La polvere del mondo La polvere del mondo

La polvere del mondo

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La presentazione e le recensioni di La polvere del mondo, opera di Nicolas Bouvier edita da Diabasis. La polvere del mondo racconta il primo viaggio condotto da Bouvier in Oriente nel 1953; ma anche l'avventura infaticabile di uno sguardo che si svela alla polvere del mondo e si rende partecipe delle culture dell'"altro". Partito da Ginevra su una Fiat "Topolino", raggiunge a Belgrado il suo amico pittore Thierry Vernet, in compagnia del quale continuerà per un buon tratto il viaggio fino a Samarcanda. Il libro ha conosciuto in Francia un successo continuo, non per il suo fascino esotico, ma per il modo inimitabile in cui si fondono humor e angoscia, l'innocenza dello sguardo e il sapore della conoscenza, la visione cosmica e il "rapimento" di certi piccoli dettagli celati nella singolarità degli esseri e delle cose più ovvie e quotidiane.

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La polvere del mondo 2012-04-30 13:57:13 Rosaliaa
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Rosaliaa Opinione inserita da Rosaliaa    30 Aprile, 2012
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Il fuori guarisce

Un anno dopo la lettura di questo straordinario romanzo di viaggio mi sembra ancora di sentire quella “polvere” del mondo; nel titolo originale, la polvere diventa “usage”, cioè deterioramento, usura: è il mondo del viaggiatore che si sfalda, che perde consistenza, svuotandosi. E' lo spirito del metaviaggio, ovvero del percorso che non arricchisce, ma consuma. Nello spirito escursionistico del viaggio contemporaneo, il turista pretende che lo spostamento, fisico e mentale, verso un luogo diverso da quello quotidiano diventi un'occasione di arricchimento, fedele ad un'attitudine che spinge verso il collezionismo delle esperienze vissute e osservate nella vacanza. Al contrario, Bouvier e Vernet, pittore di grandissimo talento, percorrono una strada inversa: il viaggio diventa l'opportunità per abbandonare la propria mentalità di partenza, uno strumento per liberarsi dei preconcetti della cultura d'appartenenza e riuscire, alla fine del cammino, a percepire il mondo con la genuinità di chi lo vede per la prima volta.
Libro di grande successo in madrepatria, meno conosciuto all'estero, Bouvier colpisce per la limpidezza e il calore della sua scrittura, a volte poetica, spesso avvolta da quella malinconia rassegnata di chi osserva una realtà distante e con quel pizzico di ironia – e nessun cliché!- che rende la narrazione intelligente, umana e sincera.

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