Ali di babbo
Letteratura italiana
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ali di babbo
Forse per invidia di sardo non mi ero lasciato convincere da "Mal di pietre", pensavo che lo stile andasse più curato. Ma in "Ali di babbo" il racconto prende il sopravvento: dopo ogni libro ho fretta di iniziarne un altro, ma questa volta voglio godermi la stupenda sensazione che mi ha lasciato. Non è questione di paesaggi ripetitivi, che appunto si possono ammirare in un qualsiasi dépliant turistico: è la bellezza della vicenda che la rende universale, o almeno può parlare a molti, uomini e donne. Alcune espressioni sono fulminanti. Certo che Milena Agus non inventa nulla: ma se è per questo, nessun autore ha mai inventato nulla, solo re-inventa l'esistente e ce lo racconta a modo suo. E' per questo che la letteratura non morirà mai.
Brava Milena! Spero di incontrarti, prima di morire.
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ALI DI BABBO
Milena Agus si ripete. La struttura di Ali di Babbo richiama - anche nei profumi – la vecchia Sardegna de Il Mal di Pietre: un profilo di donna con atipica condotta ed una adolescente che ne racconta le abitudini e vicissitudini con la grazia e delicatezza di chi con ingenuità coglie se non il senso delle cose (sarà poi rilevante?) almeno il vero movente. E così Madame vive apertamente la sua sessualità come mezzo per raggiungere l’amore e la nostra giovane voce narratrice ne svela la profondità umana al di là dei naturali giudizi morali. Cosi è se vi pare! E quel che pare è che anche questa volta Milena Agus riesce a farci volare (con le ali di babbo) e sorvolare sugli effetti della solitudine, condizione comune. Sfrutta come escamotage lo sfruttamento edilizio sull’Altra Sardegna ma è solo un espediente: la vera speculazione che turba l’autrice è il rifiuto della nostra società alla semplicità di esistere che è fatto di accoglienza e generosità mentale ... e di magia. Da leggere.
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Leggerezza e stravaganza
Milena Agus miscela sapientemente leggerezza e stravaganza. Ne esce un romanzo delizioso dove i misteri della femminilità e del sesso, l'amore edipico e il desiderio, la nostalgia e il dolore, s'impastano e si fondono sino a darci un racconto che esorbita dagli stili consueti della letteratura. Buona lettura:)
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ali di babbo
Una Sardegna chiusa nei suoi sentimenti forti e quasi impermeabili, ma letti come paradigma di ogni unanità vera e autentica. Una quattordicenne che osserva dolori, lutti, sesso e giochi della sorte con tono asciutto, lucido, ma anche inconsapevolmente ironico. Una storia semplice, seppur crudele, che tocca il tragico e il comico con uguale delicata leggerezza.
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nuovo capolavoro della Agus
Bellissimo il nuovo libro della Agus. La sua prospettiva ironica sul mondo e` sempre fresca e invitante. Le descrizioni della sua amata Sardegna sono liriche. Il linguaggio volutamente semplice scorre liscio e trasmette grandi emozioni.
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Ali di babbo
Terza prova narrativa inferiore alla precedente (Mal di pietre).Si ritrovano, è vero, intatti alcuni aspetti che ci hanno fatto apprezzare la scrittrice sarda:freschezza di sguardo, buona tenuta stlilistica, linguaggio semplice ma sapienemente sorvegliato, eccellenti descrizioni naturali dell'isola;ma ora tutto questo è risaputo e non ci emoziona più.










Opinione inserita da Mara 10 Marzo, 2008