Meglio per tutti dare la colpa a me
Letteratura italiana
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Opinioni inserite: 15
Orrore
E' un'insieme di volgarità. Chi spenderebbe mai dei soldi per certe schifezze?
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Qualcosa di vivo
Si sente qualcosa che si muove dentro leggendo le poesie di Domenico.
Si sente la sua anima che urla alla nostra, il suo cuore che batte tra le righe della sua poesia, si sente l'odore delle lacrime e dello schifo.
Si sente qualcosa di vivo.
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Non vale niente
Ragazzi questo libro è proprio brutto. Pieno di errori di grammaticali e senza senso alcuno. Non buttate i vostri soldi per schifezze del genere.
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Meglio per tutti dare la colpa a me
queste poesie sono un calcio in faccia, non hanno mezzi termini, ma sono davvero belle, consiglio a tutti, nessuno escluso, la lettura di questo libro
Continua così Nico
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Meglio per tutti dare la colpa a me
Nudo, diretto, crudo, senza fronzoli e false parole.
Sono così le cento poesie contenute in questo libro.
Cento poesie che ad una prima lettura potrebbero sconvolegere quasi..
Cento poesie che però, alla fine, ti fanno capire che si tratta semplicemente della realtà.
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Grazie Nico
Un mix di semplicità... Passione... Rabbia e disagio che vivono nell'animo dello scrittore ma che rispecchia la realtà di molti giovani ragazzi alle prese con l'amore e la vita di tutti i giorni....Un libro pieno di emozioni che fa riflettere....Grazie nico.... Mario e Roberta
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Meglio per tutti dare la colpa a me
Lercio come lui è nella vita reale, ignobile come è certo chi lo conosce...così è la sua poesia da bassifondi, da taverna di periferia, da bordello portuale, fatto di alcol e puttane che fanno da cornice alla tragedia del quotidiano.
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SCHEGGE DI FERRO
“SCHEGGE DI FERRO”
“la gente muore
e non si sa il perché.
la gente muore perché ha i polmoni distrutti
divorati,
da finissime fibre di ferro
provenienti dalla vecchia fabbrica,
che lavora i metalli, lì a cento metri da casa mia.
l’aria è gialla
te ne accorgi la sera,
quando vai a prendere le lenzuola
stese ad asciugare il giorno prima.
sono unte,
puzzano.
mia nonna è morta,
aveva il cancro ai polmoni
ma non ha mai fumato in vita sua.
la gente muore
e non si sa il perché.”
*
E schegge di ferro sono, anche le poesie di Domenico Cosentino, anche se le sue, per fortuna, non nuocciono alla salute, semmai alla psiche! Che verrà scossa, (s)gridata, (s)battuta, sollecitata.
È peccato questo?
Questo è essere intellettuale, a mio modesto modo di vedere e vivaddio.
“Meglio per tutti dare la colpa a me”, a lui, cioè, ché è davvero tutta colpa sua se queste forti, ferrigne, sanguigne, schiette poesie mi sono piaciute tanto.
E ora: "A lo rogo!"
Il sottoscritto, ovviamente. ;-)
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mhhh
non sarò acida come carmen, ma il libro non mi ha disgustato. la poesia non è solo petrarca o pascoli. è un pò tutto. ognuno scrive ciò che vuole. mi son piaciute molto le poesie " una storia normale" e "roma". a volte il linguaggio è volgare e prosaico, ma rende bene nell'insieme.
lo consiglio
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dove siamo finiti?!
se questa è poesia, che Dante, Petrarca, Hesse, Goethe resuscitino!!!!!!per cortesia...con quale presunzione parlate di poesia?!questa è schifezza pura...e se amate il nichilismo, la crudeltà o l'essere rozzi, bhè leggete Chuck Palahniuk e giudicate...ma per favore abbiate pietà e ritegno per voi stesso!e che qualunque fermi l'ego del Cosentino!!!pietààà
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Chi non la pensi come lui alzi la mano...
Quante cose in comune ho con questo ragazzo, quanti di loro non hanno vissuto avventure, pensieri simili... La differenza e che lui le sa raccontare, la sa personificare, le sa "vomitare" al meglio... Nonostante il dolore, la gioia, la curiosità che porta la vita, Consentino riesce a mettere su carta ciò che siamo veramente alla nostra età, scendendo giù nell'anima con le parole che tutti noi abbiamo dentro...ma non ne abbiamo il coraggio di buttarle fuori. Continua a scrivere perchè per te scrittore, vuol dire vivere, e non si mai...vivi abbastanza...sempre sulla tua strada...
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anche io
sono rimasta soddisfatta del libro di nico. già lo seguivo da un pò sul suo blog splinderiano e la sua crudezza, il suo modo di vedere le cose, non mi hanno mai delusa
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Il mio parere su "Meglio per tutti dare la colpa a
Ho ricevuto “Meglio per tutti dare la colpa a me”. Avevo promesso a Nico che l’avrei acquistato e l’ho fatto, ancora non ho avuto il tempo di fare un’ora di lunga fila alle poste per versare i 10 euro a Graus editore, ma lo farò nell’entrante settimana. Ho letto tutta il lavoro con molta attenzione e, anche se la mia formazione, ricevuta da genitori di fine ottocento, non mi permette di approvare pienamente né l’uomo, né l’etica usata, non può che assolvere l’autore e la sua opera.
Cosentino non è un poeta, Cosentino è un raffinato prosatore impregnato di poesia. Solamente brevi tratti del suo lavoro rasentano la liricità, ma bastano a farci conoscere la vastità del suo animo, la complessità dell’uomo bambino che è in lui. In “Non voglio”, dopo gli innumerevoli “non”, lui stesso trova una positività: , quindi si evince subito che Nico è prevalentemente uno scrittore.
Principalmente autobiografica, la sua terminologia scurrile e spinta diviene un’arte letteraria, un componimento difficile, non per tutti, perché non è facile possedere, né scrivere con un linguaggio come quello di Nico; è molto più difficile leggere un lessico volgare e osceno. Io, perplesso all’inizio, sono riuscito a leggerlo fino in fondo perché mi sono fatto prendere da quell’interesse che ti spinge a “vedere dove vuole arrivare”. E, non solo coraggio, ma ci vuole fiducia in se stessi, proprio quella che l’autore afferma sempre di non avere, la certezza di suscitare il desiderio di sapere e quindi di essere letto.
Desta enorme meraviglia la sua grande sincerità. L’artista, provocatorio, sprezzante, plateale, plebeo, non ha paura di raccontare le varie sfaccettature della sua vita; da grande uomo, spavaldo, sicuro di sè, spesso spaccone, verace “sciupafemmine” napoletano, bevitore e arrogante, non si vergogna di palesarsi stanco, solo, annoiato, fallito, desideroso di lasciarsi il mondo alle spalle, bisognoso di affetto, di amore, amante delle piccole cose, sognatore.
Apparentemente artista difficile da inquadrare, ecco che diventa squisito poeta quando scrive ; un passaggio di eminente lirismo, riscatto delle sue “malefatte”, se così mi è permesso chiamarle. Mentre provoca e disprezza la realtà, si commuove per un gattino abbandonato, confessa di non essere più quel Tigre che sembrava. Mentre fa capire che la donna è per lui solamente un oggetto, non disdegna di intenerirsi a scaldare i piedi freddi della sua compagna ed usa sovente il verbo amare coniugato in modi e tempi diversi. Dà ad intendere che è uno squattrinato, ma non si fa mancare nulla; che è un senza tetto, ma ha sempre un’abitazione nella quale passa molto tempo a pensare, a scrivere e a guardare il mondo dalla finestra. Guarda un mondo che non gli piace ma che non disdegna perché ne raccoglie e gusta i particolari. Dimostra di conoscere nei minimi particolari la sua città e la vive, la respira, la canta affascinato.
Molte pagine servirebbero ancora per descrivere la personalità e l’arte di Casentino, ma è doveroso essere brevi e concludo. Cosentino si sente poeta, non ha i tutti i crismi necessari, non è un rimatore, non è un classicista, non canta un cielo limpido ove qualche fiocco di nuvola di passaggio lo fa velare per un attimo, non canta la luce del sole che abbaglia e scalda, non propone atmosfere rarefatte, non inneggia a balsami beati dove l’animo riposa dalle lunghe traversie, ma è se stesso: scrive poesia a modo suo, scrive con l’impeto di chi non accetta ma persegue i suoi slanci incontrollati, mette in luce sentimenti e stile diversi e riesce ad essere egualmente romantico.
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bravo
Finalmente un bel libro di poesie che scarnifica il presente offerendocelo nudo e crudo così come spesso è senza incantamenti vari.
Cosentino conosce la ruvidezza della vita ma la sa attraversare
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Meglio per tutti dare la colpa a me
100 poesie che volano non puoi fermarti. ho letto il libro in un giorno. mi ha preso completamente.









