Maigret e le persone perbene Maigret e le persone perbene

Maigret e le persone perbene

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Le trame e le recensioni di Maigret e le persone perbene, romanzo di Georges Simenon edito da Adelphi. Questa volta Maigret l'ha preso davvero male il ritorno dalle ferie: a Parigi si respira ancora aria di vacanze, l'estate non si decide a finire, e perfino al Quai des Orfèvres l'atmosfera gli pare insolita. Come se non bastasse, gli capita di avere degli incubi. Sicché accoglie quasi con sollievo una di quelle telefonate che lo svegliano in piena notte buttandolo giù dal letto mentre sua moglie scatta in cucina a fargli un caffè. La vittima dell'omicidio sul quale dovrà indagare è un tipico "uomo tranquillo", ex proprietario di un cartonificio in pensione da qualche anno per motivi di salute, buon padre di famiglia, amato dalla moglie e adorato dalla figlia - uno che non aveva nemici perché "tutti gli volevano bene". Eppure Maigret sente subito che in quel caldo e armonioso quadretto familiare in apparenza senza crepe, in quell'esistenza borghese e ovattata dove l'eventualità di un delitto è totalmente inconcepibile, c'è qualcosa che non funziona, qualcosa di stridente. E questo non può che turbarlo: perché quel mondo di gente ammodo (e talmente "buona" da tentare fino allo spasimo di coprire il colpevole) è anche il suo, e a tutti loro lui pensa "come a persone di famiglia".

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Maigret e le persone perbene 2010-08-06 14:22:35 Interferenze letterarie
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Interferenze letterarie Opinione inserita da Interferenze letterarie    06 Agosto, 2010
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Un romanzo insolito

“Maigret e le persone perbene” è un romanzo straordinariamente insolito. Parigi è sempre la stessa, quella del commissario, del Quai des Orfèvres (il palazzo di giustizia) e delle birre tracannate nei fumosi bistrot. Questa volta Maigret è alle prese con un inspiegabile delitto commesso in un appartamento dell’alta borghesia parigina. Un uomo perbene, senza nemici, amato da tutti, una situazione familiare impeccabile, una vita discreta e lontana dai pettegolezzi, viene freddato da un colpo di pistola mentre è seduto sulla sua poltrona. Tutti sono indiziati. La moglie, quasi un’antica matrona romana, la figlia adorata, il genero affermato pediatra, tutte persone “perbene”, con la loro vita perfetta e senza macchie. E’ un romanzo strano, dove ci si snerva insieme allo stesso Maigret, che trova insopportabile la noiosa e finta vita di questi personaggi. Per essere un romanzo giallo in realtà non succede nulla ed è questa la stranezza che affascina. La vicenda innervosisce, si comincia a odiare gli indiziati così patetici, noiosi e prevedibili, così perfetti, così perbene appunto, tanto da continuare a chiedersi chi possa mai aver ucciso un uomo così tranquillo e insipido.
La soluzione del dilemma mi è sembrata un po’ forzata, più frutto dell’acume e di un’invenzione estemporanea di Maigret che derivante da un ragionamento logico.
“Maigret e le persone perbene” è un romanzo in cui non ci sono improvvisi colpi di scena ma che appassiona nella stessa maniera, grazie alla perfetta e molto acuta delineazione psicologica dei protagonisti.

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A chiunque ami i romanzi del commissario Maigret o chi apprezzi i romanzi gialli in cui si debba "pensare"
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