Il mago di Oz
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Lyman Frank Baum nacque a Chittenango (New York) nel 1856. Appassionato di letteratura e scrittura fin da ragazzo, si dedicò al giornalismo, alla drammaturgia, alla narrativa, alla poesia. Dopo l’enorme successo ottenuto con Il mago di Oz, pubblicato nel 1900, Baum scrisse altri tredici romanzi ambientati nel paese di Oz. Dal romanzo fu tratto un musical rappresentato per anni a Broadway e soprattutto la celeberrima versione cinematografica del 1939 con Judy Garland nei panni di Dorothy, e la splendida colonna sonora di Arlen e Stothart. Baum morì il 6 maggio 1919.
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Opinioni inserite: 1
Dorothy
Anche se si tratta di una favola dedicata ai bambini volevo comunque recensirla.
È un libro che diverte in maniera spensierata senza cercare una morale finale. Però leggendo le avventure di Dorothy in questo paese di Oz in ogni passaggio riusciamo a trovarne qualcuna.
È un posto strano pieno di personaggi bizzarri dove l’impossibile è pura realtà, Dorothy va alla ricerca della sua casa, del suo paese natale, lontana nel tempo e nello spazio dai suoi cari.
Dorothy, la piccola bambina del Kansas, non sembra far caso alle stramberie che incontra ed agli speciali amici che nel suo mondo avrebbero destato curiosità, timore e stupore.
Lo Spaventapasseri rappresenta una personalità giudiziosa, sebbene la sua condizione di pupazzo suggerisca il contrario.
Il Boscaiolo di Latta, una sorta di uomo robotizzato dimostra di avere una sensibilità e una bontà d’animo senza eguali.
Il Leone Vigliacco, animale regale e non temuto, incute più terrore e rispetto di quanto non creda.
L’ultimo, ma non per importanza, dei personaggi principali è il meraviglioso Mago di Oz, figura amata e rispettata dal popolo, che rappresenta la forma di governo dell’insolito mondo in cui è capitata la piccola Dorothy.
Il messaggio più importante che mi ha trasmesso questa simpatica favola è questo: dobbiamo sempre credere in noi stessi!
Sicuramente non è un libro di spessore, ma consiglio lo stesso la lettura perché lo scrittore riesce a trasportarti in un mondo irreale, ma comunque familiare dove Dorothy non si trova mai fuori luogo.









