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I sussurri della morte
 
I sussurri della morte 2012-08-24 15:29:23 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    24 Agosto, 2012
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PER GLI AMANTI DELLE SALE AUTOPTICHE

Siamo nel Tennessee, all’interno della Body Farm di Knoxiville, unico laboratorio al mondo dove si utilizzano autentici cadaveri e si studiano i processi di decomposizione all’aperto ( Questo luogo esiste nella realtà).
Tom Lieberman, antropologo forense, responsabile del laboratorio prossimo alla pensione, invita il giovane collega, nonché ex allievo David Hunter residente in Inghilterra, per un mese di stage c/o la Body Farm.
David Hunter si sta riprendendo da una pregressa aggressione con accoltellamento avvenuta ai sui danni, ad opera di una donna; in questo libro non viene specificato nulla di approfondito relativo a questo episodio passato della vita di Hunter.
Il TBI (Ufficio investigativo dello Stato del Tennessee), chiede l’intervento di Lieberman e della sua equipe per un omicidio molto particolare. Viene scoperto in un residence un cadavere di un uomo nudo legato ad un tavolo in avanzato stato di decomposizione; l’ipotesi della data della probabile morte non collima con lo stato in cui versa il corpo, e da qui inizia l’indagine ed il lavoro degli antropologi.
Nella raccolta degli indizi viene coinvolto attivamente anche David in quanto le condizioni di salute di Tom non permettono estenuanti tour de force sul lavoro. Da osservatore Hunter diventa esecutore, non senza problemi sollevati dal team investigativo.
Gli aspetti positivi del libro, secondo me, sono inerenti a tutte le nozioni più specialistiche del lavoro degli antropologi descritte, anche al tipo di linguaggio utilizzato, che appare, per alcuni termini ricercato ed inusuale, quasi se si rispolverassero termini non più di utilizzo corrente… (non so se il merito sia principalmente della traduzione italiana!). Anche l’idea della storia è molto buona.
Gli aspetti negativi a mio parere, riguardano la quantità di personaggi secondari, che in alcune parti del libro rubano la scena a quelli principali, ma proprio per questo,appaiono non sufficientemente messi a fuoco. Anche i personaggi principali quali il serial killer stesso, non sono ben tracciati, l’autore non ha raccontato esattamente gli step attraverso i quali l’assassino sia giunto a uccidere per il proprio fine malato; se non si sono lette le gesta dell’antropologo Hunter precedenti è abbastanza complicato anche conoscere questo personaggio, quindi l’empatia con il lettore non si compie perfettamente.
Ciò non toglie che rimane comunque un discreto thriller.

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