La biblioteca di notte La biblioteca di notte

La biblioteca di notte

Saggistica

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La presentazione e le recensioni di La biblioteca di notte, saggio di Alberto Manguel. Ancora una volta Manguel conduce il lettore nel mondo dei libri, debordante ed inesauribile come l'esperienza umana. La sua attenzione si concentra sulla biblioteca, luogo deputato a custodire e a tramandare la memoria passata. Dall'utopia di immortalità perseguita nell'antica Alessandria d'Egitto all'evanescenza dell'odierna Internet, la biblioteca, privata o pubblica, si presenta nel corso della storia come spazio di potere, di ordine, di identità, di immaginazione, di oblio, di mito, di sopravvivenza ma, soprattutto, di indiscussa libertà.

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La biblioteca di notte 2008-06-03 08:03:21 galloway
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galloway Opinione inserita da galloway    03 Giugno, 2008
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Il posto dove si cura l'anima

Il posto dove si cura l’anima. Ecco il luogo in cui le dimensioni dello spirito umano trovano la loro giusta collocazione: è la Biblioteca come Mito, Ordine, Spazio, Potere, Ombra, Forma, Caso, Officina, Mente, Isola, Sopravvivenza, Immaginazione, Identità, Casa e Ricordo. Non sono solo delle semplici e pretestuose classificazioni quelle che Alberto Manguel impiega in questo libro che si presta poco ad una tradizionale recensione.



Più che un libro potremmo dire che è una celebrazione della lettura e della persistenza della parola scritta nel tempo. Ha il fascino di una enciclopedia nel senso che lo si può leggere dall’inizio alla fine, com’è tradizione di tutti i libri, ma lo si può anche leggere qua e là, senza un preciso ordine, per scoprire cose note e sconosciute, familiari e dimenticate.



Alberto Manguel è scrittore, saggista, traduttore e curatore di fama internazionale, autore di molti libri vincitori di premi, tra cui il famoso “Manuale dei luoghi fantastici” e “Una storia della lettura”.



Nato a Buenos Aires, si è trasferito in Canada nel 1982, e ora vive in un piccolo villaggio della Francia, dove è stato nominato Ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere. Uno che di libri se ne intende, con un respiro internazionale.



Il libro comincia con il ricordo della sua biblioteca personale costruita nella Valle della Loira, una stanza idillica in cui la conoscenza e la memoria sono profondamente legate. Il suo tempo favorito da trascorrere tra quelle mura è quello della notte quando “il mondo può essere re-immaginato in tutta tranquillità” anche se egli è pronto ad ammettere che Montaigne rifiutava di stare nella sua biblioteca di notte.



Ho detto che Manguel affronta lo studio delle biblioteche da quindici punti di vista diversi, e se ci pensate bene, sono le tipiche prospettive da cui il bibliofilo/bibliomane osserva il mondo, che è allo stesso tempo il suo e quello degli altri, visto attraverso la lente dei suoi libri. Cambiano, allora, di volta in volta, nel tempo e nello spazio, i suoi pensieri, le idee, opinioni, interessi, obiettivi. Una lente visiva succede all’altra, le visioni si accavallano, si sommano, fino a deformarsi, perchè è la realtà stessa che è deforme. Un libro da leggere e rileggere, conservare e consigliare. Per il perfetto bibliofilo.

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