La folie Baudelaire La folie Baudelaire

La folie Baudelaire

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La presentazione e le recensioni di La folie Baudelaire, saggio di Roberto Calasso edito da Adelphi. Al centro di questo libro si trova un sogno dove l'azione si svolge in un immenso bordello che è anche un museo. È l'unico suo sogno che Baudelaire abbia raccontato. Entrarvi è immediato, uscirne difficile, se non attraversando un reticolo di storie, di rapporti e di risonanze che coinvolgono non solo il sognatore ma ciò che lo circondava. Dove spiccano due pittori di cui Baudelaire scrisse con stupefacente acutezza: Ingres e Delacroix; e altri due che solo attraverso di lui si svelano: Degas e Manet. Secondo Sainte-Beuve, perfido e illuminato, Baudelaire si era costruito un "chiosco bizzarro, assai ornato, assai tormentato, civettuolo e misterioso", che chiamò la Folie Baudelaire,("Folie" era il nome settecentesco di certi padiglioni dedicati all'ozio e al piacere), situandolo sulla "punta estrema della Kaméatka romantica". Ma in quel luogo desolato e attraente, in una terra ritenuta dai più inabitabile, non sarebbero mancati i visitatori. Anche i più opposti, da Rimbaud a Proust. Anzi, sarebbe diventato il crocevia inevitabile per ciò che apparve da allora sotto il nome di letteratura. Qui si racconta la storia, discontinua e frastagliata, di come la Folie Baudelaire venne a formarsi e di come altri si avventurassero a esplorare quelle regioni. Una storia fatta di storie che tendono a intrecciarsi - finché il lettore scopre che, per alcuni decenni, la Folie Baudelaire è stata anzitutto la città di Parigi.

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La folie Baudelaire 2009-01-16 15:03:29 gino spadon
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Opinione inserita da gino spadon    16 Gennaio, 2009

Esibendomi che male ti fo'?

I tasselli che formano questo libro sono come le losanghe di una veste d'Arlecchino. Ognuna, presa per se stessa, è raffinata, brillante, talvolta preziosa, ma ciò che ne risulta è un insieme di elementi discontinui, a volte caotici, che affaticano il lettore e che quasi nulla di nuovo ci dicono su Baudelaire. Nè molto ci dicono, del resto, del rapporto fra il poeta e i Délacroix, gli Ingres, i Manet, i Dégas, i quali sembrano convocati un po' alla spicciolata, non tanto per un confronto delle rispettive concezioni estetiche quanto per consentire al Calasso di mettere in mostra conoscenze che pur essendo di una vastità e di una varietà veramente straordinarie appaiono, in alcuni casi semplicemente esibite, ostentate, in quanto mancanti di un legame di necessità con l'assunto del libro.

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La folie Baudelaire 2008-11-21 10:27:49 Mirella
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Opinione inserita da Mirella    21 Novembre, 2008

La folie Baudelaire

Llbro molto interessante,culturalmente elevato,ricco di spunti per ulteriori approfondimenti.

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