Il discepolo
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Opinioni inserite: 5
GRANDI PRETESE PER L'AUTRICE - BUONO IL RISULTATO
Data la mia passione per il filone vampiresco , stavo ansiosamente cercando un romanzo che trattasse tale tema , senza che i lineamenti della storia affondassero troppo le radici nell’attualità , al fine di non ritrovarmi a che fare con l’ennesimo vampiro che indossa Ray-Ban e che viaggia su lussuose fuoriserie. Eh sì , ritengo che i vampiri perdano gran parte del loro fascino e del loro mistero nel momento in cui risultino troppo simili a noi e quando li si allontani eccessivamente da quelle atmosfere gotiche in cui sono nati. Da questo punto di vista posso dire che il libro della Kostova non ha assolutamente fallito. Certo non è facile dare alla luce un testo sul vampiro più famoso della storia, con l’inflazione di testi e film che c’è stata nel corso del XX sec., tuttavia la scrittrice riesce sapientemente a tessere la trama di un romanzo che si basa scrupolosamente sulle verità storiche che caratterizzarono la vita del conte e la storia dell’ Europa orientale senza rinunciare affatto alle suggestioni del romanzo. L’autrice, che a mio parere aspira a scrivere una sorta di Sequel del Dracula originario, in qualche modo ricalca la scelta stilistica di Bram Stoker, ossia quella del diario e della forma epistolare che concorrono a formare l’intreccio che da vita alla trama; tutto sommato a volte questa scelta non favorisce la scorrevolezza e la chiarezza degli eventi ed in effetti, in alcuni casi si rischia di confondere protagonisti ed azioni. C’è da dire che le ambientazioni – un po’ di Europa Occidentale e tanta Europa Orientale – danno un fascino particolare all’opera, le cui vicende si svolgono tra biblioteche misteriose e oscuri monasteri. I personaggi sono abbastanza affascinanti anche se spesso indecifrabili, in quanto fino alla fine, nessun lettore giurerebbe sulla buona fede di nessuno di essi. Inoltre , la continua percezione di un Dracula onnipresente ed onniveggente, che spia ma non si rivela ti fa vivere con un alto livello di tensione ed inquietudine un po’ tutta la vicenda. È un po’ come camminare in un lungo ed oscuro tunnel con le spalle al muro; procedere insicuri verso un’oscura meta, guardandosi continuamente intorno con la sensazione costante di essere seguiti e sorvegliati e la paura di essere prima o poi attaccati da un’entità troppo più forte , troppo più grande e troppo più dotata. Ambigua la parte finale in cui la figura del conte finora quasi mistica ed eterea, si materializza in modo repentino , assumendo i lineamenti di un vecchio e colto aristocratico che si serve di “discepoli” per infoltire i volumi della propria biblioteca. Forse il finale poteva avere un esito differente e magari più efficace , ma credo che la scrittrice abbia puntato soprattutto a mantenere alta la tensione emotiva durante tutta la vicenda, arrivando alla fine un po’ demotivata e a corto di espedienti sbalorditivi. Lettura abbastanza faticosa ma trepidante e soddisfacente.
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un romanzo complesso ma interessante
non è un romanzo semplice, ma vale la pena leggerlo. la trama è un intreccio di vari flashback che si incastrano l'uno con l'altro, e più che un horror lo definirei un thriller con un pizzico di soprannaturale.dracula è una presenza che aleggia per tutta la trama senza mai manifestarsi davvero, e quando lo fa lo scopriamo ben diverso da come lo abbiamo sempre conosciuto. la tensione che guida il lettore è più che altro cerebrale: è la paura di scoprire la verità...
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Tanta storia trama confusa
Complicato intreccio di storie di varie generazioni sulle tracce di Dracula. Importanti riferimenti storici che vanno ad appesantire ulteriormente la trama, mentre ancora stai cercando di capire se si sta narrando del viaggio intrapreso dal Prof. Rossi, dal suo allievo o dalla figlia.
Impegnativo e sicuramente più piacevole per chi conosce già l'argomento.
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Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio, 2010
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Più libri antichi che vampiri
La figura Vlad Tepes l'Impalatore, universalmente noto come Dracula, ha popolato centinaia di romanzi, rivisitazioni cinematografiche e quant'altro.
Difficile quindi essere originali ma la Kostova riesce a costruire un racconto che è una approfondita ricerca storica sul mito del crudele signore valacco . Utilizzando le lettere come racconto e intersecandole con la narrazione di una vicenda in tempo reale traccia un quadro realistico delle vicende di un condottiero divenuto famoso come vampiro ma che ha alle spalle una storia parecchio complessa.
Ben riuscita la costruzione dell'ambientazione e della ricerca storica, affascinante il mondo delle antiche biblioteche e dei vecchi testi.
La trama alla fine stanca un pò ma la Kostova sfodera un finale rocambolesco (anche troppo...) che rialza il ritmo e l'attenzione del lettore.
Nel complesso leggibilissimo, se vi piacciono le storie piene di polvere e libri antichi avete trovato il romanzo giusto, non dovete necessariamente amare i vampiri perchè a dispetto di tutto, di sangue e vampiri ce ne sono pochi...
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L'eterno fascino di Dracula
Coniugando magistralmente storia e tradizioni,presente e passato,lettere e antichi documenti,racconto in prima persona e remoti diari, Elisabeth Kostova ,raccogliendo appieno l’eredità di Bram Stoker,ci propone la rivisitazione del personaggio di Vlad Tepes III, tristemente noto come Drakul, Dracula, l’Impalatore. All’interno della letteratura gotica il personaggio del vampiro è stato ampiamente eviscerato e analizzato, spesso con risultati piuttosto grotteschi o insignificanti, basti pensare all’ampia produzione bibliografica sull’argomento,produzione spesso scadente e banale,ai tanti film che lo consacrano o lo dissacrano,ai miti o alle parodie che lo riguardano. Con grande coraggio, la Kostova, con questo suo romanzo d’esordio, si propone di riscriverne la storia e la leggenda , avvalendosi di approfonditi studi inerenti a quel periodo (siamo alla fine del XV secolo)e realizzando un’opera di grande valenza storica il cui confine tra fantasia e realtà appare spesso impalpabile. Una storia che copre un arco temporale di circa cinquant’anni e che, a partire dal ritrovamento di un misterioso libro, coinvolge e sconvolge la vita delle persone che ne vengono a contatto . Una narrazione che si svolge per lo piu’ in antiche e affascinanti biblioteche,odorose di polvere millenaria, alla concitata ricerca di un segreto che puo’ essere compreso solo con il ritrovamento del luogo dell’estrema sepoltura di Dracula. La Kostova ci accompagna in un lungo peregrinaggio che ci porta in Turchia,in Bulgaria,in Romania e in vari paesi della Vecchia Europa, colmandoci dei dettagli rigorosissimi delle sue analisi storiche, paesaggistiche e folkloristiche,che pur essendo oltremodo corretti ed esaurienti, sembra vogliano togliere spazio ad una trama e ad una azione più consistente. Ho trovato molto interessante il personaggio di Dracula che, per tutta la durata del libro( quasi settecento pagine),fa la sua comparsa solo verso l’epilogo, ma la cui presenza riempie ogni spazio,con ombre, fruscii, sensazioni e sguardi inafferabili. Un Dracula, indiscutibilmente crudele, inventore persino della prima guerra batteriologica, ma amante dei libri e della cultura,tanto da possedere lui stesso, una delle più vaste biblioteche esistenti, ricche di rarissimi e preziosi tomi, raccolti nei secoli e da lui gelosamente custoditi. Un Dracula erudito e raffinato dalla cui persona emanano supreme note di narcisismo e sofisticatezza che nulla tolgono all’antico e perverso fascino che ha sempre aleggiato intorno alla sua figura. Nonostante la gradevolezza dei contributi culturali offerti al lettore, la minuziosità e la scrupolosità di ogni dettaglio a riguardo, rischia momenti di pedanteria che annoiano un livello emozionale di tensione che richiederebbe più evidenza e rilevanza.









