Una perfetta sconosciuta Una perfetta sconosciuta

Una perfetta sconosciuta

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Immagina che la polizia arrivi a casa tua e ti mostri una foto in cui tu – con i capelli di quel tuo rosso inconfondibile, il tuo cappotto blu – stai baciando un uomo. Peccato che quell'uomo sia stato trovato morto trentuno ore prima, e tu non ricordi di averlo mai baciato. Anzi, lo conoscevi appena. Era il tuo nuovo capo, l'uomo che ti aveva dato in gestione la galleria per conto di un misterioso proprietario. Il lavoro dei tuoi sogni: ti era sembrato troppo facile, troppo bello per essere vero. Eppure tutto era andato liscio, la galleria esisteva davvero, avevi firmato un contratto regolare. Adesso, però, guardando quella foto capisci che non c'era niente di regolare. Niente di facile. Perché là fuori qualcuno sta cercando di incastrarti, anche se non riesci a immaginare il motivo. Qualcuno che sa molte cose di te. E che forse ti è molto vicino… In questo thriller in cui nulla è come sembra, Alice Humphrey vede crollare intorno a sé, come un castello di carte, ogni certezza. Compresa quella più importante: la sua stessa innocenza.

Recensione della Redazione QLibri

 
Una perfetta sconosciuta 2017-04-01 14:23:25 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    01 Aprile, 2017
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Alice

La trentasettenne Alice Humphrey mai si sarebbe aspettata che quel lavoro, caduto dal cielo proprio nel momento del bisogno, si sarebbe rivelato un’arma a doppio taglio. Quando infatti il sedicente Drew Cambell le propone di gestire una piccola galleria nel Meatpacking District, la “Highline Gallery”, la donna, che da otto mesi è in stato di disoccupazione, accetta senza porsi troppe domande. Non si insospettisce minimamente del fatto che l’autore delle foto esposte, Hans Schuler, non voglia (e si rifiuti di) apparire, né del fatto che un presunto anonimo benefattore lo abbia preso sotto l’ala, né dell’assenza ed irreperibilità di colui che l’ha contattata, tanto che, anche se ritiene il contenuto delle immagini alquanto opinabili, il suo unico pensiero è quello di, almeno per una volta, avere il merito delle sue imprese. Alice, figlia d’arte di Frank Humphrey, regista, e dell’ex attrice, Rose Sampson, nonché sorella del quarantunenne Ben Humphrey, fratello problematico con precedenti in materia di droga, da sempre cerca di riscattarsi dal marchio di “figlia di papà”. Quale migliore occasione? I preparativi iniziano e si prolungano per appena tre settimane; il lancio della galleria non manca di farsi attendere e sorprende addirittura la stessa direttrice che, per quante aspettative potesse nutrire, non sarebbe mai arrivata ad ipotizzare un così eclatante furore e corsa all’acquisto delle foto. Il giorno seguente, le accuse. Pornografia. Pedofilia. Riuscitasi a mettere in contatto con Drew, si accorda col medesimo per parlare dei fatti il mattino seguente. Giunta in Galleria viene subito colpita da una serie di elementi: le vetrate della medesima sono state interamente coperte da fogli di carta da pacchi, all’interno non riesce ad accendere le luci, tutti gli oggetti che ne caratterizzavano l’arredamento sono scomparsi, ed il suo capo è riverso in una pozza di sangue. La polizia, non tarda, inoltre, a sottoporre alla sua attenzione, una foto che sembrerebbe ritrarla nella posa di un bacio col defunto. Ma come questo è possibile, se, di fatto, ella a malapena lo conosceva ed il massimo del contatto fisico avuto altro non era che il premere le proprie dita sulla carotide per verificarne il battito cardiaco? Che qualcuno stia cercando di incastrarla?
Joann Stevenson, ragazza madre, ha cercato di offrire la migliore delle vite alla figlia quindicenne Becca. Adesso che finalmente è riuscita ad ottenere, tra mille sacrifici, un lavoro stabile e una casa di loro proprietà, è fiera di sé e dei suoi traguardi. Da un paio di mesi, inoltre, va avanti la frequentazione con quel docente che le ha rubato il cuore. Il mondo, quindi, semplicemente le cade addosso quando, al mattino si rende conto che l’adolescente è scomparsa. Cosa le è successo? E perché? Che la sua sparizione sia collegata in qualche modo alla Galleria di Alice?
Hank Beckman è stato più volte reguardito: deve smetterla di seguirlo. Deve farla finita. Eppure lui non può, non può non controllare le mosse di colui che è il colpevole della sua morte. Ellen, la cara sorella, aveva una dipendenza, e lui non se ne è accorto in tempo..
Con “Una perfetta sconosciuta” Alafair Burke, dà vita ad un thriller caratterizzato dall’intrecciarsi ed alternarsi di più trame che, piano piano, riportano ad un mistero unico.
L’opera è intrisa altresì di una penna semplice, chiara, gradevole seppur talvolta tenda ad anticipare troppo. Si legge facilmente ma non conquista per pathos ed intensità risultando a tratti acerba. Il lettore ha la sensazione di trovarsi in una dimensione in cui non è completamente parte, come se vi fosse un vetro tra lui e il contenuto dello scritto. Lo sviluppo degli avvenimenti è buono, seppur prevedibile.
Non solo. Se in un primo momento la lettura prende ed incuriosisce, nel resto il testo è tutto un sali/scendi, e questo proprio perché se da un lato è facile - come anzidetto - intuire le intenzioni della scrittrice (riuscendo così ad anticiparne le mosse), dall'altro, la stessa, "caricandolo" eccessivamente, finisce col renderlo macchinoso.
Nel complesso "Una perfetta sconosciuta" è un prodotto apprezzabile ma non eccelso, un volume con una buona base di partenza ma penalizzato dal "voler mettere troppo", dal "voler far troppo".

Consigliato a chi ama il genere o a chi cerca una lettura senza pretese, piacevole con cui trascorrere qualche ora diversa.

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Una perfetta sconosciuta 2017-04-14 16:31:48 Pupottina
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Pupottina Opinione inserita da Pupottina    14 Aprile, 2017
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Una perfetta sconosciuta ...

Come si fa a dimostrare la propria innocenza quando ci sfugge qualcosa di molto importante? Quando non ricordiamo esattamente quel qualcosa che ci viene proposto come certo, come facciamo a dimostrare che non è reale? E se invece fosse reale? E se fossimo noi che non lo ricordiamo?
È sicuramente un incubo quello che si vive in una situazione del genere. È l'incubo che si trova a vivere Alice Humphrey, principale sospettata dell'omicidio del suo affascinante capo.
Ma Alice è molte altre cose ...
È l'amata figlia di una famiglia privilegiata, ma nota alla cronaca per precedenti scandali. È anche una ragazza determinato a farcela da sola, a realizzarsi nel lavoro senza l'aiuto di papà. È una giovane intraprendente come tante che vive nella Grande Mela.
L'incontro casuale con quello che diventa il suo nuovo capo, Drew Campbell, le cambia davvero la vita. Campbell è il rappresentante di un ricco mecenate anonimo che vuole lanciare un artista delle doti artistiche controverse. Lui vuole aprire una galleria d'arte e vuole che Alice la gestisca. Per Alice è tutto incredibilmente provvidenziale ed accetta senza pensarci su due volte.
Inevitabilmente, il nuovo inizio di Alice è troppo bello per essere vero.
Alice si trova in un groviglio di menzogne. L'anonimo mecenate è impossibile da rintracciare ed anche il controverso e chiacchierato artista, noto con uno pseudonimo, si dà alla macchia. Sembra come se Alice fosse caduta in una trappola, ordita da qualcuno che agisce nell'ombra, per incastrarla.
Se vuole non essere accusata di omicidio, deve scoprire la verità ed individuare il colpevole.
Alice è un bel personaggio: è intelligente, interessante e simpatica.
Anche questa volta, la scrittrice americana, Alafair Burke, ha ideato una storia complessa, coinvolgente e avvincente. È un autentico giallo. Diventa sempre più ingarbugliato ed intrappola il lettore che non resiste alla curiosità di sapere come finirà.

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Una perfetta sconosciuta 2017-04-11 11:51:36 cosimociraci
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cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    11 Aprile, 2017
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Long Gone

Come sempre più spesso accade, il titolo in italiano, a mio avviso, è più indicato dell'originale Long Gone.

La storia parte molto lentamente. All'inizio mi sono domandato spesso quando sarebbe accaduto qualcosa. A circa un quarto di libro conosco l'aspetto esteriore della protagonista che fino a quel momento non sapevo come immaginare. L'autrice quindi se prende con calma. Verso la metà la storia assume un tratto interessante. L'impronta è sicuramente quella di un thriller psicologico. Alafair Burke ha intessuto una storia molto complessa e avvincente intorno ad Alice Humphrey, una donna incastrata per un omicidio che non ha commesso. La sotto trama tuttavia non è avvincente e non si è creata la suspense che speravo. Un vero peccato perché ci si affeziona subito alla protagonista e dalla trama principale poteva nascere qualcosa di meglio.

Un picco di stile nel finale che gli ha fatto guadagnare la terza stella in "piacevolezza". Un buon finale va sempre premiato.

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