L'eretico
Editore
Carlo Adolfo Martigli abita in Liguria ma ha vissuto per anni a Livorno, con il padre architetto e violinista e la madre pianista. Da qualche tempo ha abbandonato una brillante carriera nel settore finanziario, per dedicarsi esclusivamente alla sua passione di sempre, scrivere. Profondo conoscitore della vita dell'antica Roma e dotato di una fervida vena narrativa, harealizzato diversi racconti per ragazzi. Ha pubblicato Lucius e il diamante perduto (Mondadori 2007), 999 L'Ultimo custode (Castelvecchi, 2009), un best seller capace di vendere 100 mila copie e di affascinare i suoi numerosi lettori con l'incredibile mistero di Pico della Mirandola.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 2
Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre, 2012
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inutile e incolore
L’eretico è il seguito di “999 l’ultimo custode”, un libro che per lunghi tratti mi era piaciuto molto, pur zoppicando nel finale. Ero quindi ansioso di leggere cosa accadesse dopo e la delusione è stata grande.
L’eretico, un mattone di circa 500 pagine, si svolge nella Firenze di Savonarola descritta (anche bene, devo dire) in contemporanea con la Roma di Alessandro VI. Nella storia piombano come paracadutati due monaci tibetani (!) che narrano quanto accaduto a Gesù nel periodo tra i 12 ed i 30 anni, cioè la parte della vita di Cristo che non viene raccontata nei vangeli. Il Messia sarebbe stato rapito in Palestina a 12 anni, trasportato in oriente dove avrebbe appreso tutti i segreti dei monaci tibetani e quindi sarebbe ritornato in patria accompagnato da un figlio, per nostalgia del passato; qui sarebbe andato incontro alla storia che sappiamo culminata nella crocefissione, ma nel racconto dei monaci Gesù non muore sul Calvario: durante il soggiorno in Tibet avrebbe appreso la capacità di cadere in catalessi e quindi niente resurrezione: se ne va tranquillamente a morire in Oriente dove si trova ancora oggi la sua tomba.
Non proprio blasfemo , ma quantomeno fuori dalle righe anche se questa storia fa comunque parte di alcune credenze popolari orientali.
Tutto è imperniato sul racconto dei monaci; gli intrighi dei Borgia, il personaggio di Savonarola, la carriera repentina di Giovanni de Medici, tutto resta sullo sfondo.
La narrazione non decolla mai , la trama è labile e la noia la fa da padrona: si ha proprio l’impressione che si faccia di tutto per allungare la minestra e così abbondano le parti descrittive a scapito di qualsiasi sussulto, colpo di scena o scena di azione. Da evitare.
Indicazioni utili
Un brutto scivolone per la casa editrice di Isaac
Quello che ho scritto alla Longanesi.
Egregi Signori,
se il libro di cui scrivo fosse stato pubblicato da un editore qualsiasi avrei storto il naso, avrei chiuso il volume e me ne sarei dimenticato.
Ma chi può vantare diversi Nobel fra i propri autori, non può permettersi errori così madornali.
Ecco perché ho deciso di scrivervi.
Parlo de "L'ererico", di Carlo A. Martigli.
Ho comprato il libro perché, tra le altre cose, si definiva "storico" e mi incuriosivano le vicende che narrava. Non avevo mai letto nulla dello stesso autore.
Pur con scarsa fluidità, sono arrivato al dodicesimo capitolo, un po' deluso dall'improvvisa comparsa dei templari (di questi signori ormai se ne parla anche nei libri di cucina).
A pagina 90 però, la prima del tredicesimo capitolo, c'era un errore ingiustificabile:
[...]
Come c'era un tempo per per morire e uno per vivere, così un tempo delle armi e uno delle arti, amava dire parafrasando il sacro Pentateuco.
[...]
Se posso sorvolare sull'ignoranza dell'autore sulle Sacre Scritture (farebbe però meglio a non citarle), è per me inspiegabile che nessuno, prima della pubblicazione, si sia accorto del grossolano errore.
Pensavo che un libro prima di essere pubblicato venisse letto da infallibili eruditi. Probabilmente mi sbagliavo.
Se c'è un modo per chiedere un rimborso o una sostituzione, vi prego di farmelo sapere.
Vi saluta cordialmente il vostro deluso lettore









