La paziente n. 9
Letteratura italiana
Editore
Alessandro Defilippi, psicoanalista torinese, ha pubblicato le raccolte di racconti Una lunga consuetudine, con Sellerio, e Cuori bui, usanze ignote, con Antigone Edizioni. Per Passigli sono usciti i romanzi Locus animae, Angeli e Le perdute tracce degli dei. Per Einaudi ha pubblicato Manca sempre una piccola cosa (2010). Nel 2011 ha preso parte al progetto "Il romanzo di Roma" con il volume Danubio rosso. Ha inoltre collaborato alla sceneggiatura di Prendimi l'anima di Roberto Faenza.
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Opinioni inserite: 3
DISCESA VERSO L'INFERNO
“Non c’è fuga dal passato, aveva aggiunto. E nemmeno dalla sofferenza o dal male, ricorda. Con quella metà abbiamo a che fare.”
“ La Paziente n.9” di Alessandro Defilippi, editore Mondadori. E’ la prima opera che leggo di questo autore, e anche se in copertina viene definito un thriller, secondo me appartiene di più al genere noir, con dei risvolti thriller. La quarta di copertina riporta: “Quello che avete tra le mani è un romanzo dal ritmo serrato, che mozza il fiato……” . Tutt'altro, il ritmo è lento, pochissimi colpi di scena, nessun inseguimento e sparatoria. L’unico elemento per cui lo si potrebbe considerare un thriller è la presenza di un “Serial Killer”, il quale uccide le sue vittime con precisione e lucidità. Inizialmente sembra che questi omicidi efferati non siano collegati tra loro, ma andando avanti nella lettura si scopre che hanno un legame con dei fatti inquietanti del passato.
La cosa che mi ha colpito di più di questo libro è l’originalità della trama e la “location” nel Manicomio fatiscente di Pratozanino nei dintorni di Genova nel 1942. In quell'anno, arriva una nuova macchina per curare i malati che porta una certa eccitazione tra i medici: la TEC terapia elettroconvulsivante, elettroshock.
E' un romanzo con tanti personaggi non molto caratterizzati, che sono di contorno alla storia e passano via con una certa facilità. Anche i due personaggi principali, il colonnello Anglesio, colui che seguirà le indagini, e lo psichiatra tedesco Muller , che aiuterà il colonnello nelle indagini, non sono molto approfonditi, e serve intuito per comprendere la loro personalità, nascosta tra le righe. Infine c’è la Paziente n.9, che non appare molto nel libro, ma è un tassello importante per le indagini. Indagini che vengono ostacolate in ogni modo da segreti, paura e diffidenza di tutto il personale del manicomio.
In questo romanzo storico, la nota positiva è senz'altro lo stile semplice adottato dall'autore per narrare i fatti, una scrittura visuale per mezzo della quale le vicende sono descritte con realismo e i cambi di scena quasi cinematografici.
Con grande maestria l’autore è riuscito a rendere palpabile la paura, l’angoscia, l’ansia delle persone e l’atmosfera inquietante del posto.
E' un libro intenso, che fa riflettere sul lato oscuro dell’umanità. Le pratiche mediche sconvolgenti sono l'ennesima rappresentazione del male la cui descrizione accompagna i lettori in una lenta discesa verso l’inferno creato dall'uomo.
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NOIOSO
Ho cominciato a leggere questo libro prechè attratta dal genere e dalla trama ma non sono riuscita a leggere più di 80 pagine.....e per arrivare alle 80 pagine ho fatto davvero fatica! forse è colpa mia....forse ho letto davvero troppo poco ma non sono riuscita ad andare avanti.
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c'è qualcosa che........
Devo dire che ho letto questo libro con piacere ma purtroppo..........una volta terminato ho avuto una strana sensazione che ha pregiudicato il giudizio finale (o meglio, quello che penso, non mi permetto di giudicare !?!?!?!) !!!! Andiamo per ordine: l'idea in sè e la collocazione storica mi sono piaciute, così come la location (se così si può dire). L'idea di un manicomio nei pressi di Genova, con una storia che si snoda durante la seconda guerra mondiale le ho gradite, così come l'idea del protagonista, un agente delle SS che vi si rifugia, in preda ad un "risveglio" morale. Anche se, devo dire, i contorni del protagonista sono alquanto nebulosi e poco chiari. Forse qualche dettaglio in più avrebbe giovato alla storia. Il breve ritratto dei retroscena del periodo storico a livello di come un certo tipo di potere veniva esercitato e della precarietà della vita sotto i bombardamenti da parte degli alleati sono sicuramente suggestivi. L'intrigo della trama è apprezzabile e l'identità dell'assassino risulta (almeno per me) oscuro fino alle ultime pagine come il ruolo/senso della paziente n.9 stessa. Solo che.....una volta svelata......l'identità dell'assassino mi è risulatata poco credibile !!!!!!! Peccato. E' questo, molto, probabilmente ciò che mi lascia perplesso e che non mi ha fatto giudicare in modo del tutto positivo questo libro.
Ma comunque, come dico sempre, questa è solo la mia idea a proposito di un libro!









