Doppio cielo Doppio cielo

Doppio cielo

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Doppio cielo, opera di Giulio Angioni edita da Il Maestrale. Ha vent'anni Luisu quando dalle dolci colline della contadina Fraus il padrone lo spedisce in groppa al puledro Baieddu nella città che Mussolini s'è inventato intorno all'industria estrattiva del prezioso carbone sardo. Adesso ancora più pregiato, in anni di ambizioso sforzo bellico. Ignaro, anche se scosso da un brutto sogno premonitore, Luisu è atteso da una vita di miniera, sotto un cielo diverso da quello che ha conosciuto nella sua vita campestre: la volta nera del Pozzo Uno, centosettanta metri sotto terra. Stesso destino spetterà al suo cavallo, convertito in bestia da traino per cunicoli asfittici. Però Carbonia - la cittadina nuova nuova del Duce - e le sue miniere, accettate da Luisu con rassegnazione, sono anche un mondo che raccoglie disparati pezzi di mondo mai visti a Fraus. Pezzi maligni - come il capo mezzo teutonico che pare sempre spuntare dal nulla o le stesse insidie del lavoro in miniera - e benigni, come Dondi, il sovversivo toscano lì confinato, o come l'amore da scoprire nei pochi svaghi che la vita concede sotto il cielo di sopra. Ogni novità, comunque, nel male e nel bene, viene bruciata da Luisu con energia e curiosità giovanili. Per questo “Doppio cielo” è un perfetto romanzo di formazione, ma dai risvolti imprevedibili, ed è appunto un romanzo su altri “doppi”, sulla conoscenza dell'altro, della convivenza/conflitto fra più culture, e soprattutto del “doppio”, per non dire del multiplo, che sta dentro ognuno di noi.

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Doppio cielo 2011-12-29 15:43:50 triven
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triven Opinione inserita da triven    29 Dicembre, 2011
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Pozzo zero

Eccolo qui, il libro raro e appartato che tutti vorremmo incontrare. Vivido come il ricordo lancinante del passato, profondo come l'abisso intravisto in una tragedia greca, tenero come la gioventù, semplice e totale come il primo amore... questo e tanto altro è la storia di Luisu che si fa un corpo, un cuore e una testa da minatore, da bovaro che era... e sembra, forse, all'inizio, un idillio bucolico, mentre invece è un'immagine realistica ma anche surreale dell'insensatezza della guerra, la seconda mondiale, vissuta negli sprofondi della miniera mussoliniana di Carbonia, immaginando di uscirne a puntellare il mondo. Lo consiglio assolutamente.

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Doppio cielo 2011-12-28 17:23:34 taxan
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taxan Opinione inserita da taxan    28 Dicembre, 2011
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Cose profonde

Letto d’un fiato, come a 15 anni. E’ un libro significativo, non solo per me che fino a 12 anni di età ho vissuto in quel mondo, anche quando non si tratti di un buon lettore. Di grande maestria è la costruzione del racconto e la dimensione dotta del narratore, che trama la narrazione di un altissimo intertesto letterario, dalla rivisitazione del mito di Prometeo alla struttura profonda di tragedia - proprio alla maniera greca - che assume la vicenda di Luisu, che non può sottrarsi al destino di morte, anzi va incontro a questo destino come un eroe tragico. Grande si rivela questo scrittore nella dimensione simpatetica con i suoi personaggi e ancor nella straordinaria capacità di scandagliarne gli animi. Molto bello anche l’uso della lingua che va di pari passo alla maturazione della coscienza del protagonista e che passa dal irismo della prima parte - quando il narratore si fonde col suo personaggio e il suo monologo interiore - alla prosa referenziale della parte finale. E quella delicata dimensione di pudore con cui è avvolta la gioia del dono di sé, espressa solo con le parole: “Poi, nell’erba alta degli incolti de Is Loccis, quel pomeriggio Luisu ha capito molto meglio che cosa vuol dire avere un corpo nuovo”. Particolarmente mi ha toccato il rapporto d’amore con un animale ...Baieddu che ti sveglia all’alba con i suoi labbroni sul viso e sulla testa, ... finché si è fatto mandare in superficie a preparare e accompagnare Baieddu nello sprofondare, per tenerlo buono, consolarlo, che non gli muoia di crepacuore ...e se l’è tenuto abbracciato, così, sacchetta al collo e panno sugli occhi, finché ha cominciato a prendere e tenere una carruba con le labbra, soffiando a lungo quei suoi grandi soffi di paura, come singhiozzi di un bambino che ha già pianto troppo. Sensibilità e modo di esprimerla da grande scrittore.

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Doppio cielo 2011-12-26 09:20:54 Nur
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Nur Opinione inserita da Nur    26 Dicembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre, 2011
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Il cielo di sotto

Un bel romanzo italiano di formazione.
Un racconto antropologicamente e storicamente vero, e insieme commovemte. Gran bei personaggi. Ma il migliore è il puledro Baieddu, cavallino di miniera.
Certo la formazione di Luisu come minatore non è allettante come quella di Cenerentola che sposa il principe. Ma Doppio cielo è un racconto perfetto di una vita vissuta col salario della paura vivificata dal coraggio e dalla solidarietà e illuminata da pensieri di uguaglianza e di pace in un mondo in guerra mondiale. Tre indimenticabili personaggi, a parte i tanti "minori": il giovane Luisu che da bifolco si fa minatore, l'anarchico toscano Ferriero che con Lisu la fa da simpatico maestro in tutto, Marialuisa che ama Luisu. E c'è da aggiungere, infine ma non ultimo, il cavallino Baieddu, la cui fine commuove.




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