L'addestratore L'addestratore

L'addestratore

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La trama e le recensioni di L'addestratore, romanzo di Jeffery Deaver edito da Rizzoli. Ryan Kessler, un poliziotto frustrato con un’eccessiva propensione all’alcol e il grilletto facile. Joanna, sua moglie, una donna anonima e fin troppo riservata. Maree, la sorella di quest’ultima, affascinante e instabile, irresistibilmente attratta da uomini e situazioni a rischio. Come nel più crudele dei reality, i tre si ritrovano rinchiusi in un luogo inaccessibile e segreto, mentre un cacciatore di informazioni professionista, l’efferato e implacabile Henry Loving, tenta con ogni mezzo di rintracciarli per estorcere loro i dati riservati richiesti da una misteriosa “Fonte”. Ben presto, però, nella struttura sorvegliata che dovrebbe garantire la protezione dei tre innocenti – o presunti tali – si risvegliano vecchi rancori e verità inattese cominciano ad affiorare. Chi è davvero la Fonte? Un prete sospetto che usa i risparmi dei suoi sprovveduti fedeli per finanziare il terrorismo islamico? Un senatore repubblicano in corsa per le prossime presidenziali? O un pericoloso psicopatico già amante di Maree? E ancora, che cosa sa Amanda, la figlia diciassettenne del poliziotto Ryan? È possibile che sia lei il vero obiettivo di Loving? Corte, l’agente federale incaricato di gestire il programma di protezione, che con Loving ha in sospeso una partita personale, per incastrarlo si affida alle sofisticate risorse tecnologiche di un’agenzia di sicurezza governativa. E parallelamente, da appassionato di giochi di logica e di intelligenza, studia con ossessivo puntiglio le mosse del suo avversario, calandosi nei suoi panni per anticiparne affondi e strategie, e salvare così le vite umane che gli sono state affidate. Rinnovando in modo sorprendente e geniale la formula del thriller psicologico, Deaver conduce il lettore in un intricato labirinto di segreti e bugie, dove cacciatore e preda sono ruoli interscambiabili e la tensione cresce senza concedere tregua.

Jeffery Deaver è nato a Chicago nel 1950. I suoi romanzi, bestseller internazionali tradotti in 25 lingue e pubblicati in 150 Paesi, hanno venduto nel mondo oltre 20 milioni di copie. Dal Collezionista di ossa, uno dei suoi più grandi successi, è stato tratto l’omonimo film con Denzel Washington. Tra i suoi ultimi libri, tutti editi da Rizzoli, La finestra rotta (2008), I corpi lasciati indietro (2009), Requiem per una pornostar (2010), Notti senza sonno (2010), Il filo che brucia (2010), La figlia sbagliata (2010) e Carta bianca (2011).

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Opinioni inserite: 3

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L'addestratore 2012-05-22 20:06:26 marccorazz
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marccorazz Opinione inserita da marccorazz    22 Mag, 2012
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una sorpresa

...sulla trama non aggiungo altro, dal momento che è stata sapientemente esposta da chi mi ha preceduto in questo mio commento. Premesso che è il mio primo libro di Deavers, devo ammettere che si tratta di thriller di alta qualità ! E' sicuramente un gradino sopra la media, molto jntrigante e appassionante. L'unico neo, a mio modesto parere, è rappresentato dai troppi colpi di scena che, se da un lato redono la trama incerta sino alla fine, dall'altro la rendono poco un po' troppo surreale.
Inoltre, sicuramente una nota di merito va anche alla traduttrice, Valentina Ricci. Infatti, penso che se un libro non italiano resta gradevole e scorrevole da legere, sicuramente il grosso del merito va all'autore ma certamente grande merito va riconosciuto anche a chi traduce e adatta l'opera nella notra lingua.

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....a chi piacciono thriller di qualità superiore
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L'addestratore 2012-04-14 07:27:35 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    14 Aprile, 2012
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GIOCATORI E PEDINE

Ancora una volta questo autore non si smentisce, è bravo non si discute.
Particolare di questo libro non è la storia in sé, che ha come protagonista Corte,un agente federale che ha come compito la protezione dei testimoni ,che deve vedersela con Henry Loving , implacabile cacciatore di informazioni professionista, specializzato nella tortura con alcool e carta vetrata, per farsi dire tutto ciò che desidera; ma la struttura stessa della vicenda.
L’autore mette in arto una sorta di gioco (come uno dei tanti comunissimi giochi da tavolo), nel quale i “giocatori” non hanno regole pre-stabilite alle quali adeguarsi, ma il fine ultimo è il raggiungimento dei propri obiettivi con l’utilizzo di qualsiasi tipo di mezzo tecnologico o umano, i due protagonisti sopra citati sono gli effettivi giocatori, che muovono all’interno di questo “gioco” tutti i personaggi secondari come pedine, che possono mettere in atto una strategia vincente, ma, qualche mossa dopo, possono trovarsi ad aver adottato la strategia perdente.
A mio parere, l’impegno maggiore dell’autore è stato in termini di logica e nel far corrispondere ad ogni azione una risposta coerente ed articolata.
Come dicevo inizialmente, la storia in sé non è altro che il braccio di ferro tra buono e cattivo, bene e male, con un particolare inaspettato in più, a mio parere, e cioè che ai due protagonisti piace avere come concorrente l’altro, in quanto sono due menti con grandi capacità strategiche, rispettano le abilità che man mano emergono l’uno dell’altro è come se Deaver avesse voluto sfidare sé stesso nello scrivere una storia articolata in questo modo.
L'autore pone in essere una sfida con il lettore stesso, che fino alla fine non è in grado di prevedere chi è l'effettivo bersaglio di Loving e chi è la "fonte" che lo ha ingaggiato.
Chi vincerà? ma soprattutto a quale prezzo?

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lo consiglio vivamente agli appassionati di Deaver e a tutti quelli che desiderano leggere un thriller di alta qualità
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L'addestratore 2011-10-07 08:48:07 Stefp
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Stefp Opinione inserita da Stefp    07 Ottobre, 2011
Ultimo aggiornamento: 07 Ottobre, 2011
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L'addestratore

Jeffery Deaver, per la prima volta nella sua lunghissima scia di romanzi, usa un io narrante protagonista; il funzionario Corte che fa parte di una agenzia di sicurezza governativa che ha come unico scopo la protezione di testimoni o comunque di soggetti in possesso di informazioni chiave. Henry Loving un cacciatore di informazioni professionista, che in passato uccise l'addestratore di Corte, è stato assoldato da una misteriosa “fonte” per estorcere informazioni ad un poliziotto che ora, con la sua famiglia, è sotto protezione di Corte ed i suoi uomini. Corte, appassionato di giochi da tavolo e di società, ingaggia un duello con Loving e i due sono ora cacciatore e ora preda in un continuo altalenarsi di mosse e contromosse.
Come al solito Deaver regala una trama complessa e ricca di colpi di scena, un'atmosfera sempre tesa, azioni mozzafiato ma soprattutto tattiche e controtattiche molto curate dal punto di vista psicologico. I protagonisti, nel bene e nel male, dello scrittore americano sono sempre molto intelligenti e prima che il compimento del loro obbiettivo, catturare Loving e scoprire la “fonte” per Corte o rapire il “bersaglio” per Loving, è importante per loro vincere la sfida di intelligenza e psicologia con il loro avversario in una gigantesca partita a scacchi dove pezzi e pedoni sono reali. Il protagonista, Corte, che narra in prima persona, se da un lato dona un punto di vista soggettivo e fa entrare di più nel personaggio principale, dall'altro appanna ed appiattisce gli altri personaggi e toglie imprevedibilità e suspense.
“L'addestratore” è un buon thriller psicologico, superiore alla media, leggo Deaver da sempre, ho tantissimi suoi libri, si rinnova, usa nuovi personaggi, ma a mio parere purtroppo, il livello dei suoi romanzi è sempre un pizzico più lontano dalle prime avventure di Lincoln Rhyme (“Il collezionista di ossa”, “Lo scheletro che balla”, “La sedia vuota”...) fatta eccezione per “I corpi lasciati indietro”.

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