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«La letteratura è il modo migliore per cancellare le frontiere, per dimenticarle e far sì che l’essere umano si muova liberamente nel territorio dell’immaginazione, in quel territorio che non conosce né limiti né patrie.» A un ideale di letteratura come missione – in difesa dei deboli, dei dimenticati, della terra ferita – si è sempre ispirato Luis Sepúlveda, considerato l’autore di riferimento della nuova narrativa sudamericana. Nato in Cile nel 1949, Sepúlveda ha lasciato il suo Paese al termine di un’intensa stagione di attività politica, conclusasi drammaticamente con l’incarcerazione da parte del regime del generale Pinochet. Ha viaggiato a lungo in America Latina e poi nel resto del mondo, anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace. Dopo aver risieduto ad Amburgo e a Parigi, vive attualmente in Spagna, nelle Asturie. Autore di libri di poesia, «radioromanzi» e racconti, ha conquistato la scena letteraria con il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, apparso per la prima volta in Spagna nel 1989, e in Italia nel 1993. Amatissimo dal suo pubblico, e in particolare dai lettori italiani, ha pubblicato da allora numerosi altri romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali spicca la Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, uno dei libri più letti degli ultimi anni.
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Ultimo aggiornamento: 04 Gennaio, 2012
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Gringos,questo sogno non è in vendita
Una vecchia locomotiva corre solitaria circondata dall'abbraccio di un'immensa nuvola di vapore,attraversa una landa desolata, la sua meta è il sud del mondo.A bordo due amici si passano la zucca del mate,Luis sul suo taccuino continua a prendere appunti,scrive di uomini,assassini ed elfi, Daniel scorre le immagini sul piccolo schermo della sua macchina fotografica,vi sono immortalati eroi,gringos e fate.Questo libro è un"billete de tren" per il viaggio più emozionante che vi possa capitare.Seduti, al caldo della vostra camera, vi ritroverete a inseguire mandrie di pecore sferzate dal vento gelido australe,ma sarà la colt dello scherriffo Martin Scheffilds a farvi rabbrividire come faceva con Butch Cassidy e gli altri hijos de... che formavano il tremendo mucchio selvaggio.In Patagonia ci sono state donne come Elisabeth Walters Bakers che alle collane preferivano il winchester, che cercarono l'oro in miniere sperdute dove gli uomini avevano paura di andare e lasciarono, durante il loro cammino, una scia di sangue e piombo;ancora oggi se capitate dalle parti Caleta Tortes nella miniera di Madre de Dios potrete vedere scheletri di mapuche inchiodati alle rocce dai proiettili calibro 32 sparati da quella strega.Il Patagonia Express farà sosta in paesi che sembrano scintillanti cittadine svizzere,dove scorrono fiumi di birra e gli abitanti ,migranti teutonici,sventolano ancora le svastiche.Paesi che sembrano parti della fantasia di Tolkien, dove Elfi e Hobbit mangiano asados e i frutti saporiti dell'araucaria,sognarono di fondare Repubbliche Indipendenti abitate da rispetto e tolleranza per tutti, prima che le "truppe di Mordor",vale a dire l'esercito dei colonnelli argentini non li sterminasse tutti.Affaciandovi dai finestrini del treno vedrete l'ultima offesa fatta a questa terra meravigliosa,il filo spinato che delimita le proprietà comprate dai Benetton,da Ted Turner ,da Sylvester Stallone ed altri speculatori dell'ultim'ora;ancora una volta gli indios sono diventati ospiti in casa loro.
Se avrete la fortuna di fare questo viaggio fermatevi a casa di Dona Delia Ribera de Cossio, a 95 anni trasforma ancora le nuvole grigie tosate la primavera in lunghi fili di bianchi, crea maglioni che riscaldano il cuore: è inutile cercarli nei franchising.
di Luigi De Rosa









