Narrativa italiana Romanzi Chi dice e chi tace
 

Chi dice e chi tace Chi dice e chi tace

Chi dice e chi tace

Letteratura italiana

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Un golfo dalla linea morbida, una lunga spiaggia di sabbia che corre parallela alla via Appia tra due colline, il Monte d’Oro e il Monte d’Argento. Un lungomare pieno di oleandri scandito da stabilimenti colorati e a volte sbiaditi, ognuno diverso dall’altro: la Tintarella, il Lido Delfini, il Lido del Pino, il Lido Maria, e molti altri. E poi la pizzeria Lu Rusticone, il bar Luccioletta, due chiese, una sola vera piazza. Poco più a sud scorre il fiume Garigliano e inizia la Campania. Subito a nord ci sono Formia, Gaeta, Sperlonga; in meno di due ore si arriva a Napoli e a Roma. Scauri, nel Lazio, sul Tirreno, seimila residenti nei mesi invernali e centomila nei mesi estivi. Un paese né bello né brutto, ma con una sua grazia scomposta. Qui ha scelto di vivere Vittoria, che è morta nella sua vasca da bagno. È stato uno stupido incidente. L’avvocato Lea Russo, un marito e due figlie, è sempre stata affascinata da Vittoria. Una donna distante ma curiosa, accogliente ed evasiva; nel parlare ha un fatalismo che lascia sgomenti. Era arrivata a Scauri con la sua risata che cominciava bassa e finiva acuta, aveva comprato una casa nella quale tutti potevano entrare e uscire, non aveva mai litigato con nessuno, non aveva mai cambiato taglio di capelli. Viveva con Mara, forse l’aveva adottata, forse l’aveva rapita, si dicevano tante cose. Ora Vittoria è morta per uno stupido incidente in una vasca da bagno, e Lea Russo non ne è convinta. Lea non vuole più accontentarsi di ciò che ha avuto sempre davanti agli occhi. Vuole capire come è morta Vittoria, e chi era davvero.



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Chi dice e chi tace 2024-05-07 14:21:57 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    07 Mag, 2024
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Chi era davvero Vittoria?

Quando sono usciti i dodici finalisti del premio Strega 2024 mi sono fatta una mia personale selezione dei libri che avrei voluto leggere.
Il primo che ho recuperato è “Chi dice e chi tace” di Chiara Valerio, edito da Sellerio.

Siamo a Scauri, paesino realmente esistente sulla costa tirrenica al confine tra Lazio e Campania, nei primi anni Novanta del secolo scorso.

«Paese è il posto dove tutti sanno tutto di tutti.»

La voce narrante appartiene a una donna che fa l’avvocato, Lea Russo, vive a Scauri, ha due figlie e un marito professore di fisica al liceo, Luigi. Quasi subito irrompe nella narrazione la notizia, imprevista e dolorosa, della morte di Vittoria.
Vittoria viveva a Scauri da circa vent’anni, ma non era originaria del luogo. Era arrivata da Roma, insieme a quella che allora era una ragazza bellissima, Mara, che non era sua figlia, né una sua parente, e con la quale Vittoria viveva come con una moglie. L’evento inaspettato della morte di Vittoria dà il via al romanzo: Lea si rende conto di non sapere poi molto della donna, fino al giorno del funerale non ne conosceva nemmeno il cognome; eppure, vivendo nello stesso paesino avevano condiviso molti momenti di vita, eventi, chiacchierate, paesaggi, amicizie. Lea comprende in quel momento di essere sempre stata affascinata da Vittoria, una donna libera, moderna, brillante e seducente e, nello stesso tempo, capisce di non aver mai approfondito questa amicizia, di non essere mai scesa in profondità nella relazione con Vittoria.

«Non importa il senso in cui ti piace qualcosa, importa che ti piaccia, e alla fine, quando ti piace e ti avvicini abbastanza, ci finisci dentro.»

La sua morte inoltre fa porre a Lea alcuni interrogativi: come è possibile che Vittoria sia morta annegando nella vasca da bagno quando tutti sapevano che era una nuotatrice provetta? Si tuffava regolarmente in mare, d’estate e d’inverno, e nuotava per chilometri.
Così, quando il parroco di Scauri consegna a Lea il testamento di Vittoria, l’avvocata decide che vuole saperne di più. Inizia quindi l’indagine di Lea, che non sarà la tipica indagine che nei gialli porta il lettore a scoprire chi è l’assassino. L’indagine di Lea porterà a ricostruire chi era veramente Vittoria, perché vent’anni prima era arrivata a Scauri con Mara. Cosa aveva lasciato della sua vita precedente e cosa invece aveva portato con sé. Questo momento di conoscenza di Vittoria avviene però quando lei ormai non c’è più e quindi diventa, per Lea, un momento di riflessione su se stessa. Lea prende maggiore consapevolezza di chi è, da dove è venuta, perché ha compiuto determinate scelte e non altre. Approfondendo la storia di Vittoria Lea – e direi anche noi lettori- si è resa conto di quanto le esistenze degli altri siano così diverse ma anche così simili le une con le altre.

Il romanzo mi è piaciuto molto. La narrazione procede speditamente in una prosa diretta e colloquiale, ma anche molto ricca di citazioni e richiami letterari. Le parole dei personaggi, riportate senza virgolette, sembra che irrompano improvvisamente nella mente di Lea come delle epifanie.
La vicenda è raccontata in modo delicato e allo stesso tempo profondo: gli affondi psicologici e sociologici ci sono ma vanno ricercati e colti dal lettore.

«Come definirebbe l’amore, avvocato, se non come l’oggetto del primo pensiero del mattino per ogni mattino della vita, io, di certo, ho pensato a lei ogni giorno.»

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