Il mio cuore umano Il mio cuore umano

Il mio cuore umano

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Il mio cuore umano, romanzo di Nada Malanima edito da Fazi. Toscana, estate 1953. Una bambina sembra non dover nascere: i medici sconsigliano una gravidanza pericolosa per la vita della madre. Ma nonostante tutto e tutti lei nasce. Attraverso i suoi occhi prendono forma, quasi fantastica e favolistica, i personaggi che la circondano e l'evoluzione cui il suo piccolo paese va incontro dopo la sua nascita. Sono gli anni delle prime televisioni, delle riunioni familiari nei circoli Arci per i varietà del sabato sera; sono gli anni dei primi elettrodomestici, dei bagni finalmente dentro le case; gli anni delle prime automobili. La bambina vive questo mondo filtrandolo attraverso la sua ipersensibilità, avvolta in un silenzio quasi irreale, sviluppando con la natura e le cose che la circondano un rapporto quasi mistico-religioso. Sono sempre i suoi occhi a restituirci le immagini di familiari e parenti, gli occhi di chi sente troppo su di sé il dolore altrui e per questo è incline a ritirarsi in se stessa. La sorella, alla quale è morbosamente legata; la madre, della quale subisce il penoso alternarsi della ciclotimia, che renderà Nada una bambina sensibile e con un estremo bisogno d'amore; la zia, rifiutata in gioventù dal grande amore della sua vita, che vive ora a servizio di un prete; la nonna Mora, dai modi burberi con gli altri, ma sempre protettiva verso la nipote: l'unica capace di far apparire il suo soffio al cuore come il funzionamento di un normale cuore umano; sullo sfondo familiare un padre taciturno e apparentemente assente.

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Il mio cuore umano 2009-01-17 13:12:05 Steffy
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Opinione inserita da Steffy    17 Gennaio, 2009

Biografia poetica di Nada Malanima

Libro autobiografico raccontato attraverso gli occhi una bimba in modo semplice e poetico.

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Le mie madri di Nada Malanima e tutti quei libri che raccontano la vita delle famiglie di un tempo.
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Il mio cuore umano 2009-01-07 16:20:42 Arcangela Cammalleri
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Arcangela Cammalleri Opinione inserita da Arcangela Cammalleri    07 Gennaio, 2009
Ultimo aggiornamento: 07 Gennaio, 2009
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Il mio cuore umano di Nada Malanima

Il mio cuore umano di Nada Malanima Fazi Editore pag. 141

Romanzo-narrativa

La quarta di copertina è l’incipit della narrazione ... “Era la fine di febbraio, esattamente il periodo di carnevale, da tutte la parti si festeggiava. Quella sera mio padre e mia madre erano andati a ballare in un paese vicino, mia madre ballò così tanto che le si consumarono i tacchi”.

Nella Toscana degli anni ’50, attraverso gli occhi che “sanno guardare distante” e i sentimenti di una bambina, Nada, l’io narrante, si dispiegano i ricordi della prima fanciullezza segnati da una sensibilità affinata dagli eventi famigliari. Per chi ha vissuto quegli anni a cavallo tra i ’50 e i ’60, ritrova il profumo lontano, ma, ancora, forte di un tempo irripetibile di trasformazioni economiche e sociali di grande impatto emotivo. La televisione, “La scatola parlante”, al circolo dell’Arci si andava a vedere il sabato il varietà, vissuta come rito collettivo, le vespe sostituite dalle automobili, i servizi igienici in casa… Da una società arcaica, contadina, ritmata dai cambiamenti della natura ad una società industriale che pulsa al ritmo della invenzioni e delle modernità. C’è incanto e stupore di altri tempi ormai mitizzati perché legati a stagioni della vita in cui la scoperta del mondo famigliare e circostante è preludio alla ricerca di se stessi e al perché della propria esistenza. La protagonista vive gli umori, gli amori, le sofferenze e anche le bizzarrie dei suoi famigliari con estrema sensibilità e tanto bisogno d’affetto materno non sempre elargito semplicemente. All’ombra della madre bella, ma sofferente di nervi, di un padre poco incline al dialogo, della sorella tanto amata, della nonna Mora, ruvida di modi, ma ricca di genuina saggezza contadina, Nada, bambina magra e fragile, attraversa l’infanzia solitaria, piena di incubi e scuri pensieri che nessuno conosceva per approdare all’adolescenza in cui il suo cuore, un normale “Cuore umano” moltiplica sensazioni e stati d’animo. E’ un racconto che fluisce limpido come un ruscello di montagna che a tratti, ma solo, a tratti, s’intorbida, non s’avverte nostalgia, piuttosto traluce la semplicità quotidiana del mondo reale: i più intimi e semplici legami tra le persone, un mondo dietro cui si nascondono altri mondi possibili. Uno sguardo il suo che con sofferta acutezza amplia l’orizzonte conoscitivo ( si rifugia nella scrittura poetica, nei libri) riflettendo sul senso dell’esistere, della morte. Sorprende la scrittura piana, lieve, scevra da infarciture retoriche, essenziale senza indulgere in paradigmi stilistici complessi e spesso, segni di meri esercizi letterari.



L’autrice: Nada Malanima, conosciuta solamente come Nada, è una tra le artiste più originali della scena musicale italiana. E’ nata a Gabbro (Livorno) nel 1953. Interprete e cantautrice, compositrice di versi e prose di note dalla decadenza ambrata, poeta veggente di mondi arcani in cui si specchia, disconnessa e spudorata, una realtà fatta di passione, d’istinti primordiali e bisogni intensi ed intimi, dell’intimità violata dall’incanto. Per Fazi Editore ha già pubblicato la raccolta di poesie e racconti "Le mie madri". "Il mio cuore umano" è il suo primo romanzo.

Arcangela Cammalleri

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