La trama e le recensioni di Che la festa cominci, romanzo di Niccolò Ammaniti edito da Einaudi. Benvenuti al party del secolo. L'Italia fatta a pezzi in una festosa ed esclusiva Apocalisse. Nel nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti gli ultimi Cavalieri dell'Apocalisse fanno riunioni sataniste in una pizzeria di Oriolo Romano. Uno scrittore di successo da anni non scrive più una riga. Un palazzinaro si compra dal Comune di Roma un parco pubblico di 170 ettari per farne la sua residenza privata. E organizza la festa esclusiva e imprevista del secolo. Nel nuovo romanzo di Ammaniti, l'immaginazione anarchica insieme a una lucidità senza scampo che fruga e rivela ogni nostro più vergognoso segreto. Niccolò Ammaniti è nato a Roma. Ha pubblicato da Mondadori Nel nome del figlio, un saggio sull'adolescenza scritto insieme al padre (1995), Fango (1996) e Ti prendo e ti porto via (1999). Presso Einaudi sono usciti un suo racconto nell'antologia Gioventú cannibale (1996), i romanzi Branchie (1997) e Io non ho paura (2001) e la raccolta di storie a fumetti Fa un po' male (2004), sceneggiata da Daniele Brolli e disegnata da Davide Fabbri. Vive con Marcello, una grossa e vorace salamandra messicana. Ha scritto un racconto per l'antologia Crimini e ha partecipato a Il mio nome è nessuno. Global Novel (2005). I suoi libri sono tradotti in numerose lingue.
Che la festa cominci
| 3.7 (19) |
Letteratura italiana
| Autore | Niccolo Ammaniti |
Editore
| Casa editrice | Einaudi |
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 19
Quasi troppo triste per essere divertente
Le situazioni sono molto comiche, ironiche, satiriche. Ma il riso mi si congela pensando che ci siano veramente troppe gente su questa pianeta che hanno tutto nella vita e pensano di avere niente. Che vedono tutto in una maniera strana (come lo scrittore). Che si trovano in situazioni insoportabili (come Mantos) di cui devono uscire. E poi succede vero che qualcuno non solo pensa ma prende un arma e uccide tante persone. Da un lato sembra che siamo molto vicino al grande successo (con un libro, un canzone, X-Factor, Grande Fratello, un sito nel Internet) ma siamo anche sempre troppo vicino a essere disoccupato, etc. Non ci basta più una vita normale. Un lavoro che paga le bolle, figli che crescono, etc. Pensiamo che ci volessi di più. E questo crea la insodisfazione.
Quindi il libro è divertente (al momento di Simon&Garfunkel anche a me è scapata un urlo di risata), una satira che finisce un pò come i libri di Stephan King, ma mi fa pensare anche molto.
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| Lettura consigliata | sì |
assurdo quanto illuminante
originale e completamente folle.
ironico, pungente, imprevedibile ma soprattutto divertente.
un libro che ti spoglia di tante sovrastrutture e ti rende libero di credere che forse c'è un altro modo di vedere le cose.
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| Lettura consigliata | sì |
per ridere un pò
sicuramente non è uno di quei libri che ti trasmettono chissà cosa..ma sicuramente è molto piacevole..non è uno di quei libri pesanti, anzi è ti fa fare quattro risate con delle scene assolutamente diverteni..
è un ottimo libro per chi ha voglia di leggere qualcosa di non impegnativo in qualsiasi momento della giornata, anche in metropolitana o durante un viaggio perchè no??
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| Lettura consigliata | sì |
un allenamento da non pubblicare
non mi è piaciuto, gli altri libri dello stesso autore sono di una forza e contenuti che poco hanno a che vedere con quest'ultima pubblicazione.
Anche a me ha dato l'impressione che gi restasse da "pagare la veranda" e che abbia deciso di pubblicare la prima fesseria che gli è venuta in mente, allungando oltretutto uno dei racconti già pubblicati.
Peccato, è evidente la capacità di saper scrivere ma qualche lettore starà più attento nel comprare il suo prossimo libro, fossi stata lui (e magari sapessi scrivere così!) non l'avrei pubblicato.
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| Lettura consigliata | no |
Non è il migliore
Sicuramente è ad un livello più basso di "Come Dio comanda" e " Ti prendo e ti porto via",pure di Branchie,forse. In ogni caso è un libro veramente divertente, non tanto per la critica all'Italia che ci sta (qualcuno deve pur farla!!) ma per il linguaggio ironico tipio di Ammaniti. E' un grande, questo è sicuro, ed il finale , che sinceramente non mi aspettavo, ha migliorato ulteriormente il mio giudizio. Si è divertito, ha sparato un pò sul facile (il palazzinaro, i calciatori, se stesso) però rimane comunque un gran bel libro.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | Branchie, Matihias Faldbakken e La sindrome del pescecane |
Una cocente delusione
Ho letto tutto di Ammaniti, tutto e tutto d' un fiato. Per leggere quest' ultimo ho faticato, già le prime pagine non mi sono piaciute granchè e via via sempre peggio. L' ho abbandonato per diverse settimane e l' ho ripreso solo perchè curiosa di cosa si fosse potuto inventare per il finale. Brutto, mi dispiace, ho molto amato tutti i suoi lavori ma questo è una fatica, per chi lo legge e penso anche per lui che l' ha scritto.Spero vivamente che il prossimo lavoro sia semplicemente diverso.
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| Lettura consigliata | no |
Ironico ed infine Malinconico.
Devo precisare che è stato il mio primo libro di Ammaniti.
Dopo questo racconto ho sentito la necissità di leggermi tutti gli altri.
Personalmente ho molto gradito questo libro, anche perchè oltre a ritrarre l'italia dei nostri tempi ..bla bla bla.. la componente più divertente è l'ironia che ci mette Ammaniti!
Inoltre io sono nato è cresciuto vicino Villa Ada, dove è ambientato il racconto ed ho molti ricordi felice di quel posto per questo mi sono sentito come da subito a casa.
Io lo consiglio. Fate voi!
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| Lettura consigliata | sì |
meglio One Piece
Questo non è un romanzo, è la sceneggiatura per un acrtone animato della seri9e One Piece.
Ammaniti non ha voglia di lavorare, e trova il modo per derubare i soldi.
E qualcuno lo elogia pure, per la serie cornuto e mazziato, oltre al danno la beffa.
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| Lettura consigliata | no |
| Consigliato a chi ha letto... | consiglio a chi guarda solo i cvartoni animati giapponesi che trasmette Italia 1. |
divertente
Non avevo mai letto nulla di Ammaniti (ma sono molto curiosa di leggere "come Dio comanda" e "Ti prendo e ti porto via")ma ho trovato il libro molto carino. Anzi, il termine corretto è divertente. Perchè i personaggi sono talmente strani da risultare molto divertenti, e la storia è così esagerata e ridicola che inevitabilmente strappa un sorriso al lettore. Ovviamente però, la vicenda è una chiara critica al mondo lussuoso, ricco ed esuberante dei famosi. Risulta molto scorrevole, lo stile è molto diretto.
Postilla:ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo la lettura dell'inizio del libro, interpretato dallo stesso Ammaniti accompagnato da un'altra persona e devo dire che "recitato" il libro rende davvero molto!
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| Lettura consigliata | sì |
Che la festa cominci
Già dopo poche pagine la festa sembra già iniziata, è quella dello scanzonato mondo di Ammaniti, che tutti i suoi lettori conoscono. Questa volta i nuovi attori presenti in scena, i convitati, sono gli “infangati” vip. Solitamente le maschere surreali vengono appoggiate dall’autore sul volto di persone qualunque, ma qui si osa di più e si cade nel farsesco con scrittori, editori, veline e accozzaglia varia.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | "Ti prendo e ti porto via", "L'ultimo capodanno dell'umanità" in "Fango", "Branchie" |
E festa sia
Stupendo, divertentissimo.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | a chi sa leggere Ammaniti |
Riflessivo
Stile inconfondibile quello del Niccolò. Trama molto leggera,lettura scorrevole.
Ma profondamente riflessivo.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | A chi ama questo autore, in ogni suo genere. |
che la festa cominci
Scusate ma... ne ho letto di min...te ma come questa mai! Un accrocchio senza senso, dentro c'è di tutto, il satanismo, la società becera, l'apocalisse, le catacombe, gli animali predatori, i borgatari, gli arricchiti. Una roba assurda! E poi, cosa di cui nessuno si è accorto è praticamente la fotocopia ingigantita di un romanzo precedente dello stesso scrittore: l'ultimo capodanno (un'altra boiata!)
MORALE DELLA FAVOLA?
Aridatemi i soldi del biglietto!!!
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| Lettura consigliata | no |
che la festa cominci
solito buon libro tragi/comico di ammaniti. si legge molto facilmente e in breve tempo. fa riflettere sui valori effimeri dei nostri tempi dove veline e tronisti sono i nuovi "dei". pur non raggiungendo la bellezza di "ti prendo e ti porto via" , rimane un buonissimo libro e lo consiglio.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | come dio comanda |
Che la festa cominci
Lo stile che usa Ammaniti non lo usa nessun altro. Avendo letto "Ti prendo e ti porto via" e "Come Dio comanda" (stupendi!) mi aspettavo di più. Comunque il libro si legge molto velocemente, buon intreccio, colpi di scena. Finale inaspettato.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | I precedenti libri di Ammaniti |
strano caso...
Non avevo mai letto nulla di ammaniti e lo consideravo, per ciò che sentivo dire, uno dei migliori autori italiani.
Devo ammettere che scorrendo le righe del suo ultimo lavoro, non si fa certo fatica a comprendere...Il libro si può leggere tuto d'un fiato perchè lo stile ed il linguaggio aiuta la scorrevolezza.
A parte le molte parolacce, che non credo si addicano ad uno scrittore veramete importate e non credo nemmeno siano simbolo di maggior realismo, trovo che la storia veramente inutile.
Mi sembra quasi che, non sapendo più dove andare a finire, Ammaniti si sia inventato lo stupidissimo finale che ci ha regalato. Non voglio immaginare che si sia approcciato al suo nuovo romanzo, con in mente la conclusione a cui è arrivato!
Un voto al limite della sufficienza, solo perchè si legge comunque volentieri.
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| Lettura consigliata | no |
Che la festa cominci di Niccolò Ammaniti
Che la festa cominci di Niccolò Ammaniti
Einaudi Stile libero Big
Quarta di copertina: Benvenuti al party del secolo.
L’Italia fatta a pezzi in una sfrenata ed esclusiva Apocalisse.
Sottotitolo “Quel che resta dell’Italia…”ovvero una favola rovesciata
Un Ammaniti inedito per certi versi; toltasi la pesantezza di testi più grevi, si è lasciato scivolare una storia impazzita che ricorda certi musical degli anni ottanta dove tutto è esagerato e paradossale ( ma non troppo). La trama, in breve, è quella di un parvenu della peggior specie, Sasà Chiatti, un immobiliarista/palazzinaro, cafone quanto non basta e megalomane all’ennesima potenza, il quale organizza una super-mega festa a Roma, a Villa Ada, sua proprietà, ed invita “Tutti i nomi che contano” del rutilante mondo dei VIP. Ci sono proprio tutti, politici, attori e attoruncoli, artisti di svariati generi, calciatori, donne e donnine inconsistenti se non ornate di bellezza, per lo più rifatta, elefanti, tigri e quant’altro, insomma un campionario e una fauna umana, archetipi di una specie tanto stigmatizzata e, al contempo, corteggiata dai mass media perché spettacolarizza e sensazionalizza! C’è lo scrittore di successo, “Tu sei forte, tu sei bello, tu sei imbattibile, tu sei incorruttibile, tu sei un …AH…AH…Cantautore”, Fabrizio Ciba, preoccupato solo del suo ego e dell’immagine che deve dare di sé. Da antologia cinefila, la scena…”Con un colpo gli strappò la chiavetta USB da 40 gb dal collo…” del grande autore dei capolavori della letteratura italiana degli anni settanta, ormai cadavere. Ci sono le belve di Abaddon, una patetica setta satanica di Oriolo Romano, il cui leader Saverio Moneta cerca nel male un riscatto alla sua tapina e fantozziana vita. Una folla di personaggi affolla la scena narrativa, impazza in preda ad un’euforia lugubre da bolgia infernale, è una festa tragicomica, iperrealistica e sopra le righe dall’inizio alla fine. Un’umanità tronfia e ridicola, persa nel suo isterico vaneggiare, tesa ad inseguire e perseguire, spesso il nulla, cieca nel non vedere il precipizio che gli si para di fronte. Sono scene apocalittiche, in tono mondano, fatuo e satirico, quelle che si palesano davanti agli occhi dei lettori, dove tutto è esasperato fino al parossismo, la comicità graffia e irride. Sembrano tutti delle marionette senza umanità e sensibilità, omnia transeat… “Con il tempo, anche questa brutta esperienza sarebbe passata, avrebbe perso la sua drammaticità e l’avrebbe ricordata con un misto di divertimento e di rimpianto”, gli Umani si orientano come certi voltagabbana della politica e non. Critica feroce all’ex URSS, gli atleti sovietici partecipanti alle olimpiade del ’60 a Roma che preferiscono alla vita soffocante in Unione Sovietica quella altrettanto soffocante, ma libera delle catacombe: alla prigionia della mente, la libertà di scelta… Siamo una società, si spera una parte, alla deriva, travolti da quell’onda anomala, “ l’acqua della condotta esplose dal bacino ed aprì una voragine nella terra e sfondò la volta di tufo di una galleria che passava proprio sotto il lago, e cominciò a riempirla come fosse un’enorme tubazione”, che tracima e porta a galla senza una razionale selezione. Certo che siamo anni luce lontani dalla morale manzoniana della peste che amministra la giustizia separando i vizi dalle virtù; i confini tra il male e il bene non sono più tracciabili, tutto può essere accettato, importante che raccolga consensi e plausi pubblici. Il romanzo non è un pamphlet, Ammaniti non è un fustigatore delle storture e delle deviazioni di certa umanità, ma come gli artisti di razza, imbastisce una favola, ma rovesciata, non sono protagonisti gli animali umanizzati, bensì gli uomini animalizzati in tutta la loro ferinità. Dialoghi comici e battute mordaci contrappuntano uno stile attuale e carico di vena sardonica dove galleggia ciò che resta della nostra “Povera Patria” , gli avanzi di un pranzo o di una cena mal digerita.
L’autore Niccolò Ammaniti è nato a Roma nel 1966. Ha pubblicato Fango 1996, Branchie 1997, Ti prendo e ti porto via 1999, Io non ho paura 2001, Come Dio comanda. Dei suoi libri sono stati tratti film di successo, di importanti registi. E’ pubblicato in 44 Paesi e il suo sito ufficiale è all’indirizzo www.niccolòammaniti.com.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | Ammaniti e i suoi romanzi ed ha visto le ottime trasposizioni cinematografiche di alcuni suoi scritti. |
davvero divertente, intrigante e piacevole
lo consiglio a tutti
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| Lettura consigliata | sì |
Che la festa cominci
" Era evidente che Satana avesse usato Gerry Scotti per comunicare con lui"...Assolutamente spassoso questo nuovo romanzo di Ammaniti, più divertente e leggero rispetto agli altri suoi lavori, nonostante l' autore riesca anche qui, tra una risata e l' altra, a far venire a galla il marcio, il frivolo e il lato brutto della società- bene tanto splendente e luccicante agli occhi dei "comuni mortali"... I protagonisti sono... spassosi! E' ancora il termine giusto!, si va dallo scrittore-latin lover con sindrome da foglio bianco al capo- setta con moglie aguzzina e suocero tiranno, ai personaggi di contorno che sono caricature esasperate (ma non troppo) di tanti volti che popolano tv e salotti altolocati, e la supermegafesta del palazzinaro Chiatti( chissà se vi ricorderà qualcuno in particolare?!?)è tanto pacchiana ed esagerata da poter quasi essere vera...Non mancano neanche le babbucce con monogrammi!! Insomma, ancora una volta complimenti ad Ammaniti, anche dismessi i toni gravi e le ambientazioni scomode che tanto bene racconta, sa farsi leggere con piacere e voglia di non chiudere mai il libro!!
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