Ciao maschio Ciao maschio

Ciao maschio

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Ciao maschio, opera di Valeria Parrella edita da Bompiani. Una donna che ha superato i cinquant’anni si ritrova in una sola assurda notte ad aver a che fare con tutti gli uomini della sua vita. Incanto? Pazzia? Verità? Rappresentazioni della sua mente? Qualunque cosa essi siano ella vi arranca dietro, li istiga all’azione e alla reazione, invoca il loro ricordo o torna a combatterli ancora una volta. Gli uomini di Ciao maschio sono fantasmi reali, capaci ancora di far male, anche se la loro lancia sembra spuntata e il loro artiglio addolcito dal tempo. Come sempre nei suoi lavori, Valeria Parrella crea un campo di lotta, dove lei e loro, gli uomini, superbi e ingenui contraltari, ingaggiano un corpo a corpo, senza esclusione di colpi, al netto della malinconia e dei bei ricordi, crudo e spietato. Ai maschi che ha avuto, lei non concede nulla più della nuda verità, perché nulla più della verità, lei, concede a se stessa. È tardi per altre generosità, è tempo di fare i conti e di arrivare al cuore delle cose, oltre che di se stessi.

Valeria Parrella vive a Napoli. Mosca più balena (minimum fax), il suo libro d’esordio, ha vinto i premi Campiello Opera Prima, Procida e Amelia Rosselli. La sua seconda raccolta di racconti, Per grazia ricevuta (minimum fax), è stata finalista al premio Strega 2005 e ha vinto i premi Renato Fucini e Zerilli-Merimò. È anche autrice di testi per la radio e per il teatro: nel 2007 è uscito il suo monologo Il verdetto (Bompiani) e, nel 2009 Tre terzi (Einaudi), una pièce in tre atti scritta insieme a Diego De Silva e Antonio Pascale. Nel 2008, sempre per Einaudi, è uscito il suo primo romanzo Lo spazio bianco da cui è stato tratto l’omonimo film di Francesca Comencini. Le sue opere sono tradotte in Francia, Germania, Spagna e negli Stati Uniti.

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Ciao maschio 2011-05-18 10:05:23 Marghe Cri
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Marghe Cri Opinione inserita da Marghe Cri    18 Mag, 2011
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Un bel libro

Non si tratta di un romanzo, ma di una piéce teatrale molto semplificata o - se volete - di un lungo soliloquio interrotto a tratti da alcune voci maschili che arrivano dal passato della protagonista, che si risveglia in un letto di ospedale dopo un’operazione, e, ancora sotto l’effetto dell’anestesia, vede popolarsi la stanza della presenza degli uomini che ha amato nel corso della vita.
Si avvicina ai sessant’anni ed è ora di bilanci.
È anche ora di riordinare i ricordi e cercare di riconoscere se stessa sulla base dei sentimenti, delle gioie e dei dolori che ha vissuto.
Uno scavo quasi feroce nella propria affettività ed una lettura spietata dei rapporti con l’altro sesso, priva di accomodamenti consolatori.
Una figura, nelle ultime pagine, porta la pace o almeno la comprensione: il “corifeo” (così è definito) contribuirà a cambiare il punto di vista della protagonista con l’apporto di immagini chiarificatrici dimenticate e perse nel tempo.
È un libro godibile e di facile lettura. La protagonista resta nella memoria come una sorella o un'amica cara con cui abbiamo condiviso delusioni e speranze.

"Perché, tu non lo sapevi? Perché chi non è amato non lo sa? Non lo sente? Non la vede la stratigrafia di motivi che mantengono il rapporto che da solo, di sua essenza, non reggerebbe mai? Due le cose: o non lo sapevi, e allora povero scemo tu. O lo sapevi e ti sei distratto. Per amore, è probabile che per amore non hai voluto vedere."

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Consigliato a chi ha letto...
a tutte le donne e a quegli uomini cui interessa capirci un po' meglio
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