I sussurri della morte
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Opinioni inserite: 7
I SUSSURRI DELLA MORTE
Non c’è copertina più indovinata di questa. Un insetto, questo è il tassello mancante che risolverà il caso e farà scoprire a David Hunter il luogo dove il responsabile di queste morti ha il suo “quartier generale”. Lo stile utilizzato da Beckett è quello a lui più congeniale. Tutto si svolge in un luogo ben definito, che in questo caso è il centro di Knoxwill, negli Stati Uniti, dove centinaia di corpi vengono studiati dopo la morte, ed inoltre il responsabile è parte di una piccola cerchia di conoscenti.
Anche questo titolo, come nei due precedenti (La chimica della morte e Scritto nelle ossa) viene dato particolarmente risalto all’aspetto scientifico di tutto quello che il nostro corpo può dire dopo la morte. Grazie ad attente valutazioni David Hunter riuscirà anche questa volta a leggere la “firma” che l’assassino ha lasciato sui cadaveri.
Negli altri due titoli mi sono divertito a cercare di scoprire l’assassino, valutando attentamente i vari indizi che Simon Beckett ci dispensava fra le righe della storia. Questa volta invece non ha messo nelle condizioni il lettore di “indagare”. I personaggi sono poco caratterizzati ed è quindi difficile capirne l’eventuale doppio fine per trovare il colpevole. Personalmente apprezzo maggiormente thriller che danno la possibilità al lettore di scoprire l’assassino con il ragionamento piuttosto che scoprirlo semplicemente quando l’autore lo desidera. A parte questo aspetto il libro si legge bene, specialmente se già affezionati al patologo David Hunter.
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Si ripiglia sul finale...
Un thriller che sinceramente mi ha lasciato indifferente. Senza arte né parte. L'inizio è caotico: troppi personaggi sulla scena. Scontato almeno per le prime 420 pagine. Troppo lungo per essere un giallo o meglio ci sono pezzi a mio avviso inutili ai fini della storia... Mi pare che si faccia riferimento a dei fatti sulla vita personale del protagonista che non poi non saranno sviluppati. Lo stile di scrittura non è quello che cattura.
Sul finale ti aspetti qualcosa (essendo un thriller) ed in effetti accade. Solo per questo salvo questo libro che altrimenti sarebbe scarso.
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Ultimo aggiornamento: 11 Novembre, 2010
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the dragonfly
Atmosfera completamente diversa rispetto a quella del precedente romanzo: mentre in "Scritto nelle ossa" Beckett ci mostrava splendide quanto aspre cartoline dalle isole Ebridi, ne "I sussurri della morte" ci troviamo nel Tennessee, ma l'ambientazione è molto meno particolareggiata e si lascia campo aperto all'azione. Ritroviamo David Hunter, con il suo solito carico di problemi, a lavorare al fianco del suo maestro Tom Lieberman. Da sfondo una galleria di personaggi la cui caratterizzazione è solamente accennata, per usare un eufemismo. Del protagonista stesso si dice poco o niente: si fa cenno sempre agli stessi eventi del suo passato, non approfondendo mai in una minima introspezione. Gli altri personaggi sono comparse che si alternano sulla scena, non sappiamo nulla di loro a parte qualche piccola inclinazione che possono dimostrare nei dialoghi (in particolare Kyle, Summer e il profiler, Alex Irving): non conoscendo nulla di loro sarà particolarmente impossibile dare un senso proprio all'indagine e anche tentare di scoprire l'identità del serial-killer. Per quanto poco descritti riescono ad essere perfino stereotipati: il profiler piacione, il detective scorbutico, il saggio professore, l'assistente imbranato, la poliziotta scostante ma fascinosa. Perfino il protagonista assoluto, David Hunter, è decisamente più appiattito rispetto al romanzo precedente: sinceramente non capisco come possa avere tanta fortuna tra i lettori... mi sembra tanto banale... a partire già dal nome...
La vicenda è caruccia, anche se, come nello scorso romanzo, sa di già visto e già letto; le descrizioni sono ben fatte, ma sinceramente non mi hanno rigirato lo stomaco, né mi hanno terrorizzata più di tanto: semplicemente hanno richiamato alla mia mente qualche scena tratta da film (in particolare "Il silenzio degli Innocenti" o "Seven"); permettetemi una piccola digressione: per chi voglia spaventarsi e avere lo stomaco sottosopra, consiglio "Bambino 44" di Tom Rob Smith, poi ne riparliamo...!
Tutto sommato non è un brutto libro, solo non lo trovo molto significante: leggetelo (ecco, magari sotto l'ombrellone, senza avere troppe pretese) se vi è piaciuto "Scritto nelle ossa", ma non consiglio di iniziare da questo se volete conoscere questo autore. A questo punto mi manca "La chimica della morte" (il primo dei tre), incrocio le dita sperando di trovare qualcosa di più entusiasmante od originale.
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(ma non è indispensabile, la storia è comprensibile anche leggendolo come romanzo a sè stante)
non riuscirete a staccarvene...
per stomaci forti (le descrizioni dei cadaveri sono davvero pesanti, ma comunque veritiere), è un thriller davvero eccezionale. Io l'ho acquistato un Martedì sera, per terminarlo la sera del giorno seguente (!). Trama avvincente, grandi personaggi, divinamente narrato, senza dilungarsi troppo in inutili descrizioni. Beckett ha fatto un altro centro!!!
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Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre, 2011
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Promossi Simon Beckett, l'inimitabile Dott. Hunter
Promosso, promosso, promosso, ebbene si la terza conferma del GRANDE BECKETT.
Libro decisamente incalzante, il nostro protagonista, dott. Hunter, si ritrova ancora una volta invischiato in un'indagine decisamente complicata il cui odore della decomposizione ormai si respira sfogliando l'opera ad ogni pagina.
Ve lo consiglio decisamente e se non avete ancora letto i due precedenti libri di Simon Beckett è ora di cominciare dal primo per arrivare a questo terzo eccellente lavoro.
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fantastico
un libro fantastico, pieno di colpi di scena. Anche se mi mancano ancora una decina di pagine da leggere, posso dire che il libro finora mi ha veramente entusiasmato.
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i sussurri della morte
bello, entusiasmante, appassionante... mi e' piaciuto tantissimo tanto che l'ho letto in 2 giorni!









