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Che la festa cominci

Che la festa cominci

Letteratura italiana

Autore Niccolo Ammaniti
Sito autore Visita il sito di Niccolo Ammaniti

Editore

Casa editrice Einaudi


La trama e le recensioni di Che la festa cominci, romanzo di Niccolò Ammaniti edito da Einaudi. Benvenuti al party del secolo. L'Italia fatta a pezzi in una festosa ed esclusiva Apocalisse. Nel nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti gli ultimi Cavalieri dell'Apocalisse fanno riunioni sataniste in una pizzeria di Oriolo Romano. Uno scrittore di successo da anni non scrive più una riga. Un palazzinaro si compra dal Comune di Roma un parco pubblico di 170 ettari per farne la sua residenza privata. E organizza la festa esclusiva e imprevista del secolo. Nel nuovo romanzo di Ammaniti, l'immaginazione anarchica insieme a una lucidità senza scampo che fruga e rivela ogni nostro più vergognoso segreto. Niccolò Ammaniti è nato a Roma. Ha pubblicato da Mondadori Nel nome del figlio, un saggio sull'adolescenza scritto insieme al padre (1995), Fango (1996) e Ti prendo e ti porto via (1999). Presso Einaudi sono usciti un suo racconto nell'antologia Gioventú cannibale (1996), i romanzi Branchie (1997) e Io non ho paura (2001) e la raccolta di storie a fumetti Fa un po' male (2004), sceneggiata da Daniele Brolli e disegnata da Davide Fabbri. Vive con Marcello, una grossa e vorace salamandra messicana. Ha scritto un racconto per l'antologia Crimini e ha partecipato a Il mio nome è nessuno. Global Novel (2005). I suoi libri sono tradotti in numerose lingue.

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Opinioni inserite: 39

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Un'escalation di terrore

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isabella82 Opinione inserita da isabella82
20 Gennaio, 2012
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Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 2012
4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Il primo Ammaniti, quello acerbo che usava la crudezza per suscitare il disgusto e la reazione certa da parte del lettore è sempre presente e lo ritroviamo sicuramente in questo libro. A questo suo "cannibalismo" si aggiunge una costruzione più sicura e matura del racconto, creando delle micro situazioni destinate al percorso che ciascuno dei suoi personaggi compie. Forse questa scelta può apparire artificiosa e a tratti forzata, ma è complementare al raggiungimento di un certo climax che altrimenti con una scrittura lineare e consequenziale non avrebbe sicuramente ottenuto.

Personalmente lo trovo un libro avvincente, per nulla banale. Descrive l'abbandono, la solitudine e la disperazione. Ci spiega come può la nostra mente reagire talvolta a situazioni senza via d'uscita, senza davvero esagerare se pensate.

Leggetelo e poi ditemi se non vi ricorda certi casi di cronaca recenti.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto... Ti prendo e ti porto via, Fango, Branchie
 

Brodo TRASH ! Il brodo più annaccquato che c'è!

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Opinione inserita da Alex0691
03 Gennaio, 2012
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1 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Utilizzare due storie completamente diverse che si svolgono contemporaneamente e finiscono per intrecciarsi poteva essere un metodo interessante.
Un poco come quei brani dei Beatles che partono romantici e poi svelano un'anima rock.
Invece la storia raccontata è assolutamente stereotipata e senza alcun approfondimento dei personaggi.
Anzi questi, tantissimi e di cui molti assolutamente inutili al racconto e tutti tracciati esclusivamente con i loro caratteri morfologici ed fisiognomici, sono utilizzati come la doppia riga quando dovevamo fare un tema al Liceo e le idee languevano : allunga il brodo.
La storia poi è assolutamente incosistente!
BOCCIATO!

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Consigliato a chi ha letto... I fumetti trash.
 

Delusione

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2 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Parte bene, le idee ci sono, ma poi finisce in un caos insensato e privo di significati o finalità. Non mi è piaciuto.

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Una grottesca Apocalisse urbana

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5 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Maestro nel tratteggiare con grande ironia le degenerazioni umane, Ammaniti narra in questo romanzo della più grande festa che la storia moderna di Roma ricordi.
A tale mondano evento, organizzato dal discusso palazzinaro Sasà Chiatti, sono invitati politici, calciatori, attrici, modelli, registi, ed il lettore potrà viverlo in prima persona attraverso la narrazione del rampante scrittore Fabrizio Ciba, del satanista infiltrato Saverio Moneta, o degli altri invitati alla festa del secolo.
Come già nel racconto L’ultimo capodanno dell’umanità, Ammaniti accompagna il lettore nel crescendo degli eventi, in un piacevolissimo climax di incroci fra i diversi protagonisti, culminante in una grottesca e tragicomica Apocalisse, che vedrà addirittura l’intervento di misteriosi abitanti delle catacombe romane (quasi un tributo a Lovecraft).
Un romanzo gradevole, ironico, dai personaggi tratteggiati con grande ironia, critico verso i cliché del mondo della bella vita romana; una lettura appassionante, leggera, lontana dalle atmosfere plumbee del precedente Come Dio comanda.

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Consigliato a chi ha letto... Straconsigliato agli amanti di Ammaniti! Ma sarà apprezzato anche dai lettori di Benni, Carlotto, e perchè no, di Welsh, Richler e Douglas Adams.
 

AMMANITI DI NUOVO AMMANITI.

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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.
23 Settembre, 2011
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Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 2011
4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Un altro Ammaniti per antonomasia.
Non c'e' storia d'amore ne' finale da batticuore ma l'ironia e' immancabile.
Una parodia dei nostri tempi, portata all'estremo per gli eventi pazzeschi che poi tanto pazzeschi non sono...
La superficialita' della gente, il magico mondo "droga sesso successo e silicone " dello star system, la vita umana che sembra avere sempre meno valore.
Ebbene si signori e signore : l'autore ci fa ridere, un sacco a mio parere, e lo fa proponendoci delle pagine talmente assurde che poi non ti resta che fermarti un istante e chiederti quanto la realta' disti dalla fantasia dell'autore.

Per chi ama lo scrittore, sicuramente da aggiungere alla libreria.

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Consigliato a chi ha letto... le altre opere di Ammaniti, Stefano Benni.
 

L'ultimo capodanno (10 anni dopo)

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8 persone su 8 hanno trovato questa recensione utile

Ammaniti ritorna alle origini e rispolvera le atmosfere surreali di Fango e di Branchie, conducendo nuovamente i lettori in un mondo tragico ed allo stesso tempo divertente, popolato di uomini e di donne che, pur nella loro eccessività, rappresentano tutti i difetti degli Italiani di oggi.
Così come l'Ultimo Capodanno raccontava l'Italia degli Anni '90 e sempre attraverso la metafora di una festa, questo nuovo libro di Ammaniti parla dell'Italia del 2000, dei palazzinari arricchiti di dubbia provenienza che sposano modelle e/o attrici, della sub-cultura italiana che trova spazio solo nei talk show televisivi, degli scrittori che più che bravi sono belli,dell'ignoranza della c.d. Upper Class che osanna lo scrittore televisivo ed ignora un Premio Nobel, della frustrazione profonda della "gente comune".
Ammaniti torna ad essere, dopo la parentesi brillantemente tragica di "Come Dio Comanda", di nuovo lo scrittore comico, brillante, dissacrante, costruttore di trame tanto intricate quanto perfette che avevamo conosciuto.
Bentornato!

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Paradosso contemporaneo

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10 persone su 10 hanno trovato questa recensione utile

Da un lato, l'Italia peggiore che conosciamo. Quell'Italietta fatta di apparenze, di eccessi, di finti intellettuali, che nella penna di Ammaniti superano l'essere la caricatura di se stessi (cosa che putroppo sono giá nella realtá, senza che ci sia bisogno di ricorrere alla finzione letteraria) per diventare grotteschi e paradossali.
Dall'altro, personaggi in cui si miscelano il malessere della triste provincia, uno sguardo irriverente sulla cronaca, leggende suburbane.
Il tutto per offrire al lettore uno spunto di riflessione, se non una critica della nostra societá, nello stile e nel linguaggio che rende Ammaniti riconoscibile fra tutti.

Condivido l'opinione di chi non lo ritiene il migliore fra i romanzi di Ammaniti, ma sicuramente da leggere.

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una festa paradossale

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6 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile

Ammaniti è un genio!
Credo che questo libro la dica lunga sulle capacità dell'autore. Soggetti paradossali ma verosimili, situazioni ancora più paradossali e sempre meno verosimili, il tutto con una narrativa fluida ed incalzante che tra le pieghe a tratti senza filo logico fa risaltare varie personalità, spettri e sfacettature della nostra società..con uno stile ironico ed introspettivo che trovo solo in questo autore.

A mio modesto parere il miglior libro di Ammanite..che consiglio a tutti!

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Consigliato a chi ha letto... gli altri libri dell'autore
 

Un tuffo nella miseria del nostro tempo...

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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666
03 Mag, 2011
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Ultimo aggiornamento: 03 Mag, 2011
11 persone su 11 hanno trovato questa recensione utile

Beh che dire? Passato il primo disorientamento che mi ha provocato la lettura di questo libro che ho trovato avvincente e affascinante, passo ad esprimere le mie impressioni. L'autore ci regala un affresco colorito delle miserie del nostro tempo, situazioni che pur esasperate, dal suo sapido raccontare, si può riconoscere le icone in cui la società in cui viviamo è immersa come una farfalla colorata in una marea di fango maleodorante.
Ed ecco le sette sataniche, ridicolizzate perchè i loro adepti sono psicopatici o persone con gravi problemi esistenziali, gli scrittori con i loro vizi e le loro manie, i loro complessi di inferiorità, i vip con il gossip scandalistico che comunque serve a dare popolarità e attenzione dal pubblico. Le scene sessuali, invischiate in questo contesto, sono a mio avviso un po' volgari, ma forse volutamente rese tali perchè esprimono il vuoto interiore dei personaggi...
L'ironia dell'autore non ci risparmia niente e pone il suo sguardo impietoso anche dove noi preferiremmo non vedere e distogliamo il nostro con il tipico disgusto di persone perbeniste e benpensanti. In questa bolgia si introduce la festa che è poi il "clu" del libro, una festa che dovrebbe portare piacere e gioia e invece ci regala situazioni mefistofeliche di sangue e di morte.
Per le situazioni alquanto drammatiche e per il linguaggio in certi momenti scurrile e privo di tatto consiglio comunque questa lettura solamente agli adulti.
Per il resto, posso dire che dal momento che io l'ho trovato interessante, è adatto a un'utenza che comunque ha lo stomaco forte e non si turba per nessuna situazione.
Consigliato, pur con le riserve che ho espresso.
Saluti.
Ginseng666

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Consigliato a chi ha letto... Gli altri libri di Ammanniti...
 

Caotico

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Ho letto altri libri di Ammaniti...ma questo non mi è piaciuto per niente!!1 Io l' ho trovato poco scorrevole, i personaggi sono surreali ed il romanzo diventa tragi-comico...mi ha ricordato vagamente Stefano Benni ( che a me personalmente piace molto, ma il suo è un genere più ironico).
Insomma non riesco a capire come possa passare da libri come ti prendo e ti porto via, Come Dio Comanda, e Io non ho paura a libri come questo...

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Che la festa cominci"

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3 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

Un libro folle, avvincente dalla prima pagina, divertentissimo nel finale. Due storie opposte che si intrecciano nel più grande evento della "Roma bene" degli ultimi anni, dove Ammaniti sottolinea gli aspetti più raccapriccianti della Roma dei Vip, dove materialismo e apparenza sono i valori fondanti. Finale surreale, a sorpresa.

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grottesco e iperrealista

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3 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

il libro si ispira al primo racconto contenuto in "fango",sempre di ammaniti,anzi, diciamo che ne è una versione riveduta e corretta dove il leit motif rimane sempre la critica alla società consumistica propinata dai media.i personaggi sono perlopiù buratttini privi di ideali che si muovono in una gabbia dorata, dove lo squallore la fa da padrone,ma che importa? per esserci bisogna apparire, spendere, possedere, accoppiarsi. non ci sono vincitri nè vinti , e il finale diventa una bolgia infernale dove però esiste ancora una possibilità di redenzione...

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Consigliato a chi ha letto... gli altri romanzi di ammaniti e non solo
 

Che la festa cominci

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Buona l'idea generale del libro ma non mi sento di dire altrettanto della realizzazione.
La parte relativa ai personaggi della setta satanica la trovo una scelta commerciale, dal momento che è stato argomento di attualità non molto tempo fa ed è descritta per luoghi comuni, in maniera del tutto superficiale.
Bella l'idea di una grande festa a Villa Ada dove convogliano tutti i VIP : attori, scrittori, calciatori, veline e chi più ne ha più ne metta.
Ma è anche vero che è un mondo sul quale è facile sparare a zero, andando a pescare il peggio che la nostra società possa offrire riscuotendo facili consensi. Trovo sicuramente del vero in ciò che ironicamente l'autore descrive, ma tutto un po scontato.
Inutili le scene di sesso inserite fuori contesto, tanto per mettere un po di pepe nel racconto ma senza un fine nella trama.
E infine la storia, volutamente surreale, nella parte centrale sembra un film d'azione americano con avvenimenti esagerati e i nostri eroi che ce la fanno sempre per un pelo, un po stile "Die Hard" ma all'italiana.
L'unico personaggio che salvo è Bocchi, il chirurgo suo "amico". Un'ottima caricatura dalla quale escono, a mio avviso, le parti più divertenti e le migliori riflessioni del libro (bella quella relativa alle "figure di merda")
Insomma, trovo il libro un calderone di argomenti di attualità, gossip, luoghi comuni, che tutto sommato si lascia leggere, offre qualche buono spunto, strappa una risata ogni tanto, ma che in definitiva non mi ha convinto.

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Non so spiegarlo...

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Proprio non so spiegarlo. Ho letto quasi tutto di Ammaniti, ma questo libro è stato l'unico che è si piacevolissimo da leggere (come ho gia' scritto, ha un modo splendido di scrivere), ma forse il lato farsesco delle situazioni descritte ha fatto perdere di incisività.
non è detto che uno scrittore debba sempre essere monotematico, o mono-stile, ma mi ha lasciata un po' perplessa sebbene le descrizioni così estremizzate di qualsiasi evento/persona volessero necessariamente colpire l'immaginario (che talvolta è meno reale del reale, vedi gheddafi in questi giorni a roma...)e portarci là dove siamo effettivamente proiettati: al ridicolo in ogni sua parte.
ciononostante, come ho detto prima, non mi ha lasciato l'impressione di un bel libro. piacevole, scorrevole, malinconicamente ironico, cinicamente reale, tragicamente odierno... forse il ridere di se stessi ci porta a trasporre la realtà in un modo decisamente lontano da noi. come se vedessimo un film che ci rappresenta in tutte le nostre parti ma noi non ci vogliamo riconoscere e ne prendiamo le distanze...

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Che la festa cominci

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Dilo Opinione inserita da Dilo
13 Giugno, 2010
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Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 2010
5 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Raramente capita di imbattersi nella lettura di un libro così godibile, è veramente divertente, un ritratto di una società (la nostra) all'apice della sua decadenza. Emblematica la frase di uno dei personaggi VIP che dice "non esistono più le figure di merda", Già perché Ammaniti ci conduce all'interno di uno di quegli eventi veramente esclusivi dove "se sei lì o sei VIP o sei un cameriere", e con i VIP, non è stato sicuramente gentile.
L'intreccio è ben costruito e i personaggi sono ben costruiti, di ognuno di loro c'è una visione a 360°, infatti non si sa fino alla fine per chi tifare: scrittore o satanista?.
LEGGETELO!

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Esilarante

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3 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Non si può fare a meno di ridere dall'inizio alla fine!!
E' il terzo libro che leggo di Ammaniti e rispetto agli altri due questo ha un tono decisamente diverso, più leggero e terribilmente irriverente. Si prende gioco del mondo dei "vip" con un sarcasmo pungente e descrivendo delle situazioni davvero troppo divertenti.
Un libro molto piacevole...da leggere!!!

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geniale,reale ma..divertente

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gio gio 2 Opinione inserita da gio gio 2
29 Mag, 2010
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Ultimo aggiornamento: 30 Mag, 2010
4 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile

E' il primo libro di Niccolo' Ammaniti che leggo...ho trovato davvero geniale e diveretente il suo modo di ironizzare sui vizi e le poche virtu della societa',senza cinismo,perche' qualcuno ovviamente si salva...Nel cuore di Roma,nel palazzo Sasa' Chianti, viene organizzata una festa-evento mondano alla quale prenderano parte personaggi piu' in vista del momento ,atrici,veline,atricette,donne super rifatte,calciatori super arricchiti e via dicendo...tra questi uno dei protagonisti Fabrizio, giovane scrittore famoso ma mediocre,un personaggio "finto" che finge in ogni modo di mostrarsi quello che non e'...!!!in ogni senso!L'altro protagonista Saverio...infelicemente sposato.. con una donna sterile e nevrotica...la classica super rifatta dei nosrti giorni...per trovare un senso alla sua vita,Saverio,fonda una piccola setta satanica..Da un cero punta vista puo' infondere un certo sconforto rendendoci ben conto che siamo circondati da personaggi FINTI che cercano SOLO di apprarire e schiavi.loro stessi.di questi stereotipi. Ma ripeto,i personaggi i VERI esistono anche in questa storia...anche se, inervitabilmente, sono vitteme pure loro dei mali dei nostri giorni....leggete e vedrete!!!

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Consigliato a chi ha letto... UN po' a tutti...per sorridere sulle ipocrisie della nostra societa' e...cambiando argomento...scusate gli errori...ho rotto gli occhiali!!!!
 

Catarsi desiderabile o vaneggiamento da psicofarm

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Opinione inserita da Pulpaola
04 Mag, 2010
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2 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile

Descrizione di una festa notturna orribile ed orrorifica organizzata da un "briatore-gaucci" pazzoide e sconsiderato per TUTTI i vip della Capitale che verranno (in gran parte) spazzati via da un'onda purificatrice.
Purtroppo (o per fortuna) i sopravvissuti non avranno imparato nulla dall'orrore e continueranno a riprodurre meschinerie, fatuità ed egoismo come se niente fosse.
Solo una cantante e una coppia di ragazzotti ne usciranno migliorati.
Chi ne ha approfittato per sparire regredirà ad una dimensione animale.
Spero che l'autore non fosse sotto psicofarmaci o droghe varie.
Il risultato ne verrebbe inficiato.

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Consigliato a chi ha letto... Il Signore delle mosche/ La fattoria degli animali
 

Che la festa cominci.

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Opinione inserita da stefano
17 Aprile, 2010
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2 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile

Il nostro caro Niccolò ci ripropone il crescendo corale del "L'ultimo capodanno" a più di dieci anni di distanza. I ragazzi sono cresciuti, Cristiano, lo studente fuori corso, è diventato l'impiegato Saverio (l'unico personaggio che possa definirsi tale), ma l'inadeguatezza di trovarsi in questo mondo quasi per sbaglio è rimasta, eccome!
L'autore sposta la mira dal mondo dei Normali al serraglio dei Vip, ma non fa fuoco quasi mai (figuriamoci centro!), lasciandosi addosso personaggi sbiaditi e situazioni irrealmente incompiute, e ben diverse da quelle assurdamente reali a cui ci ha abituato.
Le idee erano buone, Niccolò, non so perchè tu abbia mancato l'occasione e non abbia osato di più!
Magari regalandoci una prospettiva nuova, e più cattiva, dei riccastri, degli arrivati, dei Vips, delle veline, della decadenza italica, perchè oramai la storia la conosciamo bene e rischi di non stupirci più differenza di come hai fatto in passato!
Forza!

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Consigliato a chi ha letto... Sarebbe meglio non avvicinarsi ad Ammaniti con questo titolo.
 

Impietoso

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andrea70 Opinione inserita da andrea70
07 Aprile, 2010
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Ultimo aggiornamento: 07 Aprile, 2010
6 persone su 8 hanno trovato questa recensione utile

Impietoso ritratto della società moderna con tutti i suoi limiti ed i suoi eccessi.
Il sottile confine tra l'essere e l'apparire, tra successo e fallimento, l'effimera esistenza di chi ha costruito la sua vita sopra "travi ballerine" come cantava qualcuno anni fa, in alto si ma instabile e col rischio di crollare rovinosamente.
Un libro molto divertente ma è un riso amaro quello che ci strappa perchè anche le situazioni più assurde sono realistiche e tanti, troppi, personaggi partoriti dalla fantasia dell'autore hanno il loro inquietante doppio in carne ed ossa nella società di oggi .
Ammaniti è stralunato, a tratti volgare, irriverente ma soprattutto impietoso con i falsi miti ed i falsi ideali che siamo tanto bravi a criticare ma ai quali troppo spesso buttiamo un'occhio di invidia.

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Quasi troppo triste per essere divertente

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Opinione inserita da SandraDo
11 Marzo, 2010
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Le situazioni sono molto comiche, ironiche, satiriche. Ma il riso mi si congela pensando che ci siano veramente troppe gente su questa pianeta che hanno tutto nella vita e pensano di avere niente. Che vedono tutto in una maniera strana (come lo scrittore). Che si trovano in situazioni insoportabili (come Mantos) di cui devono uscire. E poi succede vero che qualcuno non solo pensa ma prende un arma e uccide tante persone. Da un lato sembra che siamo molto vicino al grande successo (con un libro, un canzone, X-Factor, Grande Fratello, un sito nel Internet) ma siamo anche sempre troppo vicino a essere disoccupato, etc. Non ci basta più una vita normale. Un lavoro che paga le bolle, figli che crescono, etc. Pensiamo che ci volessi di più. E questo crea la insodisfazione.
Quindi il libro è divertente (al momento di Simon&Garfunkel anche a me è scapata un urlo di risata), una satira che finisce un pò come i libri di Stephan King, ma mi fa pensare anche molto.

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assurdo quanto illuminante

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Opinione inserita da addis
08 Marzo, 2010
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1 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile

originale e completamente folle.
ironico, pungente, imprevedibile ma soprattutto divertente.
un libro che ti spoglia di tante sovrastrutture e ti rende libero di credere che forse c'è un altro modo di vedere le cose.

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per ridere un pò

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Opinione inserita da eli
05 Marzo, 2010
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sicuramente non è uno di quei libri che ti trasmettono chissà cosa..ma sicuramente è molto piacevole..non è uno di quei libri pesanti, anzi è ti fa fare quattro risate con delle scene assolutamente diverteni..
è un ottimo libro per chi ha voglia di leggere qualcosa di non impegnativo in qualsiasi momento della giornata, anche in metropolitana o durante un viaggio perchè no??

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un allenamento da non pubblicare

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Opinione inserita da consuelo
01 Marzo, 2010
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9 persone su 10 hanno trovato questa recensione utile

non mi è piaciuto, gli altri libri dello stesso autore sono di una forza e contenuti che poco hanno a che vedere con quest'ultima pubblicazione.
Anche a me ha dato l'impressione che gi restasse da "pagare la veranda" e che abbia deciso di pubblicare la prima fesseria che gli è venuta in mente, allungando oltretutto uno dei racconti già pubblicati.
Peccato, è evidente la capacità di saper scrivere ma qualche lettore starà più attento nel comprare il suo prossimo libro, fossi stata lui (e magari sapessi scrivere così!) non l'avrei pubblicato.

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Non è il migliore

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Opinione inserita da Enrico
27 Febbraio, 2010
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3 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

Sicuramente è ad un livello più basso di "Come Dio comanda" e " Ti prendo e ti porto via",pure di Branchie,forse. In ogni caso è un libro veramente divertente, non tanto per la critica all'Italia che ci sta (qualcuno deve pur farla!!) ma per il linguaggio ironico tipio di Ammaniti. E' un grande, questo è sicuro, ed il finale , che sinceramente non mi aspettavo, ha migliorato ulteriormente il mio giudizio. Si è divertito, ha sparato un pò sul facile (il palazzinaro, i calciatori, se stesso) però rimane comunque un gran bel libro.

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Consigliato a chi ha letto... Branchie, Matihias Faldbakken e La sindrome del pescecane
 

Una cocente delusione

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Opinione inserita da SONIA IACOBAZZI
17 Febbraio, 2010
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6 persone su 11 hanno trovato questa recensione utile

Ho letto tutto di Ammaniti, tutto e tutto d' un fiato. Per leggere quest' ultimo ho faticato, già le prime pagine non mi sono piaciute granchè e via via sempre peggio. L' ho abbandonato per diverse settimane e l' ho ripreso solo perchè curiosa di cosa si fosse potuto inventare per il finale. Brutto, mi dispiace, ho molto amato tutti i suoi lavori ma questo è una fatica, per chi lo legge e penso anche per lui che l' ha scritto.Spero vivamente che il prossimo lavoro sia semplicemente diverso.

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Ironico ed infine Malinconico.

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Opinione inserita da Pierantonio
04 Febbraio, 2010
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2 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

Devo precisare che è stato il mio primo libro di Ammaniti.
Dopo questo racconto ho sentito la necissità di leggermi tutti gli altri.
Personalmente ho molto gradito questo libro, anche perchè oltre a ritrarre l'italia dei nostri tempi ..bla bla bla.. la componente più divertente è l'ironia che ci mette Ammaniti!
Inoltre io sono nato è cresciuto vicino Villa Ada, dove è ambientato il racconto ed ho molti ricordi felice di quel posto per questo mi sono sentito come da subito a casa.
Io lo consiglio. Fate voi!

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meglio One Piece

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Opinione inserita da gianni
01 Febbraio, 2010
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6 persone su 11 hanno trovato questa recensione utile

Questo non è un romanzo, è la sceneggiatura per un acrtone animato della seri9e One Piece.
Ammaniti non ha voglia di lavorare, e trova il modo per derubare i soldi.
E qualcuno lo elogia pure, per la serie cornuto e mazziato, oltre al danno la beffa.

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Consigliato a chi ha letto... consiglio a chi guarda solo i cvartoni animati giapponesi che trasmette Italia 1.
 

divertente

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3 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Non avevo mai letto nulla di Ammaniti (ma sono molto curiosa di leggere "come Dio comanda" e "Ti prendo e ti porto via")ma ho trovato il libro molto carino. Anzi, il termine corretto è divertente. Perchè i personaggi sono talmente strani da risultare molto divertenti, e la storia è così esagerata e ridicola che inevitabilmente strappa un sorriso al lettore. Ovviamente però, la vicenda è una chiara critica al mondo lussuoso, ricco ed esuberante dei famosi. Risulta molto scorrevole, lo stile è molto diretto.
Postilla:ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo la lettura dell'inizio del libro, interpretato dallo stesso Ammaniti accompagnato da un'altra persona e devo dire che "recitato" il libro rende davvero molto!

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Che la festa cominci

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6 persone su 9 hanno trovato questa recensione utile

Già dopo poche pagine la festa sembra già iniziata, è quella dello scanzonato mondo di Ammaniti, che tutti i suoi lettori conoscono. Questa volta i nuovi attori presenti in scena, i convitati, sono gli “infangati” vip. Solitamente le maschere surreali vengono appoggiate dall’autore sul volto di persone qualunque, ma qui si osa di più e si cade nel farsesco con scrittori, editori, veline e accozzaglia varia.

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Consigliato a chi ha letto... "Ti prendo e ti porto via", "L'ultimo capodanno dell'umanità" in "Fango", "Branchie"
 

E festa sia

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3 persone su 7 hanno trovato questa recensione utile

Stupendo, divertentissimo.

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Consigliato a chi ha letto... a chi sa leggere Ammaniti
 

Riflessivo

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3 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Stile inconfondibile quello del Niccolò. Trama molto leggera,lettura scorrevole.

Ma profondamente riflessivo.

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Consigliato a chi ha letto... A chi ama questo autore, in ogni suo genere.
 

che la festa cominci

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Opinione inserita da cesare
20 Dicembre, 2009
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9 persone su 18 hanno trovato questa recensione utile

Scusate ma... ne ho letto di min...te ma come questa mai! Un accrocchio senza senso, dentro c'è di tutto, il satanismo, la società becera, l'apocalisse, le catacombe, gli animali predatori, i borgatari, gli arricchiti. Una roba assurda! E poi, cosa di cui nessuno si è accorto è praticamente la fotocopia ingigantita di un romanzo precedente dello stesso scrittore: l'ultimo capodanno (un'altra boiata!)

MORALE DELLA FAVOLA?

Aridatemi i soldi del biglietto!!!

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che la festa cominci

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2 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

solito buon libro tragi/comico di ammaniti. si legge molto facilmente e in breve tempo. fa riflettere sui valori effimeri dei nostri tempi dove veline e tronisti sono i nuovi "dei". pur non raggiungendo la bellezza di "ti prendo e ti porto via" , rimane un buonissimo libro e lo consiglio.

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Consigliato a chi ha letto... come dio comanda
 

Che la festa cominci

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1 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Lo stile che usa Ammaniti non lo usa nessun altro. Avendo letto "Ti prendo e ti porto via" e "Come Dio comanda" (stupendi!) mi aspettavo di più. Comunque il libro si legge molto velocemente, buon intreccio, colpi di scena. Finale inaspettato.

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Consigliato a chi ha letto... I precedenti libri di Ammaniti
 

strano caso...

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Opinione inserita da francesco
04 Dicembre, 2009
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1 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile

Non avevo mai letto nulla di ammaniti e lo consideravo, per ciò che sentivo dire, uno dei migliori autori italiani.
Devo ammettere che scorrendo le righe del suo ultimo lavoro, non si fa certo fatica a comprendere...Il libro si può leggere tuto d'un fiato perchè lo stile ed il linguaggio aiuta la scorrevolezza.
A parte le molte parolacce, che non credo si addicano ad uno scrittore veramete importate e non credo nemmeno siano simbolo di maggior realismo, trovo che la storia veramente inutile.
Mi sembra quasi che, non sapendo più dove andare a finire, Ammaniti si sia inventato lo stupidissimo finale che ci ha regalato. Non voglio immaginare che si sia approcciato al suo nuovo romanzo, con in mente la conclusione a cui è arrivato!
Un voto al limite della sufficienza, solo perchè si legge comunque volentieri.

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Che la festa cominci di Niccolò Ammaniti

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Arcangela Cammalleri Opinione inserita da Arcangela Cammalleri
17 Novembre, 2009
Top 50 Opinionisti
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Ultimo aggiornamento: 31 Mag, 2011
9 persone su 11 hanno trovato questa recensione utile

Che la festa cominci di Niccolò Ammaniti
Einaudi Stile libero Big
Quarta di copertina: Benvenuti al party del secolo.
L’Italia fatta a pezzi in una sfrenata ed esclusiva Apocalisse.

Sottotitolo “Quel che resta dell’Italia ”ovvero una favola rovesciata
Un Ammaniti inedito per certi versi; toltasi la pesantezza di testi più grevi, si è lasciato scivolare una storia impazzita che ricorda certi musical degli anni ottanta dove tutto è esagerato e paradossale ( ma non troppo). La trama, in breve, è quella di un parvenu della peggior specie, Sasà Chiatti, un immobiliarista/palazzinaro, cafone quanto non basta e megalomane all’ennesima potenza, il quale organizza una super-mega festa a Roma, a Villa Ada, sua proprietà, ed invita “Tutti i nomi che contano” del rutilante mondo dei VIP. Ci sono proprio tutti, politici, attori e attoruncoli, artisti di svariati generi, calciatori, donne e donnine inconsistenti se non ornate di bellezza, per lo più rifatta, elefanti, tigri e quant’altro, insomma un campionario e una fauna umana, archetipi di una specie tanto stigmatizzata e, al contempo, corteggiata dai mass media perché spettacolarizza e sensazionalizza! C’è lo scrittore di successo, “Tu sei forte, tu sei bello, tu sei imbattibile, tu sei incorruttibile, tu sei un …AH…AH…Cantautore”, Fabrizio Ciba, preoccupato solo del suo ego e dell’immagine che deve dare di sé. Da antologia cinefila, la scena…”Con un colpo gli strappò la chiavetta USB da 40 gb dal collo…” del grande autore dei capolavori della letteratura italiana degli anni settanta, ormai cadavere. Ci sono le belve di Abaddon, una patetica setta satanica di Oriolo Romano, il cui leader Saverio Moneta cerca nel male un riscatto alla sua tapina e fantozziana vita. Una folla di personaggi affolla la scena narrativa, impazza in preda ad un’euforia lugubre da bolgia infernale, è una festa tragicomica, iperrealistica e sopra le righe dall’inizio alla fine. Un’umanità tronfia e ridicola, persa nel suo isterico vaneggiare, tesa ad inseguire e perseguire, spesso il nulla, cieca nel non vedere il precipizio che gli si para di fronte. Sono scene apocalittiche, in tono mondano, fatuo e satirico, quelle che si palesano davanti agli occhi dei lettori, dove tutto è esasperato fino al parossismo, la comicità graffia e irride. Sembrano tutti delle marionette senza umanità e sensibilità, omnia transeat… “Con il tempo, anche questa brutta esperienza sarebbe passata, avrebbe perso la sua drammaticità e l’avrebbe ricordata con un misto di divertimento e di rimpianto”, gli Umani si orientano come certi voltagabbana della politica e non. Critica feroce all’ex URSS, gli atleti sovietici partecipanti alle olimpiade del ’60 a Roma che preferiscono alla vita soffocante in Unione Sovietica quella altrettanto soffocante, ma libera delle catacombe: alla prigionia della mente, la libertà di scelta… Siamo una società, si spera una parte, alla deriva, travolti da quell’onda anomala, “ l’acqua della condotta esplose dal bacino ed aprì una voragine nella terra e sfondò la volta di tufo di una galleria che passava proprio sotto il lago, e cominciò a riempirla come fosse un’enorme tubazione”, che tracima e porta a galla senza una razionale selezione. Certo che siamo anni luce lontani dalla morale manzoniana della peste che amministra la giustizia separando i vizi dalle virtù; i confini tra il male e il bene non sono più tracciabili, tutto può essere accettato, importante che raccolga consensi e plausi pubblici. Il romanzo non è un pamphlet, Ammaniti non è un fustigatore delle storture e delle deviazioni di certa umanità, ma come gli artisti di razza, imbastisce una favola, ma rovesciata, non sono protagonisti gli animali umanizzati, bensì gli uomini animalizzati in tutta la loro ferinità. Dialoghi comici e battute mordaci contrappuntano uno stile attuale e carico di vena sardonica dove galleggia ciò che resta della nostra “Povera Patria” , gli avanzi di un pranzo o di una cena mal digerita.

L’autore Niccolò Ammaniti è nato a Roma nel 1966. Ha pubblicato Fango 1996, Branchie 1997, Ti prendo e ti porto via 1999, Io non ho paura 2001, Come Dio comanda. Dei suoi libri sono stati tratti film di successo, di importanti registi. E’ pubblicato in 44 Paesi e il suo sito ufficiale è all’indirizzo www.niccolòammaniti.com.

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Consigliato a chi ha letto... Ammaniti e i suoi romanzi ed ha visto le ottime trasposizioni cinematografiche di alcuni suoi scritti.
 

davvero divertente, intrigante e piacevole

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Si No
Opinione inserita da paolo
14 Novembre, 2009
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2 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

lo consiglio a tutti

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Che la festa cominci

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6 persone su 7 hanno trovato questa recensione utile

" Era evidente che Satana avesse usato Gerry Scotti per comunicare con lui"...Assolutamente spassoso questo nuovo romanzo di Ammaniti, più divertente e leggero rispetto agli altri suoi lavori, nonostante l' autore riesca anche qui, tra una risata e l' altra, a far venire a galla il marcio, il frivolo e il lato brutto della società- bene tanto splendente e luccicante agli occhi dei "comuni mortali"... I protagonisti sono... spassosi! E' ancora il termine giusto!, si va dallo scrittore-latin lover con sindrome da foglio bianco al capo- setta con moglie aguzzina e suocero tiranno, ai personaggi di contorno che sono caricature esasperate (ma non troppo) di tanti volti che popolano tv e salotti altolocati, e la supermegafesta del palazzinaro Chiatti( chissà se vi ricorderà qualcuno in particolare?!?)è tanto pacchiana ed esagerata da poter quasi essere vera...Non mancano neanche le babbucce con monogrammi!! Insomma, ancora una volta complimenti ad Ammaniti, anche dismessi i toni gravi e le ambientazioni scomode che tanto bene racconta, sa farsi leggere con piacere e voglia di non chiudere mai il libro!!

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Consigliato a chi ha letto... Privilegio di essere un guru
 
 
 

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