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Ultimo confine del mondo

Ultimo confine del mondo

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura inglese
Autore E. Lucas Bridges

Editore

Casa editrice Einaudi


La presentazione e le recensioni di Ultimo confine del mondo, opera di E. Lucas Bridges edita da Einaudi (in uscita il 08/12/09). Ushuaia, ultimo confine del mondo. Il 27 settembre 1871, nel tardo pomeriggio, un uomo e una donna di circa vent'anni escono sul ponte della nave e si fermano immobili, uno accanto all'altra, a scrutare l'orizzonte. Quella che guardano è la loro nuova terra e futura dimora. Intanto, sotto coperta, dorme pacificamente la figlioletta di nove mesi. Da tempo hanno lasciato l'Inghilterra e tra ondate gigantesche e stridore di pennoni, sono approdati in una regione desolata e selvaggia in cui vivono tribù senza legge, senza regole e senza dio. La Terra del Fuoco è ancora tutta dei fuegini. Appartiene alle loro usanze e credenze, alla loro intelligenza e ingenuità. Con il compito di portare il cristianesimo, Thomas e Mary Bridges vivono insieme alle popolazioni indigene, fianco a fianco. Con loro creano accampamenti e fattorie, costruiscono case in legno e lamiera smontabili pezzo a pezzo, tracciano le prime strade e allevano animali. Lì nascono e crescono i figli, tra cui Lucas autore di questo libro scritto nel 1947 che racconta la storia dei Bridges. Dalla fine dell'Ottocento alla metà del secolo successivo, la vita della famiglia Bridges incrocia e accompagna la trasformazione e il viaggio della Terra del Fuoco, una terra mutevole e affascinante, tanto reale da sembrare finta. Uno scenario naturalmente perfetto per qualsiasi libro di avventura. Primavera dopo primavera, l'insediamento dei Bridges è attraversato dai personaggi più diversi: intere famiglie di indigeni, scaltri uomini di medicina, avventurieri privi di scrupoli, cercatori d'oro, scienziati, botanici. Ex galeotti, diventati gauchos, capaci di rovesciare a terra una mucca di qualche quintale senza alcuno sforzo, marinai zoppi o guerci ma che in realtà ci vedono benissimo. Tutti uomini in cerca di fortuna o in fuga da qualcosa. Personaggi ricchi di storie, fortemente romanzeschi nella loro spericolata e concretissima realtà. Nessuno di questi uomini sfugge alla curiosa abilità di narratore del giovane Lucas. E nulla resta nella sua penna. Gli episodi sono centinaia, e l'autore passa dall'uno all'altro sospinto da una memoria prodigiosa e da una passione profonda per luoghi, tempi e persone che non ci sono più ma che in queste pagine riprendono vita sotto ai nostri occhi. Quasi palpabili. Non è un caso che proprio la lettura di Ultimo confine del mondo abbia ispirato il viaggio di Bruce Chatwin e la scrittura del suo celebre In Patagonia. Questo è infatti un libro che aderisce con forza alla pelle del lettore e spinge - irresistibilmente - a ripercorrerne le tracce e i sentieri.

E. Lucas Bridges, terzo dei cinque figli del reverendo anglicano Thomas, nacque nella Missione di Ushuaia nel 1874. Crebbe tra gli yahgan, indiani delle canoe, che abitavano le coste del Beagle Channel, con i quali condivise lingua, leggende e costumi. In seguito stabilí relazioni con gli ona, cacciatori nomadi che vivevano all'interno dell'isola, diventandone amico, consigliere e portavoce. Ultimo confine del mondo (Einaudi, 2009), scritto nel 1947, è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel 1948, un anno prima della morte dell'autore. È da sempre considerato la migliore opera mai scritta sulla Terra del Fuoco.

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Si può leggere questo libro con lo spirito del viaggiatore letterario o con l’occhio dell’etnologo e del naturalista o spinti dalla semplice passione per l’avventura ma in ogni caso non vi deluderà.
Il sottotitolo del volume è sicuramente fuorviante: non si tratta infatti di un “viaggio” nella Terra del Fuoco ma di “vita vissuta” nella Terra del Fuoco.
Don Estebán Lucas Bridges, infatti era nato ad Hushuaia, figlio di Thomas Bridges, missionario protestante inglese, e nella Terra del Fuoco visse per quarant'anni, a fianco degli ultimi indios fuegini.
Per i fuegini Jahgan, Ona, Haush e Alakaluf, Estebán era Lanushwaiwa, ovvero «l’uomo dell’insenatura del picchio», ma anche Khueihei, l’«ostinato» o il «persuasivo», a seconda delle circostanze, oppure, dopo aver perso un dito nel 1908, Gooiyn u Whash terrh kamm, «la volpe dei monti senza un artiglio»...
Una testimonianza unica, un libro straordinario.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto... In Patagonia di Chatwin, Viaggio di un naturalista attorno al mondo di Darwin, agli amanti dei romanzi di Francisco Coloane e Luis Sepulveda
 
 
 

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