La verità bugiarda La verità bugiarda

La verità bugiarda

Letteratura italiana

Editore




La presentazione e le recensioni di "La verità bugiarda", opera di Raul Montanari pubblicata da Baldini Castoldi Dalai.

Maggio 2004: un giovane traduttore italotedesco prende in affitto un bilocale in una villa milanese, dove vivono personaggi che nascondono tutti un segreto... come lui stesso, forse. E poco lontano, presso i binari della ferrovia, c’è un prato nel quale sono stati commessi due orribili delitti.
Il classico marchio di fabbrica di Montanari (un intreccio avvincente che inchioda il lettore, e al tempo stesso indaga a fondo un ambiente e le sue contraddizioni) si sposa in questo romanzo con un orizzonte ampio e rivelatore. Nella vicenda di Chris, che si addentra come un esploratore in una Milano enigmatica e fascinosa, percorsa da una trama terroristica che esploderà in un omicidio politico epocale, c’è spazio per raccontare le disillusioni di una generazione di venti-trentenni costretti a vivere sentimenti precari, lavori provvisori, rapporti familiari allo sfascio.
Ma alla fine la storia riserverà un ultimo doppio brivido inatteso, e i protagonisti riusciranno a inventarsi, sulle macerie di ciò che hanno perduto, un modo nuovo, sorprendente e fantasioso, per scommettere sul proprio futuro. E su quello di tutti.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0  (1)
Contenuto 
 
5.0  (1)
Piacevolezza 
 
5.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Indicazioni utili
 sì
 no
Commenti*
 
La verità bugiarda 2011-07-25 17:09:59 Bruno Elpis
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da Bruno Elpis    25 Luglio, 2011

Invito alla lettura di Bruno Elpis

Mentre leggo “La verità bugiarda”, la mia mente – evidentemente troppo abituata a cercar analogie e differenze – è soggiogata da un pensiero insistente. Mi chiedo: “Perché questa storia mi ricorda un film di Visconti che ho tanto amato?”
A pagina 267 Raul mi fornisce la risposta. Nel titolo-sequenza del ventinovesimo capitolo (i capitoli sono trentadue) compare “Gruppi di famiglia in un inferno”, ove inferno sostituisce “interno”.
“Ma allora ci avevo preso!”, esclamo con soddisfazione.
Come nel film, la vicenda si snoda attraverso la complessità di persone che, nell’ambito di uno stabile, intrecciano relazioni a volte ambivalenti e realizzano intersezioni dinamiche, intorno alla famiglia (madre, figlia e figlio) che affitta. Sullo sfondo due delitti irrisolti.
Ho appena il tempo di crogiolarmi in questa piccola soddisfazione, quella di aver colto un voluto riferimento al capolavoro cinematografico, che m’imbatto nell’epilogo del romanzo: da tragedia greca contemporanea!
E, nella tragedia greca, si sa, il complesso d’Edipo la fa da padrone. Tuttavia, come dicevo, ci sono varianti sul tema. Quello di Edipo è l’unico omicidio che non viene realmente commesso. E forse, proprio perché fantasmatizzato, è di una tale violenza scenica …
Infine, in ogni tragedia greca che si rispetti, sopraggiunge anche la catarsi. Una catarsi costruita seguendo la legge del contrappasso o, meglio, dell’inversione. In modo da bilanciare la rappresentazione del parricidio. Purificando il lettore inorridito.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Altre opere di Raul. A chi non l'ha mai letto e vuole emozioni forti.
Trovi utile questa opinione? 
20
Segnala questa recensione ad un moderatore