L'onore di Roma
Letteratura italiana
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L'onore di Roma
Un bel libro. Non manca nulla: azione, intrighi, passioni, intelligenza. Il tutto soppesato e calibrato a dovere, con equilibrio e senza strafalcioni; cosa non da poco. Le vicende sono verosimili e i personaggi si muovono in ambientazioni realistiche, ben descritte e ben calate nel periodo in cui si svolge il racconto. Non mancano piccole chicche storiche che fungono anche da divulgazioni didattiche. Questo sarebbe il terzo ed ultimo volume di una trilogia iniziata con "il legato romano". Io ho cominciato dalla fine ma non ho sofferto assolutamente la mancanza di riferimenti; questo romanzo potrebbe tranquillamente avere vita propria.
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L'onore di Roma
280 a.C.Dopo il fallito tentativo di Proculo di proclamarsi imperatore sulle Gallie,un altro legato,Marcello Bonoso avido,corrotto eroso dall'alcol,brama la porpora imperiale approfittando dell'assenza dell'Augusto Probo impegnato in una campagna an Asia,Bonoso stringe alleanze con i Bagaudi e i barbari al di là del Reno,e per l'ennesima volta l'ordine dell'impero vacilla.Il retore Marsilio,intelligente quanto coraggioso e altruista(probabilmente l'alter ego dell'autore),Il legato Stabiano,incorruttile e astuto,il capo bagaudo Barbaro crudele e sanguinario,fino ai servi,contadini,schiavi,sono essi protagonisti di vicende cruente,d'amore,odio,prove di coraggio e d'onore,in un susseguirsi continuo di colpi di scena.La solita capacità narrativa dell'autore,poi,fà di questo romanzo un piccolo capolavoro di intrattenimento e divulgazione storica.










Opinione inserita da barch76 28 Dicembre, 2010