La trama e le recensioni di La mano di Fatima, romanzo di Ildefonso Falcones edito da Longanesi. Nei villaggi delle Alpujarras è esploso il grido della ribellione. Stanchi di ingiustizie e umiliazioni, i moriscos si battono contro i cristiani che li hanno costretti alla conversione. È il 1568. Tra i rivoltosi musulmani spicca un ragazzo di quattordici anni dagli occhi incredibilmente azzurri. Il suo nome è Hernando. Nato da un vile atto di brutalità – la madre morisca fu stuprata da un prete cristiano –, il giovane dal sangue misto subisce il rifiuto della sua gente. La rivolta è la sua occasione di riscatto: grazie alla sua generosità e al coraggio, conquista la stima di compagni più o meno potenti. Ma c’è anche chi, mosso dall’invidia, trama contro di lui. E quando nell’inferno degli scontri conosce Fatima, una ragazzina dagli immensi occhi neri a mandorla che porta un neonato in braccio, deve fare di tutto per impedire al patrigno di sottrargliela. Inizia così la lunga storia d’amore tra Fatima ed Hernando, un amore ostacolato da mille traversie e scandito da un continuo perdersi e ritrovarsi. Ma con l’immagine della mamma bambina impressa nella memoria, Hernando continuerà a lottare per il proprio destino e quello del suo popolo. Anche quando si affaccerà nella sua vita la giovane cattolica Isabel… Questo romanzo consacra Ildefonso Falcones maestro del thriller storico. Dopo La cattedrale del mare, miglior esordio narrativo del 2007, La mano di Fatima si distingue per l’accurata ricostruzione storica, la densità di avvenimenti, la narrazione imperniata sulla vicenda di un uomo di fronte alle eterne passioni, l’odio, l’amore, le disillusioni e le speranze coltivate all’ombra del potere oscuro dell’Inquisizione e della nobiltà. Ma è anche la storia, attualissima, di uno scontro fra religioni calato nell’epopea di un intero popolo: un mosaico di personaggi alle prese con innumerevoli colpi di scena capaci di emozionarci sino all’ultima pagina.
Ildefonso Falcones de Sierra (1959), avvocato specializzato in diritto civile, esercita a Barcellona, dove vive con la moglie e i quattro figli.
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ero rimasto cosi ben impressionato da "la cattedrale del mare" che mi aspettavo quantomeno un qualche cosa di simile: la delusione e' stata grande. poco scorrevole, esageratamente lungo e piuttosto scontato. si e' persa una buona occasione per descrivere un evento storico piuttosto importante.
3 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile
Ildefonso Falcones ama costruire romanzi che abbiano una ambientazione storica ben definita e credibile. Il filo generale degli avvenimenti è assolutamente vero e documentato o comunque plausibile. In mezzo a questo l'autore inserisce i personaggi di fantasia e le loro vicende.
Un bel lavoro che però in questo caso perde un pò di freschezza, la trama risulta più pesante , ci sono meno colpi di scena , meno fantasia appunto, che non nella "Cattedrale del mare" . Qui tutto incede più lento , la parte storica e descrittiva prende spesso il sopravvento sull'avventura e in qualche caso rischia di soffocarla.
Rimane una lettura interessantissima e comunque piacevole, una ricostruzione storica di accuratezza estrema , ma che nel "racconto" manca spesso di mordente, di vivacità.
3 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile
Gli scontri fra civiltà diverse, fra religioni diverse non sono una caratteristica della nostra epoca ma hanno attraversato come un lugubre filo nero tutta la storia moderna.Fra la metà del 1500 e l'inizio del 1600 si è consumato in Spagna, allora la prima potenza d'europa, un terribile scontro religioso che ha portato come conclusione alla deportazione di un popolo che abitava in quelle terre da diversi secoli e che fino allora aveva tranquillamente convissuto con i cristiani. La parte romanzesca di quest'opera è forse la meno interessante ( alcune invenzioni narrative come l'incontro sulle coste africane fra Fatima, Hernando e Rafaela e il successivo rientro in Spagna appaiono poco convincenti ) ma bisogna essere grati a Falcones per avere ricostruito un'epoca storica in apparenza lontana da noi con competenza e precisione.I lettori che hanno rimproverato l'eccessiva lunghezza di certe parti poco spettacolari dovrebbero capire che l'importanza di quest'opera è proprio la lomtananza da certi inutili romanzi alla Ken Follett. Hernando è un personaggio inventato ma è il simbolo di tanti uomini colti, miti, tolleranti che sono stati travolti e triturati dalla storia ieri come oggi. Purtroppo a vincere sono sempre i fanatici alla Filippo re cristianissimo di Spagna.
Indicazioni utili
Lettura consigliata
sì
Consigliato a chi ha letto...
A chi ama romanzi che descrivono un'epoca storica con precisione e competenza'eccessiva lunghezza di certe parti
3 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile
La lettura è poco scorrevole e ancor meno avvincente, niente a che vedere, secondo me, con "La cattedrale del mare".
Il frequente ricorso al flashback e alla narrazione di eventi storici, solo marginalmente legati alla vicenda, rallentano l'incedere della vicenda che, quindi, non cattura mai fino in fondo.
Nonostante il contenuto sia interessante e attuale, non coinvolge e cattura mai fino in fondo. Peccato!
1 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile
Un altro romanzo capolavoro di Falcones ambientato questa volta tra il '500 ed il '600 nell' Andalusia devastata dalle guerre di religione tra cattolici e musulmani. Un solo protagonista e moltissimi personaggi intorno a lui, un intreccio complicato ma per nulla macchinoso e mai scontato. Un' ambientazione affascinante ed un ritmo incalzante che non permette di riprendere fiato per tutta la durata della lettura.
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Sulla falsariga di Ken Follett,con "I pilastri della terra" e "mondo senza fine", Falcones scrive due ottimi romanzi come "La cattedrale del mare" e "La mano di Fatima". Entrambi avvincenti, ben scritti e istruttivi. Da leggere ma in santa pace per gustarli appieno.