La prigione La prigione

La prigione

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice

«Quanti mesi, quanti anni ci vogliono perché un bambino diventi un ragazzo, e un ragazzo un uomo?». Ad Alain Poitaud, direttore appena trentaduenne di un settimanale di enorme successo, bastano poche ore per smettere di essere l’uomo che è stato e «diventare un altro». Accade in una piovosa sera di ottobre, allorché, tornando a casa per cambiarsi in vista di una cena in compagnia della moglie Jacqueline e della piccola corte di cui è solito circondarsi, trova ad aspettarlo davanti al portone un ispettore della Polizia giudiziaria. Poco dopo, al Quai des Orfèvres, si sentirà dire che Jacqueline ha ucciso la sorella minore, Adrienne, con un colpo di pistola, chiudendosi poi in un mutismo assoluto. La stampa ci metterà poco a scoprire che con Adrienne, per parecchi anni, Alain è andato a letto regolarmente, e parlerà di «dramma della gelosia», ma lui – l’uomo cinico, superficiale, mondano, il donnaiolo incallito sempre pronto a fare dell’ironia – comincerà a chiedersi quale sia stato il vero motivo di quel gesto. E mentre la polizia conduce la sua indagine, si interrogherà su quella giovane donna accondiscendente e discreta (tanto che fin dall’inizio l’ha chiamata Micetta), che ha sposato quasi per gioco, che gli è sempre stata accanto senza chiedere niente – ma, soprattutto, in un crescendo di smarrimento e di angoscia, si interrogherà su se stesso.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0  (1)
Contenuto 
 
4.0  (1)
Piacevolezza 
 
4.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
La prigione 2024-02-11 06:14:08 68
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
68 Opinione inserita da 68    11 Febbraio, 2024
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quale colpa?

..”In realtà aveva le stesse paure degli altri, anche di più, compresa quella di guardare gli uomini in faccia”..

..” era molto stanco, era sceso nel profondo di stesso”..

Alain Poitaud, direttore di una delle riviste più lette in Francia, è un uomo arrivato che guadagna soldi a palate e che si accosta alla gente con un’ intimità esagerata e apparente, sposato con Jacqueline, che chiama Micetta, una donna immobile, assente, spesso silente, una semplice presenza.
La sua vita va di fretta, donne di ogni risma nel suo letto, frequentazioni importanti, epicentro del suo mondo, ma una sera di ottobre tutto e’ destinato a cambiare quando sotto casa si imbatte in un ufficiale giudiziario e in una notizia sconvolgente, Jacqueline ha confessato l’assassinio della sorella minore Adrienne con un colpo di pistola per ritirarsi, da quel momento, in un assoluto silenzio.
Invero Adrienne, giovane donna con dei grandi occhi inespressivi, e’ stata segretamente la sua amante, una storia nata per caso, finita da un anno, quale la causa del suo assassinio, gelosia, vendetta, inganno, e perché Micetta non gli parla più’ se non per scusarsi?
Inizia un’ altra storia, scontata prosecuzione della stessa, la colpevolezza di Jacqueline, rea confessa, è manifesta, i sensi di colpa di Alain non tardano a manifestarsi, mascherati da una vita dedita ad altro, svuotata di tutto, colma di niente, assente dal se’ più profondo. Ogni accusa è infamante, la propria estraneità evidente, che ci sia un’ altra verità da rincorrere?
Alain entra in una narrazione inversa che scava nel passato, fotogrammi di un’ infanzia infelice che vorrebbe cancellare, un matrimonio senza amore, rapporti famigliari scontati e formali, un figlio che vive altrove, il desiderio di riscatto, la paura della solitudine, una convivialita’ artificiosa per non guardare gli altri, decine di donne delle quali conservare vaghi ricordi, una continua anestesia alcolica per cancellare l’ evidenza.
Puo’ uno stato di innocenza tingersi di colpevolezza, invischiato in un fatto di cronaca nera che non lo riguarda ma che lo sottopone allo sguardo e al severo giudizio degli altri, al sospetto dei parenti, come può accettare questa colpa, inviso persino a se stesso?
Perché questo d’ imbarazzo, in fondo non ha fatto niente, il delitto appartiene al passato, non avrebbe potuto intervenire, da che cosa è scosso e in che modo si sente coinvolto? Che abbia paura della solitudine, di non contare più niente, lasciato in disparte, caduto nella dimenticanza, impossibilitato a frequentarsi, di certo si abbandona a una fuga tra un caffè e l’ altro, svuotato, ferito, vittima di se stesso, al termine di una recita impietosa e insensata, tutto, come sempre, nasce da se’.
Quale assassinio si è realmente compiuto, chi il vero colpevole, come vivere e sopravvivere quando predomina l’ insensatezza?
E allora cosa c’è di peggio di un ininterrotto rimuginio, di un’ assenza definitiva, nel rivedersi uno qualunque sostando in uno stato di indifferenza, inevitabilmente perso, abbandonato a una solitudine molesta.
Simenon scompone e ricompone, in una dettagliata e sopraffina indagine psicologica, un thriller che già possiede un colpevole ma che ricerca le cause primarie di questo gesto estremo. Invero tutti gli indizi di una vita confluiscono in uno stato di colpevolezza non punibile perché figlio di un preciso modus vivendi e operandi e l’ estraneita’ dai fatti e’ inversamente proporzionale al proprio sentire.
In una solitudine e inquietudine sempre più’ manifeste un contorno spoglio ed essenziale riversa sul protagonista un’ onta insostenibile, e quella paura che

..”da sempre gli apparteneva e che adesso tutti conoscevano”..

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
90
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Il castagno dei cento cavalli
Valutazione Utenti
 
4.1 (2)
Sulla pietra
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)
L'ultimo conclave
Valutazione Utenti
 
1.3 (1)
Qualcun altro
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
Il bacio del calabrone
Valutazione Utenti
 
4.1 (2)
Stivali di velluto
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Una morte onorevole
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
You like it darker. Salto nel buio
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Eredi Piedivico e famiglia
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Pioggia per i Bastardi di Pizzofalcone
Valutazione Utenti
 
4.3 (3)
Legami
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Renegades. Verità svelate
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)

Altri contenuti interessanti su QLibri

Qualcun altro
I fantasmi dell'isola
Finestra sul vuoto
Sulla pietra
L'ultimo conclave
Prato all'inglese
Mio marito
Ti ricordi Mattie Lantry
C'era due volte
The turnglass
Il pericolo senza nome
La donna che fugge
Un animale selvaggio
Sepolcro in agguato
Tutti su questo treno sono sospetti
Five survive