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Liberty Bar

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La trama e le recensioni di Liberty Bar, romanzo di Georges Simenon edito da Adelphi. «C’era aria di vacanza. Anche il giorno prima, al tramonto, al porto di Cannes c’era aria di vacanza, soprattutto a bordo dell’Ardena, dove il proprietario faceva il galante con quelle ragazze dalle forme procaci. «Maigret, invece, era vestito di nero come a Parigi, e portava la bombetta, un cappello che lì era proprio stonato. «Di fronte a lui un manifesto annunciava a grandi lettere blu: CASINÒ DI JUAN-LES-PINS GRAN GALÀ DELLA PIOGGIA D’ORO «E il ghiaccio si scioglieva a poco a poco nel bicchiere opalescente. «Le vacanze! Guardare il fondo cangiante del mare da una barca dipinta di verde o di arancione... Fare la siesta sotto un pino marittimo ascoltando il ronzio dei mosconi... «Ma soprattutto non doversi preoccupare di uno sconosciuto che si era preso chissà come una coltellata alla schiena!

Georges Simenon, nato a Liegi nel 1903, morto a Losanna nel 1989, ha lasciato centonovantatré romanzi pubblicati sotto il suo nome e un numero imprecisato di romanzi e racconti pubblicati sotto pseudonimi, oltre a volumi di «dettature» e memorie. Il commissario Maigret è protagonista di 76 romanzi e 26 racconti, tutti pubblicati fra il 1931 e il 1972. Celebre in tutto il mondo, innanzitutto per le storie di Maigret, Simenon è anche, paradossalmente, un caso di «scrittore per scrittori». Da Henry Miller a Jean Pauhlan, da Faulkner a Cocteau, molti e disparati sono infatti gli autori che hanno riconosciuto in lui un maestro. Tra questi, André Gide: «Considero Simenon un grande romanziere, forse il più grande e il più autentico che la letteratura francese abbia oggi»; Walter Benjamin: «… leggo ogni nuovo romanzo di Simenon»; Louis-Ferdinand Céline: «Ci sono scrittori che ammiro moltissimo: il Simenon dei Pitard, per esempio, bisognerebbe parlarne tutti i giorni».

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Liberty Bar 2012-03-19 10:38:49 apprendista
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apprendista Opinione inserita da apprendista    19 Marzo, 2012
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All'Osteria dello Spirito

È il primo giallo di Simenon che ho letto, dopo anni di pregiudizi su questo autore, forse per colpa di certe trascrizioni televisive poco convincenti.

In generale trovo molto piacevole la lettura dei gialli di Maigret perche l’autore restituisce con una freschezza senza pari le dinamiche della società, la psicologia di personaggi senza età, i drammi e le vicende umane che restano attualissime nonostante il tempo trascorso. Che dire poi di certe caratterizzazioni di personaggi minori - l’oste, il borseggiatore, il gendarme o chi per loro – che, descritti con poche pennellate, ti restano impressi come se li avessi conosciuti di persona. Anche l’atmosfera in Simenon, non è solo lo sfondo sui cui si svolge l’azione, ma diventa co-protagonista del romanzo.

E’ il caso di Liberty Bar, che finora resta il più bel giallo del commissario Maigret che ho letto. La Costa Azzurra degli anni ’30, con il contraltare di grandi alberghi, macchine da ricchi, marinai ubriachi e vicoletti sudici, sembra di averla lì davanti a te. E poi mi ha incantato proprio il Liberty Bar, che via via da insignificante osteria ti si svela come uno stato dell’anima, ti trascina come per magia in un’atmosfera senza tempo, libero da preoccupazioni e affanni quotidiani.

Certo non c’è un ritmo incalzante da fiction TV o scene di violenza/sesso, manca Internet e gli unici cellulari sono quelli a quattro ruote della Gendarmerìe. Forse sono un pò di parte, ma che classe, che eleganza in questo libro, un classico insomma. Buona lettura a tutti

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