Che la festa cominci
| 3.9 (27) |
Letteratura italiana
| Autore | Niccolo Ammaniti |
| Sito autore | Visita il sito di Niccolo Ammaniti |
Editore
| Casa editrice | Einaudi |
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 27
Che la festa cominci
Buona l'idea generale del libro ma non mi sento di dire altrettanto della realizzazione.
La parte relativa ai personaggi della setta satanica la trovo una scelta commerciale, dal momento che è stato argomento di attualità non molto tempo fa ed è descritta per luoghi comuni, in maniera del tutto superficiale.
Bella l'idea di una grande festa a Villa Ada dove convogliano tutti i VIP : attori, scrittori, calciatori, veline e chi più ne ha più ne metta.
Ma è anche vero che è un mondo sul quale è facile sparare a zero, andando a pescare il peggio che la nostra società possa offrire riscuotendo facili consensi. Trovo sicuramente del vero in ciò che ironicamente l'autore descrive, ma tutto un po scontato.
Inutili le scene di sesso inserite fuori contesto, tanto per mettere un po di pepe nel racconto ma senza un fine nella trama.
E infine la storia, volutamente surreale, nella parte centrale sembra un film d'azione americano con avvenimenti esagerati e i nostri eroi che ce la fanno sempre per un pelo, un po stile "Die Hard" ma all'italiana.
L'unico personaggio che salvo è Bocchi, il chirurgo suo "amico". Un'ottima caricatura dalla quale escono, a mio avviso, le parti più divertenti e le migliori riflessioni del libro (bella quella relativa alle "figure di merda")
Insomma, trovo il libro un calderone di argomenti di attualità, gossip, luoghi comuni, che tutto sommato si lascia leggere, offre qualche buono spunto, strappa una risata ogni tanto, ma che in definitiva non mi ha convinto.
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Non so spiegarlo...
Proprio non so spiegarlo. Ho letto quasi tutto di Ammaniti, ma questo libro è stato l'unico che è si piacevolissimo da leggere (come ho gia' scritto, ha un modo splendido di scrivere), ma forse il lato farsesco delle situazioni descritte ha fatto perdere di incisività.
non è detto che uno scrittore debba sempre essere monotematico, o mono-stile, ma mi ha lasciata un po' perplessa sebbene le descrizioni così estremizzate di qualsiasi evento/persona volessero necessariamente colpire l'immaginario (che talvolta è meno reale del reale, vedi gheddafi in questi giorni a roma...)e portarci là dove siamo effettivamente proiettati: al ridicolo in ogni sua parte.
ciononostante, come ho detto prima, non mi ha lasciato l'impressione di un bel libro. piacevole, scorrevole, malinconicamente ironico, cinicamente reale, tragicamente odierno... forse il ridere di se stessi ci porta a trasporre la realtà in un modo decisamente lontano da noi. come se vedessimo un film che ci rappresenta in tutte le nostre parti ma noi non ci vogliamo riconoscere e ne prendiamo le distanze...
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| Lettura consigliata | sì |
Che la festa cominci
Raramente capita di imbattersi nella lettura di un libro così godibile, è veramente divertente, un ritratto di una società (la nostra) all'apice della sua decadenza. Emblematica la frase di uno dei personaggi VIP che dice "non esistono più le figure di merda", Già perché Ammaniti ci conduce all'interno di uno di quegli eventi veramente esclusivi dove "se sei lì o sei VIP o sei un cameriere", e con i VIP, non è stato sicuramente gentile.
L'intreccio è ben costruito e i personaggi sono ben costruiti, di ognuno di loro c'è una visione a 360°, infatti non si sa fino alla fine per chi tifare: scrittore o satanista?.
LEGGETELO!
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| Lettura consigliata | sì |
Esilarante
Non si può fare a meno di ridere dall'inizio alla fine!!
E' il terzo libro che leggo di Ammaniti e rispetto agli altri due questo ha un tono decisamente diverso, più leggero e terribilmente irriverente. Si prende gioco del mondo dei "vip" con un sarcasmo pungente e descrivendo delle situazioni davvero troppo divertenti.
Un libro molto piacevole...da leggere!!!
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| Lettura consigliata | sì |
geniale,reale ma..divertente
E' il primo libro di Niccolo' Ammaniti che leggo...ho trovato davvero geniale e diveretente il suo modo di ironizzare sui vizi e le poche virtu della societa',senza cinismo,perche' qualcuno ovviamente si salva...Nel cuore di Roma,nel palazzo Sasa' Chianti, viene organizzata una festa-evento mondano alla quale prenderano parte personaggi piu' in vista del momento ,atrici,veline,atricette,donne super rifatte,calciatori super arricchiti e via dicendo...tra questi uno dei protagonisti Fabrizio, giovane scrittore famoso ma mediocre,un personaggio "finto" che finge in ogni modo di mostrarsi quello che non e'...!!!in ogni senso!L'altro protagonista Saverio...infelicemente sposato.. con una donna sterile e nevrotica...la classica super rifatta dei nosrti giorni...per trovare un senso alla sua vita,Saverio,fonda una piccola setta satanica..Da un cero punta vista puo' infondere un certo sconforto rendendoci ben conto che siamo circondati da personaggi FINTI che cercano SOLO di apprarire e schiavi.loro stessi.di questi stereotipi. Ma ripeto,i personaggi i VERI esistono anche in questa storia...anche se, inervitabilmente, sono vitteme pure loro dei mali dei nostri giorni....leggete e vedrete!!!
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | UN po' a tutti...per sorridere sulle ipocrisie della nostra societa' e...cambiando argomento...scusate gli errori...ho rotto gli occhiali!!!! |
Catarsi desiderabile o vaneggiamento da psicofarm
Descrizione di una festa notturna orribile ed orrorifica organizzata da un "briatore-gaucci" pazzoide e sconsiderato per TUTTI i vip della Capitale che verranno (in gran parte) spazzati via da un'onda purificatrice.
Purtroppo (o per fortuna) i sopravvissuti non avranno imparato nulla dall'orrore e continueranno a riprodurre meschinerie, fatuità ed egoismo come se niente fosse.
Solo una cantante e una coppia di ragazzotti ne usciranno migliorati.
Chi ne ha approfittato per sparire regredirà ad una dimensione animale.
Spero che l'autore non fosse sotto psicofarmaci o droghe varie.
Il risultato ne verrebbe inficiato.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | Il Signore delle mosche/ La fattoria degli animali |
Che la festa cominci.
Il nostro caro Niccolò ci ripropone il crescendo corale del "L'ultimo capodanno" a più di dieci anni di distanza. I ragazzi sono cresciuti, Cristiano, lo studente fuori corso, è diventato l'impiegato Saverio (l'unico personaggio che possa definirsi tale), ma l'inadeguatezza di trovarsi in questo mondo quasi per sbaglio è rimasta, eccome!
L'autore sposta la mira dal mondo dei Normali al serraglio dei Vip, ma non fa fuoco quasi mai (figuriamoci centro!), lasciandosi addosso personaggi sbiaditi e situazioni irrealmente incompiute, e ben diverse da quelle assurdamente reali a cui ci ha abituato.
Le idee erano buone, Niccolò, non so perchè tu abbia mancato l'occasione e non abbia osato di più!
Magari regalandoci una prospettiva nuova, e più cattiva, dei riccastri, degli arrivati, dei Vips, delle veline, della decadenza italica, perchè oramai la storia la conosciamo bene e rischi di non stupirci più differenza di come hai fatto in passato!
Forza!
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | Sarebbe meglio non avvicinarsi ad Ammaniti con questo titolo. |
Impietoso
Impietoso ritratto della società moderna con tutti i suoi limiti ed i suoi eccessi.
Il sottile confine tra l'essere e l'apparire, tra successo e fallimento, l'effimera esistenza di chi ha costruito la sua vita sopra "travi ballerine" come cantava qualcuno anni fa, in alto si ma instabile e col rischio di crollare rovinosamente.
Un libro molto divertente ma è un riso amaro quello che ci strappa perchè anche le situazioni più assurde sono realistiche e tanti, troppi, personaggi partoriti dalla fantasia dell'autore hanno il loro inquietante doppio in carne ed ossa nella società di oggi .
Ammaniti è stralunato, a tratti volgare, irriverente ma soprattutto impietoso con i falsi miti ed i falsi ideali che siamo tanto bravi a criticare ma ai quali troppo spesso buttiamo un'occhio di invidia.
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| Lettura consigliata | sì |
Quasi troppo triste per essere divertente
Le situazioni sono molto comiche, ironiche, satiriche. Ma il riso mi si congela pensando che ci siano veramente troppe gente su questa pianeta che hanno tutto nella vita e pensano di avere niente. Che vedono tutto in una maniera strana (come lo scrittore). Che si trovano in situazioni insoportabili (come Mantos) di cui devono uscire. E poi succede vero che qualcuno non solo pensa ma prende un arma e uccide tante persone. Da un lato sembra che siamo molto vicino al grande successo (con un libro, un canzone, X-Factor, Grande Fratello, un sito nel Internet) ma siamo anche sempre troppo vicino a essere disoccupato, etc. Non ci basta più una vita normale. Un lavoro che paga le bolle, figli che crescono, etc. Pensiamo che ci volessi di più. E questo crea la insodisfazione.
Quindi il libro è divertente (al momento di Simon&Garfunkel anche a me è scapata un urlo di risata), una satira che finisce un pò come i libri di Stephan King, ma mi fa pensare anche molto.
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| Lettura consigliata | sì |
assurdo quanto illuminante
originale e completamente folle.
ironico, pungente, imprevedibile ma soprattutto divertente.
un libro che ti spoglia di tante sovrastrutture e ti rende libero di credere che forse c'è un altro modo di vedere le cose.
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| Lettura consigliata | sì |
per ridere un pò
sicuramente non è uno di quei libri che ti trasmettono chissà cosa..ma sicuramente è molto piacevole..non è uno di quei libri pesanti, anzi è ti fa fare quattro risate con delle scene assolutamente diverteni..
è un ottimo libro per chi ha voglia di leggere qualcosa di non impegnativo in qualsiasi momento della giornata, anche in metropolitana o durante un viaggio perchè no??
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| Lettura consigliata | sì |
un allenamento da non pubblicare
non mi è piaciuto, gli altri libri dello stesso autore sono di una forza e contenuti che poco hanno a che vedere con quest'ultima pubblicazione.
Anche a me ha dato l'impressione che gi restasse da "pagare la veranda" e che abbia deciso di pubblicare la prima fesseria che gli è venuta in mente, allungando oltretutto uno dei racconti già pubblicati.
Peccato, è evidente la capacità di saper scrivere ma qualche lettore starà più attento nel comprare il suo prossimo libro, fossi stata lui (e magari sapessi scrivere così!) non l'avrei pubblicato.
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| Lettura consigliata | no |
Non è il migliore
Sicuramente è ad un livello più basso di "Come Dio comanda" e " Ti prendo e ti porto via",pure di Branchie,forse. In ogni caso è un libro veramente divertente, non tanto per la critica all'Italia che ci sta (qualcuno deve pur farla!!) ma per il linguaggio ironico tipio di Ammaniti. E' un grande, questo è sicuro, ed il finale , che sinceramente non mi aspettavo, ha migliorato ulteriormente il mio giudizio. Si è divertito, ha sparato un pò sul facile (il palazzinaro, i calciatori, se stesso) però rimane comunque un gran bel libro.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | Branchie, Matihias Faldbakken e La sindrome del pescecane |
Una cocente delusione
Ho letto tutto di Ammaniti, tutto e tutto d' un fiato. Per leggere quest' ultimo ho faticato, già le prime pagine non mi sono piaciute granchè e via via sempre peggio. L' ho abbandonato per diverse settimane e l' ho ripreso solo perchè curiosa di cosa si fosse potuto inventare per il finale. Brutto, mi dispiace, ho molto amato tutti i suoi lavori ma questo è una fatica, per chi lo legge e penso anche per lui che l' ha scritto.Spero vivamente che il prossimo lavoro sia semplicemente diverso.
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| Lettura consigliata | no |
Ironico ed infine Malinconico.
Devo precisare che è stato il mio primo libro di Ammaniti.
Dopo questo racconto ho sentito la necissità di leggermi tutti gli altri.
Personalmente ho molto gradito questo libro, anche perchè oltre a ritrarre l'italia dei nostri tempi ..bla bla bla.. la componente più divertente è l'ironia che ci mette Ammaniti!
Inoltre io sono nato è cresciuto vicino Villa Ada, dove è ambientato il racconto ed ho molti ricordi felice di quel posto per questo mi sono sentito come da subito a casa.
Io lo consiglio. Fate voi!
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| Lettura consigliata | sì |
meglio One Piece
Questo non è un romanzo, è la sceneggiatura per un acrtone animato della seri9e One Piece.
Ammaniti non ha voglia di lavorare, e trova il modo per derubare i soldi.
E qualcuno lo elogia pure, per la serie cornuto e mazziato, oltre al danno la beffa.
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| Lettura consigliata | no |
| Consigliato a chi ha letto... | consiglio a chi guarda solo i cvartoni animati giapponesi che trasmette Italia 1. |
divertente
Non avevo mai letto nulla di Ammaniti (ma sono molto curiosa di leggere "come Dio comanda" e "Ti prendo e ti porto via")ma ho trovato il libro molto carino. Anzi, il termine corretto è divertente. Perchè i personaggi sono talmente strani da risultare molto divertenti, e la storia è così esagerata e ridicola che inevitabilmente strappa un sorriso al lettore. Ovviamente però, la vicenda è una chiara critica al mondo lussuoso, ricco ed esuberante dei famosi. Risulta molto scorrevole, lo stile è molto diretto.
Postilla:ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo la lettura dell'inizio del libro, interpretato dallo stesso Ammaniti accompagnato da un'altra persona e devo dire che "recitato" il libro rende davvero molto!
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| Lettura consigliata | sì |
Che la festa cominci
Già dopo poche pagine la festa sembra già iniziata, è quella dello scanzonato mondo di Ammaniti, che tutti i suoi lettori conoscono. Questa volta i nuovi attori presenti in scena, i convitati, sono gli “infangati” vip. Solitamente le maschere surreali vengono appoggiate dall’autore sul volto di persone qualunque, ma qui si osa di più e si cade nel farsesco con scrittori, editori, veline e accozzaglia varia.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | "Ti prendo e ti porto via", "L'ultimo capodanno dell'umanità" in "Fango", "Branchie" |
E festa sia
Stupendo, divertentissimo.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | a chi sa leggere Ammaniti |
Riflessivo
Stile inconfondibile quello del Niccolò. Trama molto leggera,lettura scorrevole.
Ma profondamente riflessivo.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | A chi ama questo autore, in ogni suo genere. |
che la festa cominci
Scusate ma... ne ho letto di min...te ma come questa mai! Un accrocchio senza senso, dentro c'è di tutto, il satanismo, la società becera, l'apocalisse, le catacombe, gli animali predatori, i borgatari, gli arricchiti. Una roba assurda! E poi, cosa di cui nessuno si è accorto è praticamente la fotocopia ingigantita di un romanzo precedente dello stesso scrittore: l'ultimo capodanno (un'altra boiata!)
MORALE DELLA FAVOLA?
Aridatemi i soldi del biglietto!!!
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| Lettura consigliata | no |
che la festa cominci
solito buon libro tragi/comico di ammaniti. si legge molto facilmente e in breve tempo. fa riflettere sui valori effimeri dei nostri tempi dove veline e tronisti sono i nuovi "dei". pur non raggiungendo la bellezza di "ti prendo e ti porto via" , rimane un buonissimo libro e lo consiglio.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | come dio comanda |
Che la festa cominci
Lo stile che usa Ammaniti non lo usa nessun altro. Avendo letto "Ti prendo e ti porto via" e "Come Dio comanda" (stupendi!) mi aspettavo di più. Comunque il libro si legge molto velocemente, buon intreccio, colpi di scena. Finale inaspettato.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | I precedenti libri di Ammaniti |
strano caso...
Non avevo mai letto nulla di ammaniti e lo consideravo, per ciò che sentivo dire, uno dei migliori autori italiani.
Devo ammettere che scorrendo le righe del suo ultimo lavoro, non si fa certo fatica a comprendere...Il libro si può leggere tuto d'un fiato perchè lo stile ed il linguaggio aiuta la scorrevolezza.
A parte le molte parolacce, che non credo si addicano ad uno scrittore veramete importate e non credo nemmeno siano simbolo di maggior realismo, trovo che la storia veramente inutile.
Mi sembra quasi che, non sapendo più dove andare a finire, Ammaniti si sia inventato lo stupidissimo finale che ci ha regalato. Non voglio immaginare che si sia approcciato al suo nuovo romanzo, con in mente la conclusione a cui è arrivato!
Un voto al limite della sufficienza, solo perchè si legge comunque volentieri.
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Che la festa cominci di Niccolò Ammaniti
Che la festa cominci di Niccolò Ammaniti
Einaudi Stile libero Big
Quarta di copertina: Benvenuti al party del secolo.
L’Italia fatta a pezzi in una sfrenata ed esclusiva Apocalisse.
Sottotitolo “Quel che resta dell’Italia…”ovvero una favola rovesciata
Un Ammaniti inedito per certi versi; toltasi la pesantezza di testi più grevi, si è lasciato scivolare una storia impazzita che ricorda certi musical degli anni ottanta dove tutto è esagerato e paradossale ( ma non troppo). La trama, in breve, è quella di un parvenu della peggior specie, Sasà Chiatti, un immobiliarista/palazzinaro, cafone quanto non basta e megalomane all’ennesima potenza, il quale organizza una super-mega festa a Roma, a Villa Ada, sua proprietà, ed invita “Tutti i nomi che contano” del rutilante mondo dei VIP. Ci sono proprio tutti, politici, attori e attoruncoli, artisti di svariati generi, calciatori, donne e donnine inconsistenti se non ornate di bellezza, per lo più rifatta, elefanti, tigri e quant’altro, insomma un campionario e una fauna umana, archetipi di una specie tanto stigmatizzata e, al contempo, corteggiata dai mass media perché spettacolarizza e sensazionalizza! C’è lo scrittore di successo, “Tu sei forte, tu sei bello, tu sei imbattibile, tu sei incorruttibile, tu sei un …AH…AH…Cantautore”, Fabrizio Ciba, preoccupato solo del suo ego e dell’immagine che deve dare di sé. Da antologia cinefila, la scena…”Con un colpo gli strappò la chiavetta USB da 40 gb dal collo…” del grande autore dei capolavori della letteratura italiana degli anni settanta, ormai cadavere. Ci sono le belve di Abaddon, una patetica setta satanica di Oriolo Romano, il cui leader Saverio Moneta cerca nel male un riscatto alla sua tapina e fantozziana vita. Una folla di personaggi affolla la scena narrativa, impazza in preda ad un’euforia lugubre da bolgia infernale, è una festa tragicomica, iperrealistica e sopra le righe dall’inizio alla fine. Un’umanità tronfia e ridicola, persa nel suo isterico vaneggiare, tesa ad inseguire e perseguire, spesso il nulla, cieca nel non vedere il precipizio che gli si para di fronte. Sono scene apocalittiche, in tono mondano, fatuo e satirico, quelle che si palesano davanti agli occhi dei lettori, dove tutto è esasperato fino al parossismo, la comicità graffia e irride. Sembrano tutti delle marionette senza umanità e sensibilità, omnia transeat… “Con il tempo, anche questa brutta esperienza sarebbe passata, avrebbe perso la sua drammaticità e l’avrebbe ricordata con un misto di divertimento e di rimpianto”, gli Umani si orientano come certi voltagabbana della politica e non. Critica feroce all’ex URSS, gli atleti sovietici partecipanti alle olimpiade del ’60 a Roma che preferiscono alla vita soffocante in Unione Sovietica quella altrettanto soffocante, ma libera delle catacombe: alla prigionia della mente, la libertà di scelta… Siamo una società, si spera una parte, alla deriva, travolti da quell’onda anomala, “ l’acqua della condotta esplose dal bacino ed aprì una voragine nella terra e sfondò la volta di tufo di una galleria che passava proprio sotto il lago, e cominciò a riempirla come fosse un’enorme tubazione”, che tracima e porta a galla senza una razionale selezione. Certo che siamo anni luce lontani dalla morale manzoniana della peste che amministra la giustizia separando i vizi dalle virtù; i confini tra il male e il bene non sono più tracciabili, tutto può essere accettato, importante che raccolga consensi e plausi pubblici. Il romanzo non è un pamphlet, Ammaniti non è un fustigatore delle storture e delle deviazioni di certa umanità, ma come gli artisti di razza, imbastisce una favola, ma rovesciata, non sono protagonisti gli animali umanizzati, bensì gli uomini animalizzati in tutta la loro ferinità. Dialoghi comici e battute mordaci contrappuntano uno stile attuale e carico di vena sardonica dove galleggia ciò che resta della nostra “Povera Patria” , gli avanzi di un pranzo o di una cena mal digerita.
L’autore Niccolò Ammaniti è nato a Roma nel 1966. Ha pubblicato Fango 1996, Branchie 1997, Ti prendo e ti porto via 1999, Io non ho paura 2001, Come Dio comanda. Dei suoi libri sono stati tratti film di successo, di importanti registi. E’ pubblicato in 44 Paesi e il suo sito ufficiale è all’indirizzo www.niccolòammaniti.com.
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| Consigliato a chi ha letto... | Ammaniti e i suoi romanzi ed ha visto le ottime trasposizioni cinematografiche di alcuni suoi scritti. |
davvero divertente, intrigante e piacevole
lo consiglio a tutti
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Che la festa cominci
" Era evidente che Satana avesse usato Gerry Scotti per comunicare con lui"...Assolutamente spassoso questo nuovo romanzo di Ammaniti, più divertente e leggero rispetto agli altri suoi lavori, nonostante l' autore riesca anche qui, tra una risata e l' altra, a far venire a galla il marcio, il frivolo e il lato brutto della società- bene tanto splendente e luccicante agli occhi dei "comuni mortali"... I protagonisti sono... spassosi! E' ancora il termine giusto!, si va dallo scrittore-latin lover con sindrome da foglio bianco al capo- setta con moglie aguzzina e suocero tiranno, ai personaggi di contorno che sono caricature esasperate (ma non troppo) di tanti volti che popolano tv e salotti altolocati, e la supermegafesta del palazzinaro Chiatti( chissà se vi ricorderà qualcuno in particolare?!?)è tanto pacchiana ed esagerata da poter quasi essere vera...Non mancano neanche le babbucce con monogrammi!! Insomma, ancora una volta complimenti ad Ammaniti, anche dismessi i toni gravi e le ambientazioni scomode che tanto bene racconta, sa farsi leggere con piacere e voglia di non chiudere mai il libro!!
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| Consigliato a chi ha letto... | Privilegio di essere un guru |



















