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La separazione del maschio

La separazione del maschio

Letteratura italiana

Autore Francesco Piccolo

Editore

Casa editrice Einaudi


La trama e le recensioni di La separazione del maschio, romanzo di Francesco Piccolo edito da Einaudi. Le troppe vite di un uomo a quarant'anni: il matrimonio, il desiderio, la paternità, il tradimento, il senso di colpa. E soprattutto, il sesso. Un romanzo scandaloso e disarmante come una confessione. Ci sono libri destinati a ricoprire il mondo con una coltre di parole. Ce ne sono altri che sollevano l'angolo del tappeto per vedere quanta polvere c'è sotto. Il maschio che parla in questo romanzo è un poligamo recidivo e impenitente, ma anche un padre capace di tenerezza e di attenzione, un marito allegro e appassionato. Il sistema in apparenza è semplice, basta scomporre le giornate in segmenti, per cercare di vivere molteplici vite: frammenti di tempo, storie parallele, frazioni di felicità possibile. Per non parlare del sesso, che è un pensiero costante: un'ossessione e una consuetudine, un linguaggio, un modo per entrare in contatto con il mondo esterno. Più ancora della seduzione e della conquista, più dell'amore che in forme diverse è parte fondamentale di ciascuna relazione. Ascoltando il suo racconto ci ritroviamo a ridere, sorridere e pensare, e mentre inorridiamo delle sue malefatte siamo costretti a riconoscere quanta verità ci sia nelle sue parole. È questo La separazione del maschio, dunque: la speranza (vana?) di riuscire a tenere tutto insieme, di dare e prendere felicità e piacere eludendo - spudoratamente - il senso di colpa. Dove per maschio s'intende davvero, genericamente, il maschio di uomo all'apice dell'età riproduttiva. E per separazione s'intendono due cose: quella, letterale, dalla moglie, a cui sembra condurre fatalmente il percorso del romanzo; e quella, fisica e metaforica, che divide all'interno dello stesso uomo gli impulsi e i sentimenti. Per scoprire, amaramente, che la felice separazione è un'utopia, perché lo spirito non è all'altezza di tanto filosofico materialismo.

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intimo

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Opinione inserita da francesco
15 Novembre, 2011
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Un libro non sul sesso, ma sul significato relazionale del sesso, dal particolare punto di vista di uomo che combatte con i propri fantasmi infantili.
La parte migliore è però quella sulla paternità, sulle paure, fatiche e gioie del genitore e sulle esigenze e naturali aspettative della figlia.
Ironico ma profondo.

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la separazione del maschio

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Opinione inserita da silvana
09 Aprile, 2011
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mi si è aperto il mondo maschile, ringrazio l'autore per questo,ed inoltre mi è piaciuta la metafora della separazione maschile e le debolezze espresse senza sensi di colpa.

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Niente di nuovo sotto il sole

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Opinione inserita da stefano
09 Settembre, 2009
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Un libro vuoto. Sostituendo le languide carezze alle scopate sarebbe un romanzo rosa, dei peggiori.

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la separazione del maschio

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Opinione inserita da umberto riccioni
29 Aprile, 2009
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è un libro ben scritto, coraggioso.

consiglio di leggerlo.

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Consigliato a chi ha letto... bellissimo
 

La complessità dell'amore

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Lunga riflessione del maschio protagonista sulla complessità dell'amare: le donne (soprattutto),i figli,il lavoro... quindi la vita nelle sue molteplici accezioni. Qualcuno vi dirà che è un libro sul sesso, un libro erotico. Non credetegli. "La separazione del maschio" parla molto di sesso, ne descrive i dettagli, persino gli odori, ma unicamente come modalità di entrare in relazione profonda con l'altro e sempre con sincero rispetto. Nessuna violenza nei pensieri e nelle azioni del "maschio", ma desiderio di conoscere la persona con cui in quel momento sta insieme, nella convinzione che nessuno può mai essere conosciuto interamente (nemmeno un figlio) e soprattutto nessuno può mai essere posseduto (tantomeno un figlio).

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Per quarantenni (uomini e donne) un pò vissuti

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exeter64 Opinione inserita da exeter64
20 Gennaio, 2009
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Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 2009
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I molti commenti che questo libro può generare sono quasi sempre relativi al suo contenuto scandaloso ed allo sfondo sessuale, così esplicito e morbosamente descritto da suscitare imbarazzo.

Il fatto è che noi quarantenni, uomini e donne senza distinzione, siamo al "giro di boa" di una vita a volte faticosa e difficile, spesso dolorosa e "lo spettro della fine", come scrive Piccolo riflettendo sugli anni che, trascorrendo inesorabilmente, insultano il nostro corpo, anche se lontano e vago, inizia a mostrarsi con tutta la sua oscura potenza devastatrice.

"L'orizzonte vago della decadenza spinge con tutte le forze verso il presente e quindi si compie finalmente la concretezza della vitalità, qui ed ora." Basta questa frase a far comprendere l'apparente immorale ed ossessiva ricerca di amore e sesso da parte del protagonista che, non dimentichiamolo, non ha un nome e quindi si fa portavoce e simbolo di istinti "primordiali" della natura umana.

Questo maschio, a suo modo, ama immensamente le sua donne, che siano amanti, moglie o figlia.

E le sue donne, ricordiamolo, sono stupende perchè "...conservano la loro bellezza nell'imperfezione, nelle tracce di decadimento".

Con uno stile apparentemente semplice ma avvincente, veniamo catapultati sin dall'inizio nel mondo interiore di questo personaggio che sarà anche scandaloso, amorale ed egoista, ma criticare è facile e sopratutto...chi è senza peccato scagli la prima pietra!

Da leggere per i tanti spunti e commenti che fornirà ad uomini e donne che hanno voglia e coraggio di guardarsi dentro

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........

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Opinione inserita da sabrina sarrocco
06 Gennaio, 2009
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Mi è stato consigliato come il libro indispensabile per capire fino in fondo l'essenza della mente maschile. Credo che ogni donna che ha qualche dubbio o difficoltà nel comprendere i pensieri degli uomini dovrebbe intraprendere questo percorso fino in fondo, cercando anche di superare la parte centrale del romanzo non brillante e scorrevole come quella iniziale e finale.

Indubbiamente Piccolo offre molti spunti di riflessione, alcune considerazioni sono condivisibili, altre potrebbero aprire un dibattito ma molte invitano a pensieri profondi...cosa mi ha colpito? "Non importa se ami qualcun'altra, l 'importante è che tu ami me.."..

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RIFLETTERE

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Opinione inserita da eleonora
06 Gennaio, 2009
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Per me è stato come leggere la separzione di una donna intesa non solo come mamma e moglie ma anche come amante ,quella più segreta e nascosta nella nostra anima.

So già che questo sembra impossibile, infatti come me molte non vogliono accettarsi ma leggere qusto libro mi ha fatto credere di non essere sola e di credere nella amore con la A maiuscola.

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sesso e religione

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Opinione inserita da renata
05 Gennaio, 2009
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Ciao Giovanni, mi frulla in mente il libro che mi hai prestato perchè, come già detto, mi ha coinvolto molto. Mi sono lasciata commuovere dalla storia tra padre e figlia e dall'impossibilità per noi adulti di preservare dalla distruzione l'innocenza, i sogni dei nostri figli. Siamo consapevoli e impotenti. Però io non mi sento di accettare passivamente questo. Mi domando perchè criticare la religione che prescrive l'indissolubilità del matrimonio o la monogamia e quindi lo sforzo per vivere ciò, non come sterile sacrificio o fustigazione come si potrebbe facilmente ironizzare, ma come modello relazionale che, con tutti i limiti di ogni convivenza, forse garantisce maggior serenità a chi più amiamo. Ma forse è sempre il punto di vista femminile e di chi non avverte l'esigenza sessuale in tali termini. Che senso hanno quelle relazioni, tutte poco trasparenti, per un individuo?

Insomma, tra quelle pagine ritrovo un mirabile esempio di non-senso tragico per l'esistenza di tutti dal quale sarei spinta a fuggire in tutti i modi, piuttosto che alzare le spalle e dire così va il mondo, e quindi anch'io. Ciao. Renata

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Poca roba

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Opinione inserita da Mauro
29 Dicembre, 2008
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Se davvero i pensieri del protagonista di questa storia dovessero essere rappresentativi della mentalità maschile, poveri uomini!

Non ci ho trovato nulla di nulla oltre ad una penosa ossessione per il sesso praticato fino allo sfinimento con qualsiasi donna gli capiti a tiro. Il resto, cioè l'amore per la moglie e per la figlia e la passione per il lavoro sono dichiarati ma mai mostrati nella loro essenza. Nulla preoccupa o impensierisce quest'uomo se non il timore che le sue attività erotiche siano scoperte.

Il maschio non ne esce granché bene, ma anche le femmine che lo circondano sembrano apprezzarlo proprio per quello che è!

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francesco piccolo

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Opinione inserita da giorgio
05 Novembre, 2008
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Piccolo scrive senza verve e non va oltre il tono già scialbo delle sue sceneggiature. il discorso che fa è vecchio e risaputo.

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la separazione del maschio

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inizialmente lo stile è frammentato così come le giornate descritte dall'autore e che sono spezzettate in piccoli eventi, la descrizione è a volte anche troppo meticolosa, tipo il cacao sul cappuccino, ma proseguendo nella lettura vieni attratto dalla semplicità della mente maschile, e a volte avverti che il comportamento tenuto dal protagonista è semplicemente egoistico e spudorato fino all'apice, ma frammisto ad una enorme carica di buon umore o di umorismo. Molto belli i pensieri che fa il protagonista quando riflette sulla figlia e sul futuro di entrambi.

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