche il momento di drammaticità assoluta e commozione quando March si rende conto di cosa ha scoperto. Un libo splendido, niente più!
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Fatherland
Bella l'idea di un passato mai esistito.
Un ottimo giallo condotto con grande intelligenza.
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Una storia ucronica
Mettiamo il caso che la seconda guerra mondiale non si fosse conclusa come ben sappiamo e che invece avesse vinto la Germania di Adolf Hitler, come si potrebbe immaginare un simile scenario?
Robert Harris ha voluto provarci e ci ha regalato un thriller-fantasy di assoluto interesse, al punto che dallo stesso è stato tratto un film dall’omonimo titolo e di grande successo.
Senza svelare nulla di particolare a chi fosse interessato a leggere quest’opera, dico semplicemente che il quadro di questa ipotetica situazione è stato disegnato dall’autore in modo convincente, presentando anche alcune analogie con la situazione socio-politica attuale.
In pratica, siamo nel 1964 e il grande Reich è proprio grande, tanto che si estende dal fiume Reno fino alla catena degli Urali. Tuttavia, l’ex blocco sovietico non è per nulla pacificato, con i bolscevici che danno vita a un’attiva resistenza.
Hitler, all’apice del suo trionfo, è un uomo di 75 anni, vecchio e senza particolari stimoli. Il presidente americano Joseph Kennedy preannuncia una sua visita a Berlino al fine di coltivare una possibile distensione fra i due imperi. Per quanto il Reich appaia monolitico, quasi indistruttibile agli occhi degli avversari, in effetti è corroso da un profondo malessere, alimentato dalla caduta degli ideali imposti dal partito nazista, dalla violenza e dalla corruzione che dilaga ovunque e dagli inevitabili attriti con le diverse etnie, spesso assimilate solo a seguito di conquista.
In questo clima di corrosiva tensione, il ritrovamento del corpo di un gerarca nazista nelle acque di un laghetto situato nei più esclusivi ed elitari complessi residenziali rappresenta l’inizio di una vicenda che vi terrà senz’altro con il fiato sospeso, in un susseguirsi di rivelazioni e di colpi di scena che vi accompagneranno fino alla conclusione.
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Fatherland
Un capolavoro. Nel 1992 Robert Harris si fece conoscere dal mondo dei lettori con Fatherland, ampliando i confini del giallo, del thriller, del romanzo storico, della fantapolitica. A distanza di tanti anni la rilettura di Fatherland è riuscita di nuovo ad entusiasmarmi.
Siamo in Germania, a Berlino, nel 1964, ma in una dimensione parallela perché la storia ha avuto un altro corso: la Germania nazista ha vinto la seconda guerra mondiale e i suoi confini vanno ad est, fino agli Urali e a sud fino al mar Caspio e al Mar Nero, la altre nazioni europee hanno governi più che amici, il Marco tedesco è accettato come pagamento in tutta europa. Il mondo è diviso fra le due superpotenze: gli Usa e il Reich Germanico.
Alla vigilia della visita del Presidente degli Stati Uniti, Kennedy, in Germania, viene rinvenuto il cadavere di un alto funzionario nazista. L'apparente semplice caso di suicidio viene affidato a Xavier March, brillante investigatore dellla Kriminalpolizei, senza tessera del Partito, non entusiasta del Nazionalsocialismo e quindi controllato dalla Gestapo, divorziato, con difficili rapporti con il figlio che adora, ma che, essendo già a dieci anni inquadrato perfettamente nelle idee naziste, lo disprezza. March indagherà a fondo anche quando il caso gli verrà tolto mettendo così in pericolo la sua vita e verranno a galla segreti ed orrori pericolosissimi ed innominabili in un Reich dove la gente è abituata ormai da trenta anni a non fare domande.
Interessantissima ambientazione in un mondo passato, che poteva essere, ma per fortuna non è. I fatti ed i personaggi sono reali fino al 1942 quando i loro destini diventarono diversi. Harris descrive una Berlino immaginaria ma talmente bene da sembrare vera. Si respira l'aria di paura, di controllo, di repressione. Molto bello il profilo di Xavier March, il protagonista, inserito in un'uniforme nera delle SS che non sente sua, con tanta voglia insoddisfabile di conoscere e sapere, imprigionato in un regime che non può criticare che gli ha rubato perfino il figlio.
Un fantastico viaggio in un passato irreale appoggiato però su basi storiche e che sa di futuro.









