Il mistero dell'ermellino Il mistero dell'ermellino

Il mistero dell'ermellino

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Il mistero dell'ermellino, opera di Giuse Iannello edita da Il Filo. Durante la cena dei coscritti che festeggiano il cinquantesimo compleanno, Marisa Colli ripercorre alcune tappe della sua vicenda umana e, in particolare, l’emozionante avventura che inizia con il ritrovamento di due antiche pergamene. Il frate domenicano autore dei preziosi manoscritti, risalenti all'inizio del sedicesimo secolo, narra la traslazione del corpo di Ludovico il Moro dalla prigione di Loches, dov'era morto da prigioniero nel 1508, alla città natale, Vigevano. Insieme a Camillo Bardogli e Mauro Boneschi, Marisa dovrà decifrare le poche lettere ancora leggibili sulla seconda pergamena che probabilmente conducono proprio all’ultima dimora del Duca. Quali misteri avvolgono la figura del mecenate di Leonardo, quale significato sembra nascondere il ritratto della sua amante Cecilia Gallerani nella "Dama con l'ermellino"? Tra colpi di scena e improvvise rivelazioni dettate dall'imperscrutabile Caso, avviene la maturazione sentimentale e spirituale di Marisa, che la porterà a riflettere sul senso della vita e sul filo rosso che lega il suo destino alla corte sforzesca.

Giuse Iannello è nata a Roccavaldina nel 1954 e nel 1959 con la sua famiglia si è trasferita a Vigevano, dove tuttora vive e lavora come impiegata. Ha frequentato importanti corsi di disegno e pittura. Sin dall'infanzia ha scritto poesie, racconti e ha cominciato a dipingere. Il mistero dell'ermellino è la sua prima pubblicazione.

Recensione della Redazione QLibri

 
Il mistero dell'ermellino 2012-02-25 17:01:52 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    25 Febbraio, 2012
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Tra passato e presente

E' sempre costruttivo e interessante andare alla scoperta delle penne esordienti sull'attuale panorama letterario del nostro Paese; l'importante è affrontare la lettura scevri da pregiudizi, predisponendosi all'ascolto di queste nuove voci ,talune acerbe talaltre mature, con attenzione sì, ma senza essere troppo pretenziosi.
Partendo da questo personalissimo punto di vista, mi sono lasciata trasportare dalle pagine scritte da Giuse Iannello, con lentezza, assaporando questa scrittura delicata pagina dopo pagina, senza pormi inizialmente troppi interrogativi sull'intreccio della trama.

Questo romanzo mette a nudo l'anima di una donna, scoprendo le zone d'ombra e più intime, dando voce a parole non dette e a sentimenti profondi.
Vedo una donna che si guarda allo specchio, una donna che guarda dentro di sé, ripercorrendo momenti cruciali della propria esistenza e rivivendoli con maggior ponderatezza.
Scorrendo queste pagine si avverte forte la sensazione di essere spettatori di un colloquio intimo dell'autrice con se stessa, in quanto trapelano immagini ed esperienze veraci, che sanno di vissuto genuino lontano da artifici stilistici e di fantasia letteraria.
Il corpo del romanzo è realizzato con materiale che trae diretta ispirazione da un bagaglio di quotidianità personale, arricchito da un cuore dal sapore antico, ottenuto da una originale elaborazione di dati storici e artistici.
Il volto storico della narrazione, seppure secondario rispetto a quello introspettivo, tuttavia ci regala un aspetto poco conosciuto del celebre “La dama con l'ermellino” di Leonardo; è gradevole il salto nel XV secolo che l'autrice ci propone, anche se è palese che non vi è alcun intento di esaustività nel trattare il tema, né la pretesa di addentrarsi nei meandri delle teorie interpretative sui significati celati dal grande maestro nei propri dipinti. Diciamo quindi che la parentesi storica ammanta il racconto di interesse e di quel tocco di mistero capace di catturare l'attenzione del pubblico.
Nel complesso il lavoro dell'autrice è riuscito e va sicuramente applaudito.

La scrittura scorre fluida e soffice, eppure non perde mai di incisività, anzi, riesce a trattare problematiche esistenziali con una naturalezza e dolcezza di espressione che ti avvolge e ti rende parte della storia.
E' una storia che abbraccia passato e presente, è una storia che parla prevalentemente di donne ma senza dimenticare mai il ruolo svolto dai signori uomini, è una storia che mette a confronto giovinezza e maturità, è una storia che parla di bilanci, di traguardi, di inversioni di rotta, di disillusioni, di scelte.
Affascinante l'effetto creato dall'autrice, ossia di un binomio passato-presente, dove l'uno si rispecchia nell'altro e viceversa, dove le tribolazioni di una donna del quattrocento sembrano riproporsi sulla pelle di una donna di oggi; ebbene, i secoli scorrono inesorabili ma le vicissitudini umane restano immutabili.
Un parallelismo azzeccato che il lettore avrà il piacere di comprendere appieno al termine del romanzo, quando le nebbie iniziali si diradano per far splendere il sole generato da una narrazione ben congegnata e ricca di spunti.

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Il mistero dell'ermellino 2012-02-02 19:13:48 ALBA.G.
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Opinione inserita da ALBA.G.    02 Febbraio, 2012

Una piacevole, intrigante sorpresa

“Il Mistero dell’ermellino” è stata una sorpresa, un libro che definirei “ricco” . Dai molteplici intrecci si rileva la psicologia dell’autrice, amante del dettaglio, dove nulla è lasciato al caso. All’impatto potrebbe sembrare che la vicenda storica sia fulcro ma, sebbene intrigante , la protagonista compie un excursus del proprio vissuto dove ognuno di noi si può riflettere, sentimenti, anima e coscienza, etica e morale. Interrogativi che la protagonista rivolge a se stessa. Questo libro non è per le menti assopite ma chi ad ogni pagina si aspetta l’inatteso. Di lettura diacronica, si passa dal 1500 agli anni settanta ai giorni nostri con una trama legata e per nulla scontata… da non perdere.

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